Il Tirreno

Due agenti accusati di mobbing

Un'aula di tribunale
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Un'aula di tribunale

San Vincenzo, tra gli imputati il responsabile della polizia municipale e anche un’insegnante dell'Istituto comprensivo  di San Vincenzo

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SAN VINCENZO. Rinviati a giudizio con l’accusa di mobbing ai danni di due colleghi. A rispondere dell’accusa in concorso il responsabile del servizio di polizia municipale di San Vincenzo Claudio Nassi, l’assistente di polizia municipale Walter Dell’Agnello e l’insegnante, presso la scuola media dell’Istituto comprensivo di San Vincenzo Rossella Billet. Il giudice delle indagini preliminari del tribunale di Livorno Antonio Del Forno ha accolto la richiesta del sostituto procuratore della Repubblica Massimo Mannucci al termine delle indagini partite alla fine del 2016 da un esposto denuncia dell’agente della municipale Emanuele Giovani e di una collega, l’assistente Tiziana Lazzeretti.

L’udienza preliminare è fissata a novembre. Al termine delle indagini delegate al nucleo operativo dei carabinieri di Piombino il pubblico ministero Mannucci ha ravvisato elementi sufficienti a sostenere l’accusa in un eventuale giudizio nei confronti degli indagati. Tesi che il gip Del Forno ha ritenuto fondata. In concorso tra loro e con condotte reiterate, secondo l’accusa, Nassi e Dell’Agnello avrebbero messo in atto molestie nei confronti di Giovani e Lazzeretti. Viene fatto riferimento, in particolare, nel capo d’imputazione a carico del responsabile del servizio di polizia municipale e dell’assistente a ripetute richieste di chiarimenti scritte e verbali sulla loro attività lavorativa. Ma anche a numerose iniziative disciplinari e a continui cambi di servizio con soppressione del broglio dei servizi giornalieri, ovvero l’ordine di servizio.

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Sullo sfondo di un clima avvelenato nella polizia municipale di San Vincenzo c’è anche la vicenda delle transenne all’esterno dei plessi scolastici per disciplinare il transito dei veicoli e consentire l’ingresso e l’uscita degli studenti in sicurezza. Un punto di contrasto finito anche in consiglio comunale che vede da sempre Giovani e Lazzeretti, con il sostegno del sindacato di categoria Diccap, contrari alla movimentazione della transenna. E ciò nonostante la disposizione scritta di maggio 2015 che obbliga tutti gli agenti della municipale a collocare le barriere mobili per impedire l’accesso dei veicoli nei tratti di strada in corrispondenza delle scuole negli orari di ingresso e uscita. Nell’imputazione si fa riferimento alle numerose relazioni di servizio sul mancato utilizzo della segnaletica mobile nei servizi di viabilità scolastica.

Dell’Agnello deve rispondere anche dell’accusa in concorso con sua moglie, l’insegnante Billet, di aver diffamato Giovani e Lazzeretti. I due hanno pubblicato sulla pagina facebook “San Vincenzo democrazia e libera opinione”, di cui Dell’Agnello è amministratore, e su quella dell’Istituto scolastico comprensivo frasi ritenute offensive e foto che ritraggono Giovani e Lazzeretti mentre svolgono il servizio alla viabilità scolastica. In particolare, il pubblico ministero nel capo d’imputazione sottolinea l’invito ai genitori degli alunni a documentare il mancato utilizzo delle transenne. I tre imputati in sede di interrogatorio nel corso delle indagini si sono avvalsi della facoltà di non rispondere.
 

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