Sicurezza
Aiuti agli alunni, l’elenco sul web
di Manolo Morandini
Bibbona, il Comune mette all’albo la lista di chi è esonerato dal pagamento di mensa e scuolabus
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BIBBONA. Nomi e cognomi. Quelli di 53 alunni e dei loro genitori. L’elenco con la pubblicazione all’albo del Comune di Bibbona si trasforma in una sorta di lista di proscrizione. Dentro c’è chi per le condizioni economiche della famiglia viene esonerato dal pagamento dei servizi scolastici, mensa e trasporto scolastico. L’atto incriminato è l’elenco allegato alla determina numero 520 dell’11 ottobre, a firma del responsabile degli Affari generali Stefano Ulivieri.
A che serve mettere quei nomi in bacheca? La pubblicazione all’albo è prevista dall’11 al 25 ottobre, ma c’è sempre tempo per rimediare e ravvedersi dell’errore tenendo conto di quanto dispongono le “Linee guida in materia di trattamento di dati personali, contenuti anche in atti e documenti amministrativi, effettuato per finalità di pubblicità e trasparenza sul web da soggetti pubblici e da altri enti obbligati”, così s’intitola il documento che l garante della privacy ha pubblicato nella Gazzetta ufficiale nel 2014.
La contraddizione di un Comune che s’impegna ad assicurare un sostegno economico per garantire l’accesso ai servizi scolastici di tutti i bambini e dall’altra li mette in piazza senza alcuna accortezza è evidente. Un eccesso di informazioni, per nulla pertinenti, che mettono in condizione chi non è legittimato di venire a conoscenza di dati idonei a rivelare la situazione economica degli alunni, facendo sapere che provengono da famiglie con reddito minimo o appartenenti a fasce deboli. La garanzia di trasparenza del procedimento amministrativo non c’entra. Gli interessati e chi è legittimato può essere messo in condizione di verificare la documentazione accedendo all’ufficio del comune a cui fa capo la pratica.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
A che serve mettere quei nomi in bacheca? La pubblicazione all’albo è prevista dall’11 al 25 ottobre, ma c’è sempre tempo per rimediare e ravvedersi dell’errore tenendo conto di quanto dispongono le “Linee guida in materia di trattamento di dati personali, contenuti anche in atti e documenti amministrativi, effettuato per finalità di pubblicità e trasparenza sul web da soggetti pubblici e da altri enti obbligati”, così s’intitola il documento che l garante della privacy ha pubblicato nella Gazzetta ufficiale nel 2014.
La contraddizione di un Comune che s’impegna ad assicurare un sostegno economico per garantire l’accesso ai servizi scolastici di tutti i bambini e dall’altra li mette in piazza senza alcuna accortezza è evidente. Un eccesso di informazioni, per nulla pertinenti, che mettono in condizione chi non è legittimato di venire a conoscenza di dati idonei a rivelare la situazione economica degli alunni, facendo sapere che provengono da famiglie con reddito minimo o appartenenti a fasce deboli. La garanzia di trasparenza del procedimento amministrativo non c’entra. Gli interessati e chi è legittimato può essere messo in condizione di verificare la documentazione accedendo all’ufficio del comune a cui fa capo la pratica.
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