Sicurezza
Bagni aperti d’inverno chiesti sconti sulle tasse
di Alessandra Bernardeschi
Polemiche sulla chiusura degli stabilimenti balneari a settembre La Confcommercio: «Costi di gestione alti, più iniziative per attirare visitatori»
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ROSIGNANO. Servono attrazioni per rivitalizzare le frazioni balneari e facilitazioni fiscali per ammortizzare i costi. Questi i due ingredienti affinché gli stabilimenti balneari possano prolungare l’apertura anche nei mesi autunnali. Così la Confcommercio entra nel dibattito relativo al prolungamento dell’apertura degli stabilimenti balneari e delle strutture collegate ad essi. Un dibattito che si è acceso in questi giorni di bel tempo e di presenza di turisti sulla costa.
«Gli imprenditori del commercio, turismo e servizi di Confcommercio - spiega in una nota l’associazione di categoria - sono tra i primi a credere fermamente nella necessità e anche nella effettiva attuabilità dell'allungamento della stagione estiva». Federico Pieragnoli, direttore provinciale di Confcommercio testimonia «della sensibilità degli imprenditori della costa alla questione dell'"estate lunga". Nonostante le opportunità offerte dai progetti di turnazione, e sebbene le concessioni demaniali siano annuali, quello della chiusura-non chiusura è un dilemma diffuso non solo tra i balneari di tutta Italia ma anche tra molti operatori della ricettività alberghiera e del commercio». Secondo Pieragnoli «spesso commercianti e operatori del turismo finiscono per trovarsi sull'orlo di un circolo vizioso con stagioni brevi per la mancata convenienza all'apertura nei mesi autunnali, stagioni che non permettono di diluire i costi fissi. La stagionalità - continua il direttore provinciale di Confcommercio - determina rilevanti spese di chiusura e riapertura (lo stabile, gli impianti, gli arredi subiscono sensibili deterioramenti e necessitano di accurata manutenzione). Esistono inoltre imposte e spese correnti che comunque devono essere sostenute anche ad esercizio chiuso. Aprire in bassa stagione, anche volendo prescindere dall'incognita maltempo, significa rischiare che le entrate non coprano la somma dei costi fissi». In particolare, «a Rosignano - conclude Pieragnoli - gli stabilimenti balneari sono piccole realtà familiari che, pur eccezionalmente accoglienti e graditi agli ospiti, non possiedono la polifunzionalità che si può trovare su alcuni litorali italiani. Quello della stagione lunga, lo ribadiamo, è uno delle nostre preoccupazioni principali». Secondo Confcommercio però «servono attrazioni che riescano a rivitalizzare i centri costieri in autunno e inverno, e soprattutto facilitazioni fiscali e tributarie che mettano in grado gli imprenditori di ammortizzare i costi alti di gestione e conduzione». Insomma oltre al sole e al mare, occorrerebbero, secondo l’associazione di categoria, attività collaterali affinché più persone siano motivate a raggiungere le località costiere. Ma se da una parte c’è la necessità degli imprenditori a rientrare nelle spese di gestione, dall’altra, come stanno facendo notare alcuni cittadini, non è gradito il fatto che sul lungomare di Castiglioncello, in un giorno infrasettimanale, siano rare le attività aperte dove poter bere un caffè, fare uno spuntino. C’è anche da dire che alcuni balneari, rari in verità, hanno deciso di mantenere sulla spiaggia qualche ombrellone e sdraio.
«Gli imprenditori del commercio, turismo e servizi di Confcommercio - spiega in una nota l’associazione di categoria - sono tra i primi a credere fermamente nella necessità e anche nella effettiva attuabilità dell'allungamento della stagione estiva». Federico Pieragnoli, direttore provinciale di Confcommercio testimonia «della sensibilità degli imprenditori della costa alla questione dell'"estate lunga". Nonostante le opportunità offerte dai progetti di turnazione, e sebbene le concessioni demaniali siano annuali, quello della chiusura-non chiusura è un dilemma diffuso non solo tra i balneari di tutta Italia ma anche tra molti operatori della ricettività alberghiera e del commercio». Secondo Pieragnoli «spesso commercianti e operatori del turismo finiscono per trovarsi sull'orlo di un circolo vizioso con stagioni brevi per la mancata convenienza all'apertura nei mesi autunnali, stagioni che non permettono di diluire i costi fissi. La stagionalità - continua il direttore provinciale di Confcommercio - determina rilevanti spese di chiusura e riapertura (lo stabile, gli impianti, gli arredi subiscono sensibili deterioramenti e necessitano di accurata manutenzione). Esistono inoltre imposte e spese correnti che comunque devono essere sostenute anche ad esercizio chiuso. Aprire in bassa stagione, anche volendo prescindere dall'incognita maltempo, significa rischiare che le entrate non coprano la somma dei costi fissi». In particolare, «a Rosignano - conclude Pieragnoli - gli stabilimenti balneari sono piccole realtà familiari che, pur eccezionalmente accoglienti e graditi agli ospiti, non possiedono la polifunzionalità che si può trovare su alcuni litorali italiani. Quello della stagione lunga, lo ribadiamo, è uno delle nostre preoccupazioni principali». Secondo Confcommercio però «servono attrazioni che riescano a rivitalizzare i centri costieri in autunno e inverno, e soprattutto facilitazioni fiscali e tributarie che mettano in grado gli imprenditori di ammortizzare i costi alti di gestione e conduzione». Insomma oltre al sole e al mare, occorrerebbero, secondo l’associazione di categoria, attività collaterali affinché più persone siano motivate a raggiungere le località costiere. Ma se da una parte c’è la necessità degli imprenditori a rientrare nelle spese di gestione, dall’altra, come stanno facendo notare alcuni cittadini, non è gradito il fatto che sul lungomare di Castiglioncello, in un giorno infrasettimanale, siano rare le attività aperte dove poter bere un caffè, fare uno spuntino. C’è anche da dire che alcuni balneari, rari in verità, hanno deciso di mantenere sulla spiaggia qualche ombrellone e sdraio.
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