Sicurezza
Marmi di Maremma ricorso al Tar contro il Comune
Castagneto, contestati i tempi delle procedure urbanistiche La società punta a coltivare un giacimento di broccatello
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CASTAGNETO CARDUCCI . C’è un nuovo capitolo nella storia della cava di marmo Broccatello della Gherardesca, al confine tra i comuni di Castagneto Carducci e San Vincenzo. E si scriverà in un’aula del Tribunale amministrativo regionale della Toscana a cui si è rivolta per la seconda volta la Marmi di Maremma Srl. Del ricorso, notificato al Comune di Castagneto Carducci il 4 settembre, si apprende dalla delibera di giunta 177 del 12 settembre con cui l’ente ha provveduto ad affidare l’incarico di difesa all’avvocato Luigi Guccinelli. Tema del contendere i tempi dilatati con cui a detta della Società l’ente sta procedendo all’adeguamento degli strumenti urbanistici al Piano delle attività estrattive e di recupero della Provincia di Livorno (Paerp) in vigore dal 16 luglio nel 2014. Nel ricorso si chiede anche il risarcimento dei danni subiti, ma la cifra non è nota.
Nel frattempo, il Comune di Castagneto Carducci il 28 luglio ha affidato l’incarico perla predisposizione degli elaborati di valutazione ambientale strategica (Vas) e di valutazione di incidenza prevista dalla legge regionale 10 del 2010 all’architetto Giovanni Parlanti. Il professionista entro novanta giorni si è impegnato a consegnare gli elaborati. Un passaggio che segue alla delibera con cui la giunta di Castagneto numero 209 del 25 novembre 2016 con cui è stata disposta la procedura di Vas per la variante al piano strutturale per il recepimento della previsione del sito di cava inserito nel Paerp. Perciò, almeno in parte, la materia del contendere potrebbe essere superata.
Il progetto di riapertura della cava di marmo Broccatello della Gherardesca, 12 ettari all’interno di una proprietà di 106, dentro i confini amministrativi di Castagneto ha inevitabili riflessi su San Vincenzo. La strada di accesso alla cava è una delle criticità del progetto evidenziata nelle conclusioni della procedura di verifica di assoggettabilità a Valutazione di impatto ambientale (Via) del progetto di coltivazione e ripristino ambientale della cava Broccatello della Gherardesca, chiusa negli anni Ottanta. L’accesso è previsto tramite una strada esistente che parte dalla Vecchia Aurelia e dopo circa 5, 3 chilometri arriva all’attuale piazzale di cava, a quota 196 metri sul livello del mare. Il percorso che attraversa due strade vicinali, quella delle Rozze dell’Acquaviva e quella del Verdello che per le loro particolari condizioni dovranno essere sottoposte a importanti interventi per consentire il transito dei mezzi pesanti adibiti al trasporto dei materiali cavati, circa 200 i camion nell’arco di un anno. Inoltre, il tracciato insiste in aree sottoposte a vincolo idrogeologico e paesaggistico.
Nel frattempo, il Comune di Castagneto Carducci il 28 luglio ha affidato l’incarico perla predisposizione degli elaborati di valutazione ambientale strategica (Vas) e di valutazione di incidenza prevista dalla legge regionale 10 del 2010 all’architetto Giovanni Parlanti. Il professionista entro novanta giorni si è impegnato a consegnare gli elaborati. Un passaggio che segue alla delibera con cui la giunta di Castagneto numero 209 del 25 novembre 2016 con cui è stata disposta la procedura di Vas per la variante al piano strutturale per il recepimento della previsione del sito di cava inserito nel Paerp. Perciò, almeno in parte, la materia del contendere potrebbe essere superata.
Il progetto di riapertura della cava di marmo Broccatello della Gherardesca, 12 ettari all’interno di una proprietà di 106, dentro i confini amministrativi di Castagneto ha inevitabili riflessi su San Vincenzo. La strada di accesso alla cava è una delle criticità del progetto evidenziata nelle conclusioni della procedura di verifica di assoggettabilità a Valutazione di impatto ambientale (Via) del progetto di coltivazione e ripristino ambientale della cava Broccatello della Gherardesca, chiusa negli anni Ottanta. L’accesso è previsto tramite una strada esistente che parte dalla Vecchia Aurelia e dopo circa 5, 3 chilometri arriva all’attuale piazzale di cava, a quota 196 metri sul livello del mare. Il percorso che attraversa due strade vicinali, quella delle Rozze dell’Acquaviva e quella del Verdello che per le loro particolari condizioni dovranno essere sottoposte a importanti interventi per consentire il transito dei mezzi pesanti adibiti al trasporto dei materiali cavati, circa 200 i camion nell’arco di un anno. Inoltre, il tracciato insiste in aree sottoposte a vincolo idrogeologico e paesaggistico.
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