La manifestazione
Ultime prove per la piazza
di Alessandra Bernardeschi
Il Tirreno a Vada per lo spostamento dei banchi in centro: pioggia di favorevoli
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VADA. Ancora una prova tecnica, stavolta generale, per il mercato di Vada: planimetria alla mano il Comune di Rosignano e gli ambulanti devono verificare se tutti i banchi potranno entrare in quelle strade e spazi che fanno da perimetro a piazza Garibaldi. Rispetto a quanto annunciato dall’assessore Montagnani, infatti, ieri mattina è stato deciso di fare un’ulteriore verifica prima dello spostamento. «Siamo diventati delle trottole, un po’ di qua e un po’ di là», commenta Monica Mencarelli, ambulante che il venerdì mattina parte da Chiesina Uzzanese per arrivare a Vada. Una trasmigrazione iniziata il 18 novembre dello scorso anno quando, a furia di proteste, il mercato venne trasferito nella parte a sud di via Garibaldi e lungo un tratto di via Aurelia. Un trasferimento deciso solo per i mesi estivi. Poi, dal 31 marzo, i banchi hanno trovato nuovamente posto in via XX Giugno. Una strada, come verificato ieri mattina, che in inverno si svuota perché periferica rispetto al centro della frazione. In quel centro, ossia piazza Garibaldi, dove si trova la chiesa, dove si affacciano negozi e ristoranti, dove scivola via la vita del paese. E se da un lato gli ambulanti trovano alcune perplessità nell’essere trasferiti lungo le strade della piazza a causa del poco spazio per le manovre di furgoni o per lo spezzettamento del mercato stesso, gli operatori commerciali a posto fisso vedono in questa nuova collocazione un motivo di rilancio anche per le loro attività. Ieri mattina il cielo plumbeo si plasmava con una strada, quella appunto di via XX Giugno, quasi vuota. «Lo vedete da soli – hanno commentato alcuni ambulanti – e siamo a fine ottobre. Provate a venire di gennaio e la situazione è ancora peggiore. In inverno qui non possiamo rimanere».
Saura Fondelli è tra gli ambulanti che dicono la loro: «Il mercato in via XX Giugno in inverno è morto – dice – per me il posto migliore dove trasferire i banchi era la via Aurelia. Hanno detto che si creavano problemi alla viabilità, ma in ogni luogo il mercato si tiene in centro. Una volta alla settimana non è la fine del mondo. Basta organizzarsi. Il problema del trasferimento in piazza è che il mercato si spezza su due strade. È un mercato a singhiozzo. Avevamo proposto di spostarci di qualche metro in su, più vicini alla via Aurelia ma ci è stato risposto che i banchi davano noia perché c’è l’entrata della scuola d’infanzia. Adesso faremo un’altra prova. A forza di prove e permessi – continua la donna – andremo a finire a Natale. Perché deve essere la Pro Loco a dire dove sta bene il mercato?»
Monica Mencarelli rincara la dose: «Siamo diventati trottole – dice – d’estate in via XX Giugno lavoriamo ma d’inverno potremo stare a casa. Il trasferimento in piazza Garibaldi va già meglio rispetto a dove siamo adesso».
«Siamo alla seconda prova – afferma Giuseppe Zerilli – dobbiamo verificare, planimetrie alla mano, se tutti i banchi entrano lungo le strade della piazza. Uno studio tecnico per capire il posizionamento dei banchi, con gli ambulanti che vendono generi alimentari raggruppati nella piccola piazza dietro la chiesa. Personalmente sono favorevole al trasferimento in piazza perché così potremo andare in una posizione centrale». Ancora una prova «per vedere se i problemi possono essere superati – dice Giuseppe Biondi – l’idea migliore sarebbe spostare i banchi all’interno della piazza magari dopo averla pavimentata». Fabio Ricci non ha il posto fisso «per quanto mi riguarda o sull’Aurelia o in via XX Giugno; in piazza rimane il problema di arrivare e posteggiare i furgoni». Francesco Masoni: «Questa zona è troppo decentrata, lo vedete, non c’è gente. Per questo dobbiamo trovare un luogo diverso». Lo afferma chiaro Andrea Morini, banco di frutta e verdura «vogliamo venire via da qui. Faremo anche questa seconda prova sperando che si l’ultima. Questa zona in inverno è morta. C’è poca gente oggi che siamo a fine ottobre. Provate a venire a gennaio. In inverno qui si piange tutti».
GUARDA I VIDEO SU www.iltirreno.it
Saura Fondelli è tra gli ambulanti che dicono la loro: «Il mercato in via XX Giugno in inverno è morto – dice – per me il posto migliore dove trasferire i banchi era la via Aurelia. Hanno detto che si creavano problemi alla viabilità, ma in ogni luogo il mercato si tiene in centro. Una volta alla settimana non è la fine del mondo. Basta organizzarsi. Il problema del trasferimento in piazza è che il mercato si spezza su due strade. È un mercato a singhiozzo. Avevamo proposto di spostarci di qualche metro in su, più vicini alla via Aurelia ma ci è stato risposto che i banchi davano noia perché c’è l’entrata della scuola d’infanzia. Adesso faremo un’altra prova. A forza di prove e permessi – continua la donna – andremo a finire a Natale. Perché deve essere la Pro Loco a dire dove sta bene il mercato?»
Monica Mencarelli rincara la dose: «Siamo diventati trottole – dice – d’estate in via XX Giugno lavoriamo ma d’inverno potremo stare a casa. Il trasferimento in piazza Garibaldi va già meglio rispetto a dove siamo adesso».
«Siamo alla seconda prova – afferma Giuseppe Zerilli – dobbiamo verificare, planimetrie alla mano, se tutti i banchi entrano lungo le strade della piazza. Uno studio tecnico per capire il posizionamento dei banchi, con gli ambulanti che vendono generi alimentari raggruppati nella piccola piazza dietro la chiesa. Personalmente sono favorevole al trasferimento in piazza perché così potremo andare in una posizione centrale». Ancora una prova «per vedere se i problemi possono essere superati – dice Giuseppe Biondi – l’idea migliore sarebbe spostare i banchi all’interno della piazza magari dopo averla pavimentata». Fabio Ricci non ha il posto fisso «per quanto mi riguarda o sull’Aurelia o in via XX Giugno; in piazza rimane il problema di arrivare e posteggiare i furgoni». Francesco Masoni: «Questa zona è troppo decentrata, lo vedete, non c’è gente. Per questo dobbiamo trovare un luogo diverso». Lo afferma chiaro Andrea Morini, banco di frutta e verdura «vogliamo venire via da qui. Faremo anche questa seconda prova sperando che si l’ultima. Questa zona in inverno è morta. C’è poca gente oggi che siamo a fine ottobre. Provate a venire a gennaio. In inverno qui si piange tutti».
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