Il Tirreno

Ombre sul porto turistico un esposto in Procura

di Manolo Morandini
Ombre sul porto turistico un esposto in Procura

Dalla mancata realizzazione delle opere in convenzione allo stallo del progetto Cioni: «Se chi deve fare rimarrà sordo non esiteremo a fare questo passo»

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CECINA. Chiedono trasparenza e garanzie. Ma annunciano anche l’intenzione di presentare un esposto alla Procura della Repubblica, Corte dei conti e Prefetto in cui mettere in fila tutte le perplessità sul porto turistico alla foce del fiume, la sua attuazione e la mancata realizzazione delle opere per la messa in sicurezza idraulica previste con l’autorizzazione del progetto. «Se chi deve fare rimarrà sordo non esiteremo a fare questo passo». Lo dice l’ex sindaco di Cecina Renzo Cioni a nome del Comitato territorio e sviluppo, da sempre critico sull’operazione porto. Ma al suo fianco la vicenda ha l’effetto di compattare un fronte ampio e trasversale. A chiedere un cambio di passo, garanzie e trasparenza sono le consigliere Pamela Tovani (Cecina civica), Rosanna Farinetti (Movimento 5 stelle), Roberto Avanzini per il Comitato difesa e sviluppo, Renzo Belcari (Rifondazione comunista), Alessandro Lucibello Piani per i Movimenti civici della Bassa Val di Cecina, l’avvocato Francesco Villani, ex consigliere comunale di Forza Italia.

Le opere previste per mitigare il rischio idraulico non ancora realizzate. Il passo falso delle polizze fideiussorie a garanzia, risultate sottoscritte con una compagnia romena, la Lig Insurance Sa, che si è vista revocare l’esercizio dell’attività a fine 2016 dall’Autorità di vigilanza romena (Asf), che ha presentato anche la richiesta al tribunale di Bucarest di metterla in liquidazione. Il preliminare sottoscritto tra Porto Spa e Peverell Holdings Limited Ltd in cui si prevede la realizzazione di opere per 14, 5 milioni di euro e tra queste quelle nella convenzione con il Comune di Cecina: il ponte di collegamento tra le due sponde del fiume, il tratto finale dell’argine in sinistra e l’argine remoto in riva destra. L’attacco è frontale ma non si tratta di una battaglia di retroguardia. La premessa è che il porto sia portato a termine e che siano salvaguardati gli investimenti dei cittadini che hanno finanziato l’operazione.

«Come scritto nel documento di Valutazione d’impatto ambientale e come suggerirebbe il buonsenso, non si può realizzare il porto senza prima aver portato a termine tutte le opere necessarie per la messa in sicurezza dell’intera area, in particolar modo i due argini del fiume, il ponte di via Volterra e il dragaggio costante della foce – affermano –. La situazione al momento è drammatica, perché le opere che dovevano essere compiute entro il 2013 non sono state neppure iniziate e non si conoscono le tempistiche entro le quali saranno avviate e portate a termine». E ancora: «Sono tre anni che le opposizioni insistono affinché siano fatti i dovuti controlli sulle fideiussioni, l’ultima volta proprio qualche giorno fa in commissione consiliare. Se le nostre richieste fossero state ascoltate anni fa, oggi non saremmo a questo punto. Facendo riferimento agli atti, le opere di messa in sicurezza devono seguire necessariamente un cronoprogramma, che l’ente attuatore deve consegnare all’amministrazione comunale, ma di questo non c’è traccia».

Dito puntato contro l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Samuele Lippi. «Un’amministrazione attenta e interessata può non conoscere un preliminare di vendita, tra Porto Spa e Peverell Holdings Limited Ltd, in cui è previsto il suo intervento e che coinvolge i propri cittadini? ». Sul tavolo del presidente della commissione Assetto e gestione del territorio Edoardo Battini (Pd) c’è la richiesta di una convocazione urgente per fare chiarezza, chiamando a rispondere anche la Porto Spa. Mentre è stata protocollata da Tovani anche una richiesta di accesso agli atti per far luce sulle fideiussioni e i controlli svolti dall’ente.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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