Il dolore
C’è il blitz nel parcheggio in tre al commissariato
di Manolo Morandini
Rintracciati dopo la fuga nell’ospedale, si erano asserragliati in un bagno L’attività di controllo della polizia municipale e della guardia di finanza
2 MINUTI DI LETTURA
CECINA. Clandestino. Con un provvedimento di espulsione già a suo carico. Viene fermato nei bagni pubblici al piano terra dell’ospedale di Cecina dagli agenti della polizia municipale e i militari della guardia di finanza. Con lui ci sono altri due uomini, anche loro fermati e portati per accertamenti al commissariato. Avevano provato a far perdere le loro tracce con una corsa a perdifiato dal parcheggio antistante la struttura sanitaria. Ma non è bastato.
Il blitz scatta durante l’attività di contrasto per allontanare i parcheggiatori abusivi e i venditori dall’area antistante l’ospedale. Una delle zone sensibili e più volte al centro di segnalazioni che periodicamente viene monitorata e controllata. Sono da poco passate le nove della mattina del 7 ottobre quando i tre vengono individuati. Poco prima un altro uomo viene fermato, ha i documenti in regola, ma scatta la sanzione per l’esercizio abusivo dell’attività di parcheggiatore.
Riavvolgiamo il nastro. I tre uomini una volta entrati nella pancia del maxi edificio contavano di riuscire a far perdere le proprie tracce nel dedalo di corridoi e tra i piani dell’ospedale. A tradirli è la scelta della soluzione più ovvia, quella di rifugiarsi nei bagni al piano terra. A pochi metri dall’ingresso. Chiudono anche la porta a chiave per sentirsi al sicuro e allontanare le persone. «Occupato», si sente rispondere chi prova ad aprire. Ci hanno provato ma non è servito a tenere lontani gli agenti della municipale e i militari delle fiamme gialle.
I tre vengono convinti ad aprire la porta e a uscire. Nessuno di loro ha con sé il documento d’identità e per gli accertamenti vengono trasferiti al commissariato di polizia. Ad alzare il velo sulle storie dei tre è la risposta dell’Afis, acronimo di “Automated fingerprint identification system” in italiano il Sistema automatizzato di identificazione delle impronte.
Dalle verifiche risulta che uno dei tre ha già a suo carico un provvedimento d’espulsione. Un altro risulta completamente sconosciuto in Italia. Anche a suo carico adesso c’è un decreto di espulsione. Per il terzo, invece, gli accertamenti rivelano che è provvisto di un regolare permesso di soggiorno, richiesto per asilo politico. L’uomo lo ha ritirato il giorno prima dei controlli che lo vedono varcare di nuovo la soglia del commissariato.
Ad accomunare il terzetto è la sanzione pro capite prevista dal Codice della strada, articolo 7 comma 15 bis, per l’esercizio abusivo dell’attività di parcheggiatore. La cifra va da un minimo di 772 a un massimo di 3. 104 euro.
Il blitz scatta durante l’attività di contrasto per allontanare i parcheggiatori abusivi e i venditori dall’area antistante l’ospedale. Una delle zone sensibili e più volte al centro di segnalazioni che periodicamente viene monitorata e controllata. Sono da poco passate le nove della mattina del 7 ottobre quando i tre vengono individuati. Poco prima un altro uomo viene fermato, ha i documenti in regola, ma scatta la sanzione per l’esercizio abusivo dell’attività di parcheggiatore.
Riavvolgiamo il nastro. I tre uomini una volta entrati nella pancia del maxi edificio contavano di riuscire a far perdere le proprie tracce nel dedalo di corridoi e tra i piani dell’ospedale. A tradirli è la scelta della soluzione più ovvia, quella di rifugiarsi nei bagni al piano terra. A pochi metri dall’ingresso. Chiudono anche la porta a chiave per sentirsi al sicuro e allontanare le persone. «Occupato», si sente rispondere chi prova ad aprire. Ci hanno provato ma non è servito a tenere lontani gli agenti della municipale e i militari delle fiamme gialle.
I tre vengono convinti ad aprire la porta e a uscire. Nessuno di loro ha con sé il documento d’identità e per gli accertamenti vengono trasferiti al commissariato di polizia. Ad alzare il velo sulle storie dei tre è la risposta dell’Afis, acronimo di “Automated fingerprint identification system” in italiano il Sistema automatizzato di identificazione delle impronte.
Dalle verifiche risulta che uno dei tre ha già a suo carico un provvedimento d’espulsione. Un altro risulta completamente sconosciuto in Italia. Anche a suo carico adesso c’è un decreto di espulsione. Per il terzo, invece, gli accertamenti rivelano che è provvisto di un regolare permesso di soggiorno, richiesto per asilo politico. L’uomo lo ha ritirato il giorno prima dei controlli che lo vedono varcare di nuovo la soglia del commissariato.
Ad accomunare il terzetto è la sanzione pro capite prevista dal Codice della strada, articolo 7 comma 15 bis, per l’esercizio abusivo dell’attività di parcheggiatore. La cifra va da un minimo di 772 a un massimo di 3. 104 euro.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
