Sicurezza
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Valle in Lungo sito minerario da tutelare e valorizzare
SAN VINCENZO . Una giornata di studio sul sito minerario preindustriale della Valle in Lungo, per mettere a fuoco le strategie di tutela e valorizzazione. L’appuntamento è per questa mattina dalle 9,3...
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SAN VINCENZO . Una giornata di studio sul sito minerario preindustriale della Valle in Lungo, per mettere a fuoco le strategie di tutela e valorizzazione. L’appuntamento è per questa mattina dalle 9,30 alle 13,30 alla sala consiliare della Torre di San Vincenzo. L’iniziativa è a cura del Gruppo speleologico archeologico livornese del Museo di storia naturale del Mediterraneo di Livorno, con il patrocinio del Comune di San Vincenzo.
All’incontro partecipano la geologa Giovanna Cascone e Luca Tinagli del Gruppo speleologico archeologico livornese del Museo di storia naturale del Mediterraneo di Livorno, che presenteranno gli studi sul complesso minerario della Valle in Lungo. A seguire la tavola rotonda dal titolo “Strategie per la tutela e la valorizzazione dell’area mineraria preindustriale della Valle in Lungo”, coordinata da Agata Patané dell’Ispra, alla quale partecipa la Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio di Pisa e Livorno, il presidente della Parchi Val di Cornia Francesco Marcia Ghizzani, Antonio Borzatti del Museo di storia naturale del Mediterraneo di Livorno, Luca Sbrilli consulente Ispra, la direttrice del Parco nazionale delle Colline metallifere Alessandra Casini, Sergio Rocchi dell’Università di Pisa, un delegato di Solvay Spa.
A San Vincenzo, lungo il versante destro del Vallinlungo, impluvio che dal crinale di Monte Calvi confluisce nella Valle delle Rozze, il Gruppo speleologico archeologico livornese ha esplorato e documentato un sito estrattivo di età preindustriale: 7 ingressi riconducibili a 5 grotte-miniera che si aprono tra le quote di 400 e 540 metri sul livello del mare, in prossimità di affioramenti di skarn e mineralizzazioni associate a piombo, ferro, rame e zinco, approfondendosi sino a –90 metri, talora intercettando vuoti carsici, e con sviluppi che giungono sino a 500 metri. Un territorio unico nel suo genere, dove le attività estrattive condotte dall’età etrusca fino al XVI secolo non sono state distrutte da lavori di età moderna e rappresentano un patrimonio culturale da tutelare e valorizzare. (p.f.)
All’incontro partecipano la geologa Giovanna Cascone e Luca Tinagli del Gruppo speleologico archeologico livornese del Museo di storia naturale del Mediterraneo di Livorno, che presenteranno gli studi sul complesso minerario della Valle in Lungo. A seguire la tavola rotonda dal titolo “Strategie per la tutela e la valorizzazione dell’area mineraria preindustriale della Valle in Lungo”, coordinata da Agata Patané dell’Ispra, alla quale partecipa la Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio di Pisa e Livorno, il presidente della Parchi Val di Cornia Francesco Marcia Ghizzani, Antonio Borzatti del Museo di storia naturale del Mediterraneo di Livorno, Luca Sbrilli consulente Ispra, la direttrice del Parco nazionale delle Colline metallifere Alessandra Casini, Sergio Rocchi dell’Università di Pisa, un delegato di Solvay Spa.
A San Vincenzo, lungo il versante destro del Vallinlungo, impluvio che dal crinale di Monte Calvi confluisce nella Valle delle Rozze, il Gruppo speleologico archeologico livornese ha esplorato e documentato un sito estrattivo di età preindustriale: 7 ingressi riconducibili a 5 grotte-miniera che si aprono tra le quote di 400 e 540 metri sul livello del mare, in prossimità di affioramenti di skarn e mineralizzazioni associate a piombo, ferro, rame e zinco, approfondendosi sino a –90 metri, talora intercettando vuoti carsici, e con sviluppi che giungono sino a 500 metri. Un territorio unico nel suo genere, dove le attività estrattive condotte dall’età etrusca fino al XVI secolo non sono state distrutte da lavori di età moderna e rappresentano un patrimonio culturale da tutelare e valorizzare. (p.f.)
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