Sicurezza
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Giornata di riflessione sull’endometriosi
ROSIGNANO. Una giornata di confronto per approfondire le problematiche legate a una patologia che affligge molte donne: l’endometriosi. L’incontro è stato organizzato nei giorni scorsi dalla...
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ROSIGNANO. Una giornata di confronto per approfondire le problematiche legate a una patologia che affligge molte donne: l’endometriosi. L’incontro è stato organizzato nei giorni scorsi dalla Fondazione Pubblica assistenza di Rosignano, nella nuova sede in via Pel di Lupo.
A ipotizzare l’evento informativo, che è stato seguito da svariate persone, è stata una persona affetta da questa malattia e «Una mattinata interessante sotto ogni punto di vista - spiega Marzia Buselli, della direzione della Fondazione - Apprendere quanto sia violenta e perfida questa malattia è stato il passaggio più difficile. Si confonde con i normali dolori del ciclo mestruale. È emerso inoltre che non ci sono mezzi certi per una diagnosi, non ci sono indicatori ematochimici, né urinari e la forte dolorabilità viene spesso scambiata per i più comuni dolori mestruali. Solo l’indagine laparoscopica o esami come tac e risonanza, possono aiutare a individuare l’esistenza della malattia».
La giornata di approfondimento ha visto gli interventi del dottor Stefano Masoni, ginecologo dell’ospedale di Livorno, il dottor Vito Cela, dirigente medico della clinica ginecologica dell’ospedale di Pisa, la dottoressa Teresa Bertelli, la dottoressa Veronica Rosati che ha affrontato gli aspetti psicologici dell’endometriosi e Mariapaola Berti, maestra di Hatha Yoga Sio che ha spiegato la gestione del dolore attraverso asana e respiro.
«Ci siamo avvicinati - spiega Buselli - con estrema delicatezza e garbo all’argomento. C’erano tantissime donne e ognuna era lì a portare la sua esperienza e ha fatto domande a cercare di risolvere il suo problema. Donne di tutte le età, da 25 a 60 anni, hanno voluto condividere le loro esperienze e ricevere consigli».
Tra l’altro la Fondazione organizza per domani e sabato l’iniziativa “36 ore per la prevenzione”, con specialisti che faranno consulenze gratuite alla popolazione. La Fondazione invita i cittadini a partecipare, anche per vedere la nuova sede.
A ipotizzare l’evento informativo, che è stato seguito da svariate persone, è stata una persona affetta da questa malattia e «Una mattinata interessante sotto ogni punto di vista - spiega Marzia Buselli, della direzione della Fondazione - Apprendere quanto sia violenta e perfida questa malattia è stato il passaggio più difficile. Si confonde con i normali dolori del ciclo mestruale. È emerso inoltre che non ci sono mezzi certi per una diagnosi, non ci sono indicatori ematochimici, né urinari e la forte dolorabilità viene spesso scambiata per i più comuni dolori mestruali. Solo l’indagine laparoscopica o esami come tac e risonanza, possono aiutare a individuare l’esistenza della malattia».
La giornata di approfondimento ha visto gli interventi del dottor Stefano Masoni, ginecologo dell’ospedale di Livorno, il dottor Vito Cela, dirigente medico della clinica ginecologica dell’ospedale di Pisa, la dottoressa Teresa Bertelli, la dottoressa Veronica Rosati che ha affrontato gli aspetti psicologici dell’endometriosi e Mariapaola Berti, maestra di Hatha Yoga Sio che ha spiegato la gestione del dolore attraverso asana e respiro.
«Ci siamo avvicinati - spiega Buselli - con estrema delicatezza e garbo all’argomento. C’erano tantissime donne e ognuna era lì a portare la sua esperienza e ha fatto domande a cercare di risolvere il suo problema. Donne di tutte le età, da 25 a 60 anni, hanno voluto condividere le loro esperienze e ricevere consigli».
Tra l’altro la Fondazione organizza per domani e sabato l’iniziativa “36 ore per la prevenzione”, con specialisti che faranno consulenze gratuite alla popolazione. La Fondazione invita i cittadini a partecipare, anche per vedere la nuova sede.
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