Il Tirreno

Trovata la tanica usata come innesco

Trovata la tanica usata come innesco

Svolta nell’indagine sul ristorante devastato dalle fiamme

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CECINA. Trovata la tanica utilizzata come innesco per le fiamme. Le indagini relative al rogo che la notte tra lunedì e martedì scorsi ha devastato il ristorante “Oltremare” a La Mazzanta, di cui si occupa la stazione dei carabinieri di Cecina, sono in pieno svolgimento. Ma una certezza sembra arrivare dai rilievi che i vigili del fuoco hanno effettuato nelle ore immediatamente successive lo spegnimento del rogo. Nel pomeriggio di martedì, infatti, come da prassi nei casi in cui dopo un incendio venga avviata una indagine, il personale tecnico dei vigili del fuoco ha effettuato un dettagliato sopralluogo del locale su via dell’Astronomia per verificare le possibili cause del rogo. Il tecnico ha provveduto a una ricognizione visiva dell’area interna del ristorante e della veranda, preparando anche una documentazione fotografica della situazione, che poi è stata inviata alla Procura della Repubblica di Livorno.

Che l’incendio avesse cause dolose è apparso assai probabile fin dalla mattina di martedì, dopo che i vigili del fuoco hanno terminato la bonifica e la messa in sicurezza del locale, notando come nell’aria si avvertisse un evidente odore residuo di un liquido infiammabile. Ieri è arrivata la conferma. Il reparto tecnico dei vigili del fuoco ha infatti rinvenuto all’interno del ristorante, vicino ad una finestra, un contenitore in plastica parzialmente sciolto dalle fiamme e dal calore durante l’incendio. Dalle tracce risulta che all’interno fosse presente un liquido facilmente infiammabile, da capire se benzina o altre sostanze. La pista da seguire è quindi quella dolosa, come è apparso piuttosto chiaro fin dall’alba di martedì, a ridosso del rogo.

L’incendio, lo ricordiamo, si è verificato alle 2 di notte. A rendersi conto del fuoco è stata una donna che abita nelle vicinanze del ristorante “Oltremare”, situato in un’area dove si aprono anche una gastronomia e un bar. Ha sentito il rumore delle vetrate che andavano in frantumi e ha visto il fuoco salire dal ristorante. Ha chiamato i carabinieri, spiegando cosa stava accadendo al locale, di cui è proprietaria e gestrice Gigliola Ferri, di Casale, che lo ha rilevato alla fine dell’inverno scorso dalla precedente proprietà. Il ristorante, che è stato attivo a pieno ritmo durante la stagione estiva, nel mese di ottobre era aperto soltanto nei fine settimana.

Alla Mazzanta, nella notte tra lunedì e martedì, sono arrivati in pochi minuti i vigili del fuoco del distaccamento di Cecina.

Il calore delle fiamme ha distrutto parte dell’arredamento interno: bancone, sedie, impianti di condizionamento. E poi ha fatto crollare buona parte della veranda esterna, chiusa con vetrate e porte in plastica, anch’esse danneggiate in modo evidente dal calore.

Terminata la bonifica della struttura, sono partire le indagini dei carabinieri. Dopo il ritrovamento della tanica con tracce di liquido infiammabile all’interno del ristorante, si fa chiaramente strada la certezza che la causa del rogo sia dolosa.

Anna Cecchini

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