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Pianificare la città studio d’area vasta per ripensare Cecina

Pianificare la città studio d’area vasta per ripensare Cecina

CECINA. Un’idea di sviluppo condiviso. Oltre i campanili e le visioni che non riescono a traguardare al di là dei confini amministrativi. È la prospettiva indicata dallo studio di fattibilità Terre...

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CECINA. Un’idea di sviluppo condiviso. Oltre i campanili e le visioni che non riescono a traguardare al di là dei confini amministrativi. È la prospettiva indicata dallo studio di fattibilità Terre etrusche, che coinvolge venti comuni, tra l’Alta e Bassa Val di Cecina e la Val di Cornia che l’architetto Massimo Casolari ha provato a considerare in un’ottica di area vasta. Prospettiva con cui prova a misurarsi il Comune di Cecina che avvia un approfondimento di quell’approccio sul proprio territorio, in vista dell’indagine conoscitiva prevista dal Piano strutturale che dovrebbe essere fatta il prossimo anno. Fogli e carte che l’amministrazione s’impegna a non lasciare in un cassetto ma a tradurre in linee di sviluppo per gli anni a venire.

«L’obiettivo è di favorire una visione diversa – dice il sindaco di Cecina Samuele Lippi – e una regia della pianificazione urbanistica più costruttiva e di visione. Per esempio, con questo tipo di approccio è nato il brand Franciacorta». Che aggiunge: «Lo studio sarà pronto entro la fine dell’anno. A seguire partirà l’indagine conoscitiva prevista dal procedimento per la redazione del nuovo piano strutturale, che vorremmo realizzare con un ampio percorso partecipativo e in cui contiamo di dare voce anche ai più giovani».

C’è un protocollo d’intesa con la Banca di Credito cooperativo di Castagneto Carducci che si è impegnata a finanziare lo studio, la spesa è di 20. 000 euro. «Si tratta di un’azione coerente con la nostra vocazione – dice il direttore generale della Bcc di Castagneto Carducci Fabrizio Mannari –. È un progetto che interessa anche i comuni limitrofi. Ed è un modo per distribuire sul territorio quanto ci viene permesso di guadagnare dal territorio stesso, che è una peculiarità di una banca locale».

Quali risultati e indicazioni emergeranno dallo studio lo sapremo entro la fine dell’anno. «È un approccio che l’amministrazione ritiene utile per contestualizzare Cecina in un’ottica di area vasta, tenendo conto di quello che c’è sul territorio. E sarà uno strumento che mettiamo a disposizione delle altre amministrazioni comunali».

Dentro allo studio si tratterà di sviluppo urbano, di vocazione turistica, servizi, attività produttive, trasporti e viabilità. Il tutto tradotto in un piano generale di azioni e interventi pubblici ma anche in collaborazione con i privati.

«Si tratta di inquadrare la pianificazione del comune in un contesto più ampio – dice Lippi – programmando le linee di sviluppo guardando a ciò che c’è intorno, al di fuori dei nostri confini amministrativi anche per evitare di creare doppioni. Insomma, non siamo un’isola e quando vedo la carta urbanistica di Cecina che oltre i confini amministrativi ha il foglio bianco la ritengo un’idea del passato che non è più concepibile. Penso alle strade, alla viabilità, ai servizi da quelli sportivi a quelli culturali. È anche un modo per mettere a sistema quello che c’è». (m.m.)

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