Lutto
Sulle strade troppe barriere per i disabili
Segnalazioni dell’associazione Haccompagnami «Pali sui marciapiedi e dislivelli lungo i percorsi»
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ROSIGNANO. Marciapiedi troppo stretti o senza rampa di accesso, lampioni o pali di cartelli segnaletici proprio in mezzo al marciapiede, ma anche strade sconnesse che impediscono il passaggio delle sedie a rotelle e locali pubblici privi delle necessarie accortezze per l’accesso.
Questi sono solo alcuni esempi di barriere architettoniche: piccole mancanze che diventano degli impedimenti enormi. Infatti, le barriere architettoniche costringono il portatore di handicap a camminare fuori dal marciapiede, nella carreggiata, così da creare problemi di sicurezza per sé e per gli automobilisti.
Un esempio lampante è la terrazza “Le quattro Repubbliche marinare” di Rosignano Solvay, dove il passaggio limitrofo alla rotatoria di via del Popolo è ostruito dalla presenza di catene di metallo e il marciapiede è inaccessibile, perché alto e senza scivolo. Oppure si registrano casi di posti auto riservati a portatori di handicap che rasentano scalini alti e che impediscono la fuoriuscita del passeggero e il trasporto dal posto auto alla carrozzina in caso di deficit fisici, come in via della Costituzione, nei pressi del centro culturale Le Creste o a Rosignano Marittimo nel parcheggio di piazza Carducci.
Non finisce qui: le solite problematiche si ripetono in tutto il territorio comunale. Anche a Vada si annoverano marciapiedi stretti e sconnessi con cartelli segnaletici e lampioni sistemati proprio nel mezzo, ad esempio su via di Marina e via Lungomare. E ancora lo stesso fenomeno si ripete sul lungomare Monte alla Rena, dove le strisce pedonali non coincidono con lo scivolo del marciapiede e in aggiunta le decorazioni in ferro ostruiscono ulteriormente l’accesso alla zona pedonale.
La situazione si complica se il disabile è solo, senza un accompagnatore. In caso di bisogno, trovare un locale pubblico senza barriere risulta difficile, nonostante l’esistenza di due decreti legislativi che favoriscono l’abbattimento delle barriere architettoniche mediante incentivi all’attività. Una quotidianità difficile quindi, sotto gli occhi di tutti ma alla quale nessuno presta attenzione.
Opere di sensibilizzazione e di abbattimento delle barriere sono state portate avanti nel corso degli anni Ottanta dalla Cooperativa Sociale Nuovo Futuro e dall’attuale Haccompagnami - associazione che ha come scopo la tutela dei diritti delle persone disabili- insieme all’amministrazione comunale, raggiungendo degli obiettivi importanti.
La strada tuttavia è ancora lunga: «Il nostro comune ha lavorato ma c’è ancora molto da fare - afferma Patrizia Poli, vicepresidente dell’associazione - Le barriere architettoniche sono un problema per l’intera comunità, non solo per i portatori di handicap. Una cittadina più accessibile è più vivibile».
Tuttavia oltre alle carenze oggettive, emerge spesso ancvhe la mancanza di una certa sensibilità della cittadinanza: ad esempio le fioriere poste in prossimità di scivoli, come accade all’angolo tra via Tito Speri e via Carlo Pisacane o la consuetudine di parcheggiare la macchina davanti agli scivoli di discesa dei marciapiedi.
La scarsa educazione al problema è radicata e si fa sentire. Ne sono esempi i marciapiedi con rampa d’accesso ma senza rampa di discesa - sempre in via Speri a Solvay- e gli scivoli con una pendenza errata.
Nonostante l’esistenza di leggi che regolamentano e finanziano l’abbattimento delle barriere architettoniche, ancora oggi, come fa notare anche la vicepresidente di Haccompagnami, sussistono molte situazioni in cui per i disabili muoversi nei contesti cittadini resta davvero un problema. (f.o.)
Questi sono solo alcuni esempi di barriere architettoniche: piccole mancanze che diventano degli impedimenti enormi. Infatti, le barriere architettoniche costringono il portatore di handicap a camminare fuori dal marciapiede, nella carreggiata, così da creare problemi di sicurezza per sé e per gli automobilisti.
Un esempio lampante è la terrazza “Le quattro Repubbliche marinare” di Rosignano Solvay, dove il passaggio limitrofo alla rotatoria di via del Popolo è ostruito dalla presenza di catene di metallo e il marciapiede è inaccessibile, perché alto e senza scivolo. Oppure si registrano casi di posti auto riservati a portatori di handicap che rasentano scalini alti e che impediscono la fuoriuscita del passeggero e il trasporto dal posto auto alla carrozzina in caso di deficit fisici, come in via della Costituzione, nei pressi del centro culturale Le Creste o a Rosignano Marittimo nel parcheggio di piazza Carducci.
Non finisce qui: le solite problematiche si ripetono in tutto il territorio comunale. Anche a Vada si annoverano marciapiedi stretti e sconnessi con cartelli segnaletici e lampioni sistemati proprio nel mezzo, ad esempio su via di Marina e via Lungomare. E ancora lo stesso fenomeno si ripete sul lungomare Monte alla Rena, dove le strisce pedonali non coincidono con lo scivolo del marciapiede e in aggiunta le decorazioni in ferro ostruiscono ulteriormente l’accesso alla zona pedonale.
La situazione si complica se il disabile è solo, senza un accompagnatore. In caso di bisogno, trovare un locale pubblico senza barriere risulta difficile, nonostante l’esistenza di due decreti legislativi che favoriscono l’abbattimento delle barriere architettoniche mediante incentivi all’attività. Una quotidianità difficile quindi, sotto gli occhi di tutti ma alla quale nessuno presta attenzione.
Opere di sensibilizzazione e di abbattimento delle barriere sono state portate avanti nel corso degli anni Ottanta dalla Cooperativa Sociale Nuovo Futuro e dall’attuale Haccompagnami - associazione che ha come scopo la tutela dei diritti delle persone disabili- insieme all’amministrazione comunale, raggiungendo degli obiettivi importanti.
La strada tuttavia è ancora lunga: «Il nostro comune ha lavorato ma c’è ancora molto da fare - afferma Patrizia Poli, vicepresidente dell’associazione - Le barriere architettoniche sono un problema per l’intera comunità, non solo per i portatori di handicap. Una cittadina più accessibile è più vivibile».
Tuttavia oltre alle carenze oggettive, emerge spesso ancvhe la mancanza di una certa sensibilità della cittadinanza: ad esempio le fioriere poste in prossimità di scivoli, come accade all’angolo tra via Tito Speri e via Carlo Pisacane o la consuetudine di parcheggiare la macchina davanti agli scivoli di discesa dei marciapiedi.
La scarsa educazione al problema è radicata e si fa sentire. Ne sono esempi i marciapiedi con rampa d’accesso ma senza rampa di discesa - sempre in via Speri a Solvay- e gli scivoli con una pendenza errata.
Nonostante l’esistenza di leggi che regolamentano e finanziano l’abbattimento delle barriere architettoniche, ancora oggi, come fa notare anche la vicepresidente di Haccompagnami, sussistono molte situazioni in cui per i disabili muoversi nei contesti cittadini resta davvero un problema. (f.o.)
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