La manifestazione
Gabbro semi-isolata da 20 giorni
L’alluvione ha distrutto la carreggiata dal chilometro 7 di via di Popogna, Livorno più lontana
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GABBRO. La comunità del Gabbro è semi-isolata da oltre venti giorni. È vero, per arrivare dal paese a Livorno le strade sono quattro, ma senza dubbio la via più rapida e diretta è la Popogna, fuori uso dalla notte dell’alluvione. Così raggiungere il paese dalla città e viceversa si è fatto sempre più complicato. Da Collinaia al Gabbro normalmente si impiegano una ventina di minuti. Un tempo più che ragionevole che permette a molte persone di andare a lavorare in città, pur essendo residenti nel territorio del comune di Rosignano. L’alluvione di tre settimane fa, però, ha distrutto un pezzo della carreggiata all’altezza del chilometro 7. La forza della piena ha fatto venir giù un’intera corsia e la strada è stata chiusa al traffico. I lavori, sfruttando il sistema delle "somme urgenze", sono partiti subito, ma ci vorranno almeno quattro mesi prima che tutto torni alla normalità. Nel frattempo, comunque, da Livorno a Gabbro si può utilizzare la Valle Benedetta, passare da Nibbiaia (arrivando a Quercianella e poi percorrendo il Romito) o dalla via Emilia, svoltando in via delle Sorgenti. Dunque, di alternative per arrivare in città ce ne sono. Ma senza dubbio sono tutte più lunghe e tortuose, rispetto alla direttissima via di Popogna. Questo ha creato molti disagi a tutti i gabbrigiani. In primis, dal punto di vista della sanità. Se fino a pochi giorni fa, la Misericordia del Gabbro ci impiegava meno di mezz’ora per raggiungere l’ospedale di Livorno, in caso di urgenza, adesso il tempo è quasi raddoppiato. «Prima non avevamo dubbi - spiegano dall’associazione - se c’era un’emergenza andavamo a Livorno direttamente. Adesso no. Per colpa della frana, dobbiamo contattare il 118 e chiedere, volta volta, se andare a Livorno o a Cecina. In questo momento, infatti, Cecina è il presidio ospedaliero più vicino, perché scendendo sulla via Emilia, impieghiamo circa 20 minuti per arrivare a destinazione. Praticamente lo stesso tempo che ci voleva per percorrere via di Popogna».
«Abbiamo dei disagi - chiudono dalla Misericordia - anche per i servizi ordinari, come dialisi, fisioterapie e visite programmate. I tempi di spostamento si allungano». Sono tanti, inoltre, i ragazzi del Gabbro che vanno a studiare a Livorno. Il servizio di trasporto pubblico che prima passava da Popogna è stato dirottato sulle altre alternative. «Non siamo proprio isolati - racconta Giancarlo Canigiani - perché i collegamenti con Livorno ci sono. Ma bisogna allungare il tragitto. Prima arrivavo a lavoro in 25 minuti, adesso in tre quarti d’ora. Sembra una sciocchezza, ma alla lunga vuol dire. I problemi sono parecchi anche per chi utilizza il bus. Per andare a scuola la mattina, i ragazzi impiegano più di un’ora. È tanto. I pullman sono due, uno passa dall’Emilia, arriva in via degli Archi e poi entra sulla superstrada per arrivare in centro. Un altro esce a Montenero. Ho scritto al responsabile del Ctt nord per metterlo al corrente dei disagi e gli ho proposto di utilizzare la strada che passa da Nibbiaia e dal Romito. Molti alunni del Gabbro, infatti, vanno a scuola ad Ardenza e così farebbero prima».
Nicolò Cecioni
«Abbiamo dei disagi - chiudono dalla Misericordia - anche per i servizi ordinari, come dialisi, fisioterapie e visite programmate. I tempi di spostamento si allungano». Sono tanti, inoltre, i ragazzi del Gabbro che vanno a studiare a Livorno. Il servizio di trasporto pubblico che prima passava da Popogna è stato dirottato sulle altre alternative. «Non siamo proprio isolati - racconta Giancarlo Canigiani - perché i collegamenti con Livorno ci sono. Ma bisogna allungare il tragitto. Prima arrivavo a lavoro in 25 minuti, adesso in tre quarti d’ora. Sembra una sciocchezza, ma alla lunga vuol dire. I problemi sono parecchi anche per chi utilizza il bus. Per andare a scuola la mattina, i ragazzi impiegano più di un’ora. È tanto. I pullman sono due, uno passa dall’Emilia, arriva in via degli Archi e poi entra sulla superstrada per arrivare in centro. Un altro esce a Montenero. Ho scritto al responsabile del Ctt nord per metterlo al corrente dei disagi e gli ho proposto di utilizzare la strada che passa da Nibbiaia e dal Romito. Molti alunni del Gabbro, infatti, vanno a scuola ad Ardenza e così farebbero prima».
Nicolò Cecioni
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