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Beni confiscati sul territorio il caso in consiglio comunale

CASTAGNETO CARDUCCI . La riforma del Codice antimafia e la situazione locale dei beni confiscati assegnati all’Agenzia nazionale beni sequestrati e confiscati. Questo il tema all’ordine del giorno...

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CASTAGNETO CARDUCCI . La riforma del Codice antimafia e la situazione locale dei beni confiscati assegnati all’Agenzia nazionale beni sequestrati e confiscati. Questo il tema all’ordine del giorno della 3ª commissione consiliare del Comune di Castagneto Carducci che si è tenuta il 27 settembre. A Castagneto, in particolare, si registra la presenza di 14 beni confiscati non in via definitiva, tra appartamenti, capannoni, esercizi commerciali e terreni, tutti derivanti da un unico procedimento giudiziario, ancora in corso.

Alla riunione convocata dalla presidente Elena Bartolomei e introdotta dalla sindaca Sandra Scarpellini presenti i capigruppo consiliari Marika Salvadori dei Democratici per Castagneto, Alessandro Masoni di Sinistra per Castagneto, Luca Carli del Movimento 5 Stelle e Silvia Menicagli di Insieme per Castagneto oltre a una delegazione del Presidio di Libera Rossella Casini. Nell’incontro i rappresentanti di Libera hanno illustrato le linee della riforma del Codice antimafia, la situazione dei beni confiscati in Toscana, raddoppiati in due anni, oggi sono quasi 400, e nei Comuni della provincia di Livorno, che è seconda in regione. Buona parte di essi proviene dagli “investimenti” delle mafie in Toscana, ’ndrangheta e camorra in prevalenza, con sentenze nate da processi svolti in altre regioni d’Italia. Libera ha ricordato che dietro ogni bene confiscato c’è una storia, dei soggetti direttamente coinvolti e del territorio che ha subito azioni delinquenziali e danno da attività legate all’usura, allo spaccio, alle estorsioni, intimidazioni, tutti comportamenti tipici di mafiosità, collegati ad una forte capacità di tessere relazioni sociali ed economiche nelle comunità di residenza.

La discussione ha registrato la condivisione dei presenti di un percorso che porti il consiglio comunale ad approvare un ordine del giorno sul codice antimafia e sulla situazione locale, oltre ad assumere impegni su iniziative dedicate al tema. In particolare la sindaca ha condiviso e rilanciato la proposta avanzata dal Presidio di promuovere insieme un convegno pubblico sui beni confiscati, sul loro riutilizzo sociale una volta confiscati in via definitiva, sulle esperienze in Toscana. Al convegno saranno invitati a relazionare la Regione Toscana, l’Agenzia nazionale beni sequestrati e confiscati, sindaci di Comuni con immobili confiscati e riutilizzati, esperti di Libera nazionale e regionale. La 3ª commissione tornerà a riunirsi nelle prossime settimane per elaborare il testo definitivo dell’ordine del giorno da sottoporre al consiglio comunale del prossimo mese di ottobre.



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