Il Tirreno

Falsi residenti smascherati si chiude l’iter per 60 casi

di Manolo Morandini
Falsi residenti smascherati si chiude l’iter per 60 casi

Avviata la richiesta di cancellazione dall’anagrafe e scattano le denunce alla Procura Primi riscontri dei controlli avviati a fine 2015 dall’amministrazione comunale

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CECINA. Esistono solo sulla carta. Sono sessanta le persone finite nella rete dei controlli dell’amministrazione comunale e della guardia di finanza. Cecinesi di comodo, con case aperte in estate ma sigillate negli altri mesi dell’anno. «Il doppio riscontro ci rende sicuri che si tratta di false residenze», dice l’assessore al Bilancio Federico Cartei. Che aggiunge: «Si tratta di un primo nucleo dell’indagine pilota che segue le direttive della Procura della Repubblica per le cancellazioni anagrafiche e per l’irreperibilità delle persone». Un lavoro dai tempi lunghi che arriva a un primo risultato con la scrematura di nomi e cognomi individuati nei mesi scorsi, restringendo il campo a quelli su cui si è certi per non esporsi a facili ricorsi. Oltre alla cancellazione dall’anagrafe e al recupero dei tributi locali ci sono i riflessi penali: false dichiarazioni e truffa ad ente locale i reati contestati.

L’indagine ha mosso i primi passi nel novembre 2015. Nel fascicolo si contano circa 500 casi su cui l’ente ha più di un sospetto. L’ufficio Tributi segnala. I casi passano in mano alla Polizia municipale per i riscontri formali. Ed è un’attività dai tempi lunghi. Un iter articolato con verifiche sul campo per attestare che l’abitazione non è abitata. E a seguire i riscontri presso i comuni dove le persone individuate hanno la loro dimora abituale e i loro interessi professionali. Insomma, dove in realtà vivono in pianta stabile. L’attività arriva a un risultato concreto ed è destinata a proseguire.

«Come Comune ci apprestiamo a fare la cancellazione dalla nostra anagrafe per poi richiedere a questi falsi residenti il pagamento dei tributi locali applicando le aliquote previste per le seconde case – spiega l’assessore Cartei –. Abbiamo scelto di concentrarci sui casi più evidenti, prima di procedere alla cancellazione della residenza dall’anagrafe. Insomma, non vogliamo esporci a facili ricorsi». C’è da tenere di conto, infatti, che la cancellazione dall’anagrafe del Comune è di competenza della Prefettura e le persone interessate potrebbero presentare ricorso. Da qui la scelta di colpire chi risulta vivere altrove avendo prove inconfutabili.

Al di là della cancellazione dall’anagrafe di Cecina ci sono le voci su cui andare a recuperare gettito e che interessano l’Imu ma anche la Tari, per la raccolta e smaltimento dei rifiuti, e la Tasi, per i cosiddetti servizi indivisibili. E perfino gli importi delle utenze come acqua ed elettricità che per le prime abitazioni prevedono una tariffa agevolata. Un percorso a ritroso che permette il recupero di quanto non pagato negli ultimi cinque anni. «I controlli potranno essere più stringenti dai prossimi mesi – conclude Cartei - con l’entrata a regime del nuovo sistema gestionale che consente di far comunicare e di incrociare le nostre banche dati».

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