Sicurezza
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Comune geotermico, c’è lo stop di Govi
Il segretario Pd frena il progetto di fusione tra enti lanciato dal sindaco Giannoni
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MONTEVERDI MARITTIMO. Inaspettato colpo di freno del Pd di Monteverdi sull’iniziativa del sindaco Carlo Giannoni a favore della fusione fra due o più comuni dell’area geotermica, a formare un grande ente: il Comune Geotermico. La frenata arriva da Francesco Govi, riconfermato segretario del circolo Pd di Monteverdi e da 13 anni accanto a Giannoni come capogruppo di maggioranza.
«Ritengo fondate le preoccupazioni sollevate dal sindaco – dice Govi – ma proporre un’analisi con le altre forze politiche e con la popolazione soltanto per le difficoltà del comune di Monteverdi sulla spesa corrente mi sembra piuttosto marginale». Giannoni sostiene che non c’è futuro per i comuni sotto i 10. 000 abitanti perché le spese continuano a crescere mentre le risorse sono sempre meno. Govi afferma che occorre «analizzare serenamente i pro e i contro degli effetti delle fusioni, ma con i tempi necessari, senza premere sull’acceleratore». E di seguito ricorda che solo poche settimane addietro il Senato ha approvato definitivamente la legge sui comuni sotto i 5. 000 abitanti (5. 585 municipi, il 57% del territorio nazionale, 10 milioni di abitanti) «che mira a contrastare il forte spopolamento» e per i quali piccoli comuni sono necessarie politiche differenziate e sostegni alle singole peculiarità.
Giannoni aveva ricordato l’esperienza positiva fatta nell’Unione montana, costituita da Monteverdi con Pomarance e Montecatini, realizzando le funzioni associate per la scuola, la polizia municipale e le attività produttive (Suap). Govi replica: «Sono sempre stato un forte sostenitore di queste funzioni, ma è anche verità assoluta che ad oggi sono state fatte quelle più facili da realizzare». Perché, si chiede il segretario Dem, non si è mai pensato di associare a livello sovraccomunale l‘urbanistica, l’edilizia e la raccolta-smaltimento rifiuti «pur funzioni associate obbligatorie? ». La conclusione di Francesco Govi è rivolta al sindaco Giannoni e al presidente della Regione, Rossi: «Credo che prima di affrontare un percorso politico di condivisione sul tema delle fusioni, si debba richiedere alla Regione Toscana di risolvere in primis problemi come la banda larga, per non essere trattati come cittadini di serie B, e la viabilità che sia degna di questo nome. Solo dopo si potrà affrontare con serenità il tema delle fusioni di cui resto ancora uno dei maggiori sostenitori».
«Ritengo fondate le preoccupazioni sollevate dal sindaco – dice Govi – ma proporre un’analisi con le altre forze politiche e con la popolazione soltanto per le difficoltà del comune di Monteverdi sulla spesa corrente mi sembra piuttosto marginale». Giannoni sostiene che non c’è futuro per i comuni sotto i 10. 000 abitanti perché le spese continuano a crescere mentre le risorse sono sempre meno. Govi afferma che occorre «analizzare serenamente i pro e i contro degli effetti delle fusioni, ma con i tempi necessari, senza premere sull’acceleratore». E di seguito ricorda che solo poche settimane addietro il Senato ha approvato definitivamente la legge sui comuni sotto i 5. 000 abitanti (5. 585 municipi, il 57% del territorio nazionale, 10 milioni di abitanti) «che mira a contrastare il forte spopolamento» e per i quali piccoli comuni sono necessarie politiche differenziate e sostegni alle singole peculiarità.
Giannoni aveva ricordato l’esperienza positiva fatta nell’Unione montana, costituita da Monteverdi con Pomarance e Montecatini, realizzando le funzioni associate per la scuola, la polizia municipale e le attività produttive (Suap). Govi replica: «Sono sempre stato un forte sostenitore di queste funzioni, ma è anche verità assoluta che ad oggi sono state fatte quelle più facili da realizzare». Perché, si chiede il segretario Dem, non si è mai pensato di associare a livello sovraccomunale l‘urbanistica, l’edilizia e la raccolta-smaltimento rifiuti «pur funzioni associate obbligatorie? ». La conclusione di Francesco Govi è rivolta al sindaco Giannoni e al presidente della Regione, Rossi: «Credo che prima di affrontare un percorso politico di condivisione sul tema delle fusioni, si debba richiedere alla Regione Toscana di risolvere in primis problemi come la banda larga, per non essere trattati come cittadini di serie B, e la viabilità che sia degna di questo nome. Solo dopo si potrà affrontare con serenità il tema delle fusioni di cui resto ancora uno dei maggiori sostenitori».
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