Il Tirreno

C’è un altro ricorso al Tar Paradù contro il Comune

di Manolo Morandini
C’è un altro ricorso al Tar Paradù contro il Comune

Castagneto Carducci, la contesa sull’installazione di 6 strutture prefabbricate Ancora da chiarire la battaglia sul mancato pagamento della tariffa sui rifiuti

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CASTAGNETO CARDUCCI. Nuova contesa in un’aula di giustizia tra la società Medonoratico Srl, a cui fa capo la struttura turistica Paradù Tuscany Paradise Resort, e il Comune di Castagneto Carducci. Questa volta a dividere è l’opposta interpretazione della strada amministrativa da seguire per installare all’interno del villaggio sei strutture prefabbricate. Casette in legno, adibite a negozio stagionale, punto informazioni, bar o magazzino. Il caso è finito in un ricorso della società al Tribunale amministrativo regionale della Toscana.

Lo scorso 11 luglio dall’ufficio Governo del territorio del Comune scatta il provvedimento di sospensione dei lavori a cui segue il 18 settembre la comunicazione di avvio del procedimento di verifica per presunta violazione urbanistico-edilizia. Materia del contendere la strada da seguire per installare quelle strutture, sei in tutto. Per il Comune è necessaria un’autorizzazione paesaggistica. Per venirne a capo la società Medonoratico ha scelto di affidare la querelle ai giudici amministrativi del Tar della Toscana. Oltre all’annullamento del provvedimento relativo alla passata stagione turistica si punta a stabilire la strada da seguire per i prossimi anni. In pratica, se il Tar dovesse accogliere il ricorso della Medonoratico la società non sarebbe tenuta a presentare la domanda per l’autorizzazione all’installazione. E ciò perché quei manufatti vengono ritenuti tra quelli che rientrano nell’attività edilizia libera per cui è sufficiente una semplice comunicazione all’ente, prevista dalla legge regionale 65 del 2014 all’articolo 136.

Risalgono allo scorso luglio anche altri due ricorsi della Medonoratico contro il Comune. Il villaggio Paradù ha aperto i battenti a giugno 2014. E da allora ha pagato solo la prima rata della tariffa sui rifiuti. Circa 42.000 euro. Poi più niente. Non ci sta a essere assimilato a un campeggio. E da qui muove la contestazione all’ente. Una contrapposizione che vede la società impegnata alla Commissione tributaria provinciale di Livorno e al Tar della Toscana.

È dell’agosto 2016 il sollecito di pagamento inviato dal Comune alla Medonoratico per il 2014. A ottobre dello scorso anno la risposta è il ricorso alla Commissione tributaria contro il sollecito a pagare 130.760 euro. Per il 2015 e il 2016 dovremo attendere le lettere di sollecito, dato che anche per questi due anni il conto del servizio rifiuti non è stato pagato. Il ricorso al Tar è invece per l’annullamento della deliberazione del consiglio comunale numero 22 del marzo scorso con cui sono stati approvati il piano finanziario e le relative tariffe e riduzioni. Nel ricorso viene contestata l’assimilazione della struttura a un campeggio e l’effetto ritenuto distorsivo nell’applicazione della tariffa tenuto conto che il villaggio al di là della superficie impiega per la propria attività 325 piazzole con una capienza di 1.300 persone.

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