Il dolore
Cup 2.0 promosso a metà lunghe file agli sportelli
di Anna Cecchini
Contrarie le persone anziane: «Un problema raggiungere ospedali lontani» I più giovani sperano che snellisca le attese, per prenotare oltre 3 ore di coda
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CECINA. Il problema maggiore, quello che spazientisce i cittadini, restano le code agli sportelli. È vero che quella di ieri non era una giornata qualunque, visto che è stato dato l’avvio al Cup 2.0 (il nuovo sistema di prenotazione per visite ed esami che mette in rete tutte le strutture dell’Asl Toscana nord-ovest). E le stesse operatrici in servizio al front-office dell’ospedale cittadino - per l’intera mattina sono rimasti aperti tutti e sei gli sportelli - hanno preavvisato le persone che il “rodaggio” del nuovo sistema di gestione informatico avrebbe potato rallentamenti e quindi alla formazione di code. Fatto sta che ci sono persone che hanno atteso oltre tre ore.
L’argomento più gettonato fra i cittadini in attesa agli sportelli era proprio il nuovo Cup. Che ieri mattina ha avuto una valutazione positiva, anche se con svariate riserve, dato che i cittadini prima di dare un giudizio attendono di capirne bene il funzionamento e di vedere se sortirà gli effetti preannunciati dai vertici Asl, ossia un notevole ridimensionamento delle attese per effettuare visite specialistiche ed esami.
Ad esprimere svariati dubbi sul funzionamento del Cup 2.0 sono state soprattutto le persone anziane. «Io non ho la patente - spiega Rodolfo Barbieri - e quindi non posso accettare prenotazioni in altre città. E poi non capisco perché, essendoci l’ospedale di Cecina, ci si debba spostare. I servizi sanitari devono essere garantiti qui». Gli fa eco Fabio Pandolfi, che ammette come il nuovo sistema integrato per prenotare esami e visite possa avere risvolti positivi, ma sottolinea «prima di tutto il fatto che gli spostamenti verso altre strutture sanitarie sono un carico economico per i cittadini. Inoltre c’è da capire se spostarsi significherà veder garantita la qualità di macchinari e professionisti. È chiaro che in questo senso andare Cisanello non sarà come andare a Piombino». Anche Tiziana Pantani sottolinea come «in teoria questa rivoluzione nelle prenotazioni dovrebbe essere positiva, certo nella pratica ci saranno difficoltà negli spostamenti, soprattutto per chi non guida». Dello stesso parere anche Sabrina Falleni e Nicoletta D’Aria. «Chi è giovane - concordano - si può spostare altrove, il problema resta per anziani, persone non autosufficienti e anche per chi ha problemi economici, che comunque dovrà spendere per raggiungere ospedali lontani». «Spese mediche e di trasferimento verso altre strutture - dice Enrica Falagiani - ci sono sempre. Io, come tanti altri, se volevo fare un esame velocemente mi spostavo anche prima. Quindi credo non cambierà granché».
Promuove la riorganizzazione Daniela Proietti («Speriamo serva davvero per diminuire le liste di attesa»), come Mariarosa Donnarumma, che sottolinea come «se davvero servirà a garantire esami e visite in tempi brevi, sarà il male di spostarsi».
L’argomento più gettonato fra i cittadini in attesa agli sportelli era proprio il nuovo Cup. Che ieri mattina ha avuto una valutazione positiva, anche se con svariate riserve, dato che i cittadini prima di dare un giudizio attendono di capirne bene il funzionamento e di vedere se sortirà gli effetti preannunciati dai vertici Asl, ossia un notevole ridimensionamento delle attese per effettuare visite specialistiche ed esami.
Ad esprimere svariati dubbi sul funzionamento del Cup 2.0 sono state soprattutto le persone anziane. «Io non ho la patente - spiega Rodolfo Barbieri - e quindi non posso accettare prenotazioni in altre città. E poi non capisco perché, essendoci l’ospedale di Cecina, ci si debba spostare. I servizi sanitari devono essere garantiti qui». Gli fa eco Fabio Pandolfi, che ammette come il nuovo sistema integrato per prenotare esami e visite possa avere risvolti positivi, ma sottolinea «prima di tutto il fatto che gli spostamenti verso altre strutture sanitarie sono un carico economico per i cittadini. Inoltre c’è da capire se spostarsi significherà veder garantita la qualità di macchinari e professionisti. È chiaro che in questo senso andare Cisanello non sarà come andare a Piombino». Anche Tiziana Pantani sottolinea come «in teoria questa rivoluzione nelle prenotazioni dovrebbe essere positiva, certo nella pratica ci saranno difficoltà negli spostamenti, soprattutto per chi non guida». Dello stesso parere anche Sabrina Falleni e Nicoletta D’Aria. «Chi è giovane - concordano - si può spostare altrove, il problema resta per anziani, persone non autosufficienti e anche per chi ha problemi economici, che comunque dovrà spendere per raggiungere ospedali lontani». «Spese mediche e di trasferimento verso altre strutture - dice Enrica Falagiani - ci sono sempre. Io, come tanti altri, se volevo fare un esame velocemente mi spostavo anche prima. Quindi credo non cambierà granché».
Promuove la riorganizzazione Daniela Proietti («Speriamo serva davvero per diminuire le liste di attesa»), come Mariarosa Donnarumma, che sottolinea come «se davvero servirà a garantire esami e visite in tempi brevi, sarà il male di spostarsi».
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