Il Tirreno

Chiuso l’InCoop dentro al porto dopo 10 anni di vita

Chiuso l’InCoop dentro al porto dopo 10 anni di vita

San Vincenzo: il punto vendita era inserito nei 13 da tagliare La società di Riotorto incentiva l’esodo volontario

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SAN VINCENZO. “Sabato 30 settembre è l'ultimo giorno di apertura per l'InCoop di San Vincenzo Porto, via Serini. Da domenica 1° ottobre sarà chiuso alle vendite. Le prospettive del punto vendita, individuato dal Piano industriale di Unicoop Tirreno come critico, sono state analizzate ed approfondite rispetto alle possibilità di rilancio o di chiusura. I clienti, i soci e i soci prestatori potranno continuare ad usufruire dei servizi offerti da Unicoop Tirreno presso gli altri punti vendita della cooperativa”. È ciò che si legge su un cartello affisso all'entrata del negozio InCoop di via fratelli Serini, all'interno della struttura portuale sanvincenzina. La storia del punto vendita InCoop al porto turistico di San Vincenzo si è chiusa ufficialmente. Dopo soltanto sette anni di vita. Il punto vendita, creato sul modello dei negozi di vicinato, fu inaugurato la mattina del 15 luglio 2010, appena un mese dopo l'inaugurazione del porto turistico sanvincenzino, alla presenza dell'allora sindaco Michele Biagi e delle autorità cittadine. Il negozio, con i suoi 145 metri quadrati di superficie, le sue due casse, i suoi sei dipendenti, era il 113º punto vendita di Unicoop Tirreno, il 24º nella provincia di Livorno. E nel 2010 era il secondo in città, che all'epoca aveva soltanto il supoermercato oop di via Biserno e quello, appunto, al porto. Il piano industriale di Unicoop Tirrreno, reso ufficiale nei dettagli nel gennaio scorso, era chiaro: al fine di ridurre le perdite di bilancio, l'impresa ritiene indispensabile chiudere tredici unità produttive. Tra queste 13 unità produttive, appunto, figurava il punto vendita InCoop del porto turistico di San Vincenzo, che in Toscana si aggiungeva a quelli di Porto Santo Stefano, ai due di Grosseto, a quello di Gavorrano e a quello di via Mistacchi a Livorno. Tutto ciò all'interno del piano di risanamento e nel mezzo di uno stato di crisi che dura da anni. In questi sette anni il punto vendita è stato frequentato, oltre che dai turisti e dai possessori di barche, anche dai residenti del centro. Inizialmente la sua apertura destò non poche critiche ai titolari di negozi di generi alimentari del centro. Con l'apertura del punto di vendita Conad di Corso Italia, che si è aggiunto alla crisi di Unicoop, il futuro di InCoop al porto è sembrato da subito segnato. Ma fra i dipendenti di Unicoop non mancherebbero inoltre coloro che avrebbero già accettato la proposta dell'azienda: 30.000 euro per chi dice addio alla società. È chiamato “esodo volontario”, che Unicoop propone a chi non ha i requisiti per andare in pensione ma vuole lasciare l'azienda. Un modo di ridurre i licenziamenti e di diminuire i lavoratori in esubero.

Paolo Federighi

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