Il Tirreno

Un’estate di incassi non dovuti

di Manolo Morandini
Un’estate di incassi non dovuti

San Vincenzo, sosta a pagamento mantenuta anche nelle aree che dovevano restare libere

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SAN VINCENZO . Un’estate di strisce blu. Mesi di incassi dal pagamento di quella sosta lungo il lato monte di via della Principessa. Eppure per il Comune di San Vincenzo parte di quei posti doveva essere libera. Lo dice l’ordinanza 94 del 9 giugno, ma la segnaletica che serviva per far capire agli automobilisti che là non si doveva sborsare un euro non è mai arrivata. Perché? Tra la realtà e le carte dell’amministrazione c’è uno scarto che restituisce l’evidenza di un problema noto e mai risolto. Un pasticcio che nessuno si è preso la briga di chiarire. Anzi, a nostra precisa domanda: «C’è un incasso non dovuto?». Nelle stanze dell’ente non si è trovato nessuno disposto a rispondere. Il sindaco Alessandro Bandini che rimandava al responsabile degli Affari generali Giorgio Ghelardini, il quale rappresentava un quadro senza macchia. Il tutto emerge da un carteggio di posta elettronica che inizia l’1 giugno, segnalando l’errore della ditta che sta tracciando le strisce sull’asfalto, e si chiude all’inizio di agosto concordando il testo per i cartelli stradali. Cartelli che sulla strada non sono mai arrivati.

Riavvolgiamo il nastro. Il Comune la scorsa estate ha incassato da migliaia di automobilisti la tariffa per la sosta, in corrispondenza del parco costiero di Rimigliano tra il cancello uno e il numero cinque. È in questi confini che sta l’inghippo. Ad interrompere la linea blu seguendo le chilometriche indicate nell’ordinanza sono previsti sei tratti per la sosta libera. Ma agli automobilisti non sono stati dati strumenti per scoprire se nel tratto in cui parcheggiavano dovevano o meno pagare. La segnaletica non è mai stata installata.

Ad agosto si stava ancora ragionando su che cosa scrivere nei cartelli. Il 1 giugno è il comandante della polizia municipale Claudio Nassi a far presente in via formale che la ditta stava realizzando le strisce della segnaletica orizzontale non rispettando le indicazioni del Comune e le regole del codice della strada. Quella banchina sterrata convertita ad area di sosta nel periodo estivo, dalle ore 7 alle 24, con pagamento della tariffa dalle 8 alle 20, non può essere delimitata da una striscia discontinua. Ma servirà più di una settimana per venirne a capo con i tecnici della Segnaletica industriale stradale Srl, titolare dell’appalto. Alla fine il risultato sarà una striscia continua, blu. Eppure, stando all’ordinanza 94 del 9 giugno sono previste delle strisce bianche a bilanciare quelle blu. Sull’asfalto però non si trovano dove dovrebbero essere. E neppure c’è una segnaletica verticale che individua i tratti in cui si può lasciare l’auto liberamente.

Il 9 giugno è Ghelardini a segnalare la mancata realizzazione della segnaletica verticale. Il 13 giugno ne viene messo a conoscenza l’assessore Antonio Russo. C’è una relazione della polizia municipale, a seguito di un sopralluogo, che evidenzia le carenze nella segnaletica. E del caso vengono informati anche il segretario generale Salvatore De Priamo e il dirigente dei Servizi finanziari Roberto Guazzelli. Insomma, tutti sapevano. Amministratori e tecnici. Eppure si è lasciato correre. La stagione è finita senza far chiarezza sulla segnaletica. Ed è una verità che mette a nudo il re.

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