Il Tirreno

Tre agenti accusati di calunnia

di Manolo Morandini
Tre agenti accusati di calunnia

San Vincenzo, tra gli imputati anche l’ex comandante della polizia municipale ora in pensione

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SAN VINCENZO. Abuso d’ufficio e calunnia in concorso. Queste le ipotesi di reato per il pubblico ministero della Procura di Livorno Giuseppe Rizzo a carico di Mauro Cristiani, all’epoca dei fatti comandante della polizia municipale di San Vincenzo e oggi in pensione, e degli agenti Tiziana Lazzeretti e Marco Camerini. L’udienza in cui il giudice delle indagini preliminari del Tribunale di Livorno Fabrizio Nicoletti deciderà per il rinvio a processo o l’archiviazione è fissata per l’8 novembre. Le indagini sono partite nel 2013 da un esposto denuncia di un altro agente della municipale, Walter Dell’Agnello, che nella vicenda sarebbe la parte offesa. Un altro capitolo giudiziario che contribuisce a dare la misura del clima avvelenato nella polizia municipale di San Vincenzo in cui si contano sette agenti e un responsabile del servizio.

Riavvolgendo il nastro al 2013 presso il giudice di pace a Piombino è in corso la fase dibattimentale del processo in cui Dell’Agnello figura come imputato a seguito di varie denunce in cui Lazzeretti e Cristiani gli contestano la sua condotta in servizio. Ne uscirà assolto con formula piena. Ma quando si apre il processo Dell’Agnello non può svolgere il servizio esterno per i postumi di un infortunio sul lavoro. È distaccato in un altro ufficio, alle dipendenze dello stesso dirigente, che lo autorizza a prendere la macchina di servizio per recarsi a una prima udienza a Piombino. Mezzo di cui Dell’Agnello si avvarrà anche per la seconda udienza, che si tiene quando è già rientrato in forze alla polizia municipale.

Cristiani, Lazzeretti e Camerini presentano in entrambe le circostanze esposti in cui denunciano Dell’Agnello per peculato, ovvero per aver utilizzato il mezzo di servizio per presentarsi alle udienze quando avrebbe dovuto farlo con un mezzo privato. Sarà assolto con formula piena Dell’Agnello, che però decide di controbattere ai tre con una querela come parte lesa sostenendo di essere stato da loro incolpato di un reato pur avendo cognizione della sua innocenza. Insomma, l’ipotesi di calunnia e abuso d’ufficio in concorso.

E da qui si arriva all’udienza fissata dal Gip Nicoletti per l’8 novembre. Un’udienza preliminare in cui verrà deciso se archiviare il fascicolo o rinviare i tre imputati a processo. Avvocati d’ufficio per Cristiani è il legale Antonio Frongillo, per Lazzeretti Carlo Fiori e per Camerini Riccardo Finocckì. Mentre Dell’Agnello è assistito dal legale di fiducia Carlo Sassetti.



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