Attenzione
Profughi, sussidiario nel mirino
Un libro per le elementari invita all’accoglienza, la polemica s’innesca sul web
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ROSIGNANO. Nel libro dei bambini della quarta elementare della scuola “Ernesto Solvay” di Rosignano Solvay c’è una pagina dedicata all’accoglienza dei profughi.
Si parla dei fenomeni migratori del passato e di quelli attuali, delle leggi che tutelano chi fugge da guerra e povertà e della possibilità di imparare cose nuove dalle persone che arrivano da paesi lontani.
La rabbia del gruppo facebook. Tutto questo non è piaciuto ad alcuni utenti del gruppo Facebook “Cecina Nuova”. Giovedì scorso uno di loro, Andrea Valentini, ha postato la foto della pagina del libro in questione scatenando i commenti degli iscritti al gruppo. «Gravissimo: questo è puro indottrinamento! Vergogna», commenta un utente.
«Sì certo - scrive un’altra - portano il loro modo di pensare, la loro cultura e poi ce la imporranno rendendoci loro schiavi». Nel gruppo c’è anche qualcuno che si dissocia da queste prese di posizione, ma in generale hanno la meglio i commenti indignati contro i maestri che hanno scelto di adottare il sussidiario e più in generale contro il sistema scolastico italiano, accusato di veicolare idee a favore dell’immigrazione.
Le frasi messe all’indice. Il sussidiario si chiama “Scoprire insieme” ed è curato da due esperti di pedagogia: Michele Pellerey e Carlo Petracca. Nella foto condivisa su Facebook Valentini ha evidenziato alcuni passaggi che ritiene particolarmente meritevoli di sdegno. Uno di questi (il sottotitolo della pagina) dice: “Accogliamo insieme i profughi”. Nel secondo invece c’è scritto che “gli stranieri non portano solo problemi, come alcuni riferiscono, ma anche le loro culture, i loro modi di pensare, le loro tradizioni, le loro abitudini che rappresentano che rappresentano occasioni di crescita di una civiltà”. “La diversità è anche ricchezza!”, conclude il brano messo all’indice.
La polemica è stata portata avanti e ripresa da alcuni giornali di destra.
La dirigente risponde. Nella scuola elementare Solvay, nel centro del paese, però ignoravano l’esistenza di questi articoli e delle accuse di favorire «il coinvolgimento e la strumentalizzazione dei bambini nelle iniziative di propaganda politica», con l’adozione del sussidiario.
La dirigente scolastica, Daniela Tramontani, lo ha scoperto solo ieri quando è stata contattata dal Tirreno. La prima reazione è stata di incredulità, poi è arrivata l’indignazione: «Sono scandalizzata. Quello che è stato scritto è delirante: come si può accostare un termine negativo come ‘indottrinare’ a concetti positivi come l’inclusione e l’accoglienza?». Tramontani ha poi spiegato che questi libri sono in uso in tutte le scuole d’Italia e sono approvati dal ministero dell’Istruzione.
«Ci accusano di essere accoglienti? Bene, per la nostra scuola è un orgoglio e un vanto. Sono loro che strumentalizzano i bambini per scopi politici, di certo non noi».
Yuri Rosati
Si parla dei fenomeni migratori del passato e di quelli attuali, delle leggi che tutelano chi fugge da guerra e povertà e della possibilità di imparare cose nuove dalle persone che arrivano da paesi lontani.
La rabbia del gruppo facebook. Tutto questo non è piaciuto ad alcuni utenti del gruppo Facebook “Cecina Nuova”. Giovedì scorso uno di loro, Andrea Valentini, ha postato la foto della pagina del libro in questione scatenando i commenti degli iscritti al gruppo. «Gravissimo: questo è puro indottrinamento! Vergogna», commenta un utente.
«Sì certo - scrive un’altra - portano il loro modo di pensare, la loro cultura e poi ce la imporranno rendendoci loro schiavi». Nel gruppo c’è anche qualcuno che si dissocia da queste prese di posizione, ma in generale hanno la meglio i commenti indignati contro i maestri che hanno scelto di adottare il sussidiario e più in generale contro il sistema scolastico italiano, accusato di veicolare idee a favore dell’immigrazione.
Le frasi messe all’indice. Il sussidiario si chiama “Scoprire insieme” ed è curato da due esperti di pedagogia: Michele Pellerey e Carlo Petracca. Nella foto condivisa su Facebook Valentini ha evidenziato alcuni passaggi che ritiene particolarmente meritevoli di sdegno. Uno di questi (il sottotitolo della pagina) dice: “Accogliamo insieme i profughi”. Nel secondo invece c’è scritto che “gli stranieri non portano solo problemi, come alcuni riferiscono, ma anche le loro culture, i loro modi di pensare, le loro tradizioni, le loro abitudini che rappresentano che rappresentano occasioni di crescita di una civiltà”. “La diversità è anche ricchezza!”, conclude il brano messo all’indice.
La polemica è stata portata avanti e ripresa da alcuni giornali di destra.
La dirigente risponde. Nella scuola elementare Solvay, nel centro del paese, però ignoravano l’esistenza di questi articoli e delle accuse di favorire «il coinvolgimento e la strumentalizzazione dei bambini nelle iniziative di propaganda politica», con l’adozione del sussidiario.
La dirigente scolastica, Daniela Tramontani, lo ha scoperto solo ieri quando è stata contattata dal Tirreno. La prima reazione è stata di incredulità, poi è arrivata l’indignazione: «Sono scandalizzata. Quello che è stato scritto è delirante: come si può accostare un termine negativo come ‘indottrinare’ a concetti positivi come l’inclusione e l’accoglienza?». Tramontani ha poi spiegato che questi libri sono in uso in tutte le scuole d’Italia e sono approvati dal ministero dell’Istruzione.
«Ci accusano di essere accoglienti? Bene, per la nostra scuola è un orgoglio e un vanto. Sono loro che strumentalizzano i bambini per scopi politici, di certo non noi».
Yuri Rosati
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