Attenzione
Circolo pescatori, accuse da Rugo
Fratelli d’Italia: «I legali accerteranno le responsabilità di sindaco e giunta»
2 MINUTI DI LETTURA
BIBBONA. Parla di «gravi irregolarità» riferendosi al Circolo pescatori Marina di Bibbona. Il caso viene sollevato da Massimiliano Rugo, presidente del circolo Fratelli d’Italia della bassa Val di Cecina.
«A insospettirmi sulle irregolarità all'interno dell'associazione - spiega il consigliere - furono gli stessi membri del direttivo del circolo che questa estate, mi hanno addirittura rifiutato la tessera associativa Arci e inibito fisicamente l'accesso alla struttura. Un comportamento illegittimo per il quale ho avviato controlli immediati che hanno portato la polizia municipale di Bibbona ad effettuare verifiche».
Rugo sottolinea il «massimo riserbo al momento sui nomi e sulla specificità degli illeciti commessi, atteso che le indagini sono ancora in corso e quindi coperte da segreto. Nel frattempo si registra che nel circolo pescatori regna il caos più totale, tutto è sottosopra, i soci stanno rimuovendo in fretta e furia imbarcazioni, palizzate, recinzioni e tettoie, molto probabilmente risultate abusive dagli accertamenti e quindi soggette a demolizione e rimozione». Secondo Rugo, «questo è il primo step per il ripristino della legalità all'interno di associazioni che sempre di più assomigliano a dei feudi o a delle imprese a gestione familiare, infatti proprio il circolo pescatori è risultato essere una associazione Arci Pesca Fisa di sola facciata, che nella realtà invece gestiva la struttura ed il tesseramento a propria insindacabile discrezione adottando un proprio statuto ed un proprio regolamento del tutto estranei rispetto a quelli Arci vigenti ed obbligatori per i consociati»
«Adesso - dice ancora Rugo - il consiglio direttivo dovrà rispondere degli atti posti in essere a mio danno, a quello dei miei familiari e alla comunità intera. Se non lasceranno il circolo ricorrerò al giudice affinché disponga una misura di allontanamento dall'associazione ovvero al Comune affinché ritiri ogni titolo autorizzativo e abilitativo inerente l'area demaniale data in concessione». Le verifiche proseguono anche da parte di Fratelli d'Italia che «intende accertare mediante i propri legali, eventuali responsabilità da parte del sindaco, della giunta e dell'ufficio demanio del Comune di bibbona».
«A insospettirmi sulle irregolarità all'interno dell'associazione - spiega il consigliere - furono gli stessi membri del direttivo del circolo che questa estate, mi hanno addirittura rifiutato la tessera associativa Arci e inibito fisicamente l'accesso alla struttura. Un comportamento illegittimo per il quale ho avviato controlli immediati che hanno portato la polizia municipale di Bibbona ad effettuare verifiche».
Rugo sottolinea il «massimo riserbo al momento sui nomi e sulla specificità degli illeciti commessi, atteso che le indagini sono ancora in corso e quindi coperte da segreto. Nel frattempo si registra che nel circolo pescatori regna il caos più totale, tutto è sottosopra, i soci stanno rimuovendo in fretta e furia imbarcazioni, palizzate, recinzioni e tettoie, molto probabilmente risultate abusive dagli accertamenti e quindi soggette a demolizione e rimozione». Secondo Rugo, «questo è il primo step per il ripristino della legalità all'interno di associazioni che sempre di più assomigliano a dei feudi o a delle imprese a gestione familiare, infatti proprio il circolo pescatori è risultato essere una associazione Arci Pesca Fisa di sola facciata, che nella realtà invece gestiva la struttura ed il tesseramento a propria insindacabile discrezione adottando un proprio statuto ed un proprio regolamento del tutto estranei rispetto a quelli Arci vigenti ed obbligatori per i consociati»
«Adesso - dice ancora Rugo - il consiglio direttivo dovrà rispondere degli atti posti in essere a mio danno, a quello dei miei familiari e alla comunità intera. Se non lasceranno il circolo ricorrerò al giudice affinché disponga una misura di allontanamento dall'associazione ovvero al Comune affinché ritiri ogni titolo autorizzativo e abilitativo inerente l'area demaniale data in concessione». Le verifiche proseguono anche da parte di Fratelli d'Italia che «intende accertare mediante i propri legali, eventuali responsabilità da parte del sindaco, della giunta e dell'ufficio demanio del Comune di bibbona».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google