Il Tirreno

l’ode

Ecco alcuni stralci di un’ode di Campatelli dedicata al bibbonese Beppe Rebechini, noto cacciatore.“E seguendo il segugio palpitante assaporavi l’estasi la vira. Il cane dalla lingua penzolante...

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Ecco alcuni stralci di un’ode di Campatelli dedicata al bibbonese Beppe Rebechini, noto cacciatore.

“E seguendo il segugio palpitante assaporavi l’estasi la vira. Il cane dalla lingua penzolante porgeva al vento la peluria ardita. Tu navigavi insieme a lui costante sull’orma feesca nel terreno insita vivend nell’odor della natura godendo la magnifica avventura. Ecco quello da fermo l’abbaiare, la belva non si muove, guarda e scruta, grugnisce, scatta, fa per addentare; la zanna bianca scopre e non rifiuta di combattere con chi lo può stanare da solitario, privi della muta; sbrana poi fugge rapido nel fosso, resta sul can del sangue il segno rosso. (...)

S’ode lo sparo secco e repentino; del superbo cinghial il capo è chino. Tu non sei morto, Beppe Rebechini, mormora il bosco attonito e selvaggio, tu sei nel cuor di color che chini ebbero a recepir il tuo messaggio”.

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