Il dolore
Si abbattono gli ex bagni il Comune si arrende
di Manolo Morandini
L’edificio segnato dal degrado nella pineta a lato di viale Galliano a Marina Difficile garantire i controlli, tramonta l’ipotesi di ristrutturare l’immobile
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CECINA. L’avrà letta? Vernice rossa su parete degli ex bagni pubblici a Marina di Cecina: “Se voglio te non va bene un doppione perché voglio l’oro non voglio l’ottone”. Quella dichiarazione in rima baciata ha i giorni contati. Uno sfregio tra i tanti che segnano l’edificio su cui il Comune ha deciso di alzare bandiera bianca.
L’amministrazione comunale di Cecina si arrende. Prende coscienza di quel monumento al degrado che da anni segna la pineta a lato di viale Galliano. Muri cadenti. Infissi divelti. Scritte ovunque. Rifiuti. Una scia di segnalazioni e proteste. E alla fine la presa di coscienza. L’ammissione che la misura del danno è tale che non c’è altro rimedio che la demolizione. Si abbandona il campo. Si cancellano le tracce di quello che sembra essere un fortino dei vandali. Della sua funzione originaria di bagno pubblico è rimasto ben poco. Della ristrutturazione fatta alcuni anni fa con il contributo della Fondazione Cassa di risparmio di Volterra c’è solo la targa affissa su una parte esterna.
Inutile proteggere quel che resta. Anche i mattoni con cui sono state murate porte e finestre per impedire l’accesso nei locali interni sono state abbattute. Tramonta così l’idea di ristrutturare l’edificio per restituirlo alla sua funzione originaria. Pensato per venire incontro alle esigenze di chi frequenta quell’area, famiglie con bambini richiamate dal vicino parco giochi e lo storico trenino lillipuzziano. La scelta di cancellare alla radice la struttura, con la demolizione dell’edificio, compresi muri e pavimentazione, è nascosta tra le righe di un provvedimento in cui si elencano una serie di interventi di manutenzione edile a Marina di Cecina. Lavori affidati alla ditta Laurenza Srl di Cecina.
«Si tratta di un edificio in degrado – dice l’assessore al Decoro urbano Sabrina Giannini –. Abbiamo deciso di demolirlo perché ristrutturarlo avrebbe comportato il problema di garantire un controllo costante per evitare che fosse di nuovo preso di mira dai vandali. Controlli che sono difficili, soprattutto nei mesi invernali». Chi sperava un giorno di riavere un bagno pubblico in pineta deve rassegnarsi. Cancellato quell’avamposto non c’è alcuna possibilità di installare nuove strutture a servizio dei fruitori dell’area. «La pineta è in gestione al Comune dal Demanio forestale – sottolinea Giannini –. Anche per i bagni chimici che vengono installati in estate non c’è stata data la possibilità di collocarli all’interno della pineta». Che aggiunge: «Il regolamento comunale prevede che tutti i pubblici esercizi, bar e ristoranti, devono garantire il libero accesso ai servizi igienici, che devono essere a disposizione non solo dei clienti».
Qualcosa potrebbe cambiare, ma è una prospettiva dai tempi lunghi. «Con il Piano della costa che è in fase di elaborazione c’è l’idea di installare alcune strutture, per garantire servizi igienici e docce sul territorio di Marina».
L’amministrazione comunale di Cecina si arrende. Prende coscienza di quel monumento al degrado che da anni segna la pineta a lato di viale Galliano. Muri cadenti. Infissi divelti. Scritte ovunque. Rifiuti. Una scia di segnalazioni e proteste. E alla fine la presa di coscienza. L’ammissione che la misura del danno è tale che non c’è altro rimedio che la demolizione. Si abbandona il campo. Si cancellano le tracce di quello che sembra essere un fortino dei vandali. Della sua funzione originaria di bagno pubblico è rimasto ben poco. Della ristrutturazione fatta alcuni anni fa con il contributo della Fondazione Cassa di risparmio di Volterra c’è solo la targa affissa su una parte esterna.
Inutile proteggere quel che resta. Anche i mattoni con cui sono state murate porte e finestre per impedire l’accesso nei locali interni sono state abbattute. Tramonta così l’idea di ristrutturare l’edificio per restituirlo alla sua funzione originaria. Pensato per venire incontro alle esigenze di chi frequenta quell’area, famiglie con bambini richiamate dal vicino parco giochi e lo storico trenino lillipuzziano. La scelta di cancellare alla radice la struttura, con la demolizione dell’edificio, compresi muri e pavimentazione, è nascosta tra le righe di un provvedimento in cui si elencano una serie di interventi di manutenzione edile a Marina di Cecina. Lavori affidati alla ditta Laurenza Srl di Cecina.
«Si tratta di un edificio in degrado – dice l’assessore al Decoro urbano Sabrina Giannini –. Abbiamo deciso di demolirlo perché ristrutturarlo avrebbe comportato il problema di garantire un controllo costante per evitare che fosse di nuovo preso di mira dai vandali. Controlli che sono difficili, soprattutto nei mesi invernali». Chi sperava un giorno di riavere un bagno pubblico in pineta deve rassegnarsi. Cancellato quell’avamposto non c’è alcuna possibilità di installare nuove strutture a servizio dei fruitori dell’area. «La pineta è in gestione al Comune dal Demanio forestale – sottolinea Giannini –. Anche per i bagni chimici che vengono installati in estate non c’è stata data la possibilità di collocarli all’interno della pineta». Che aggiunge: «Il regolamento comunale prevede che tutti i pubblici esercizi, bar e ristoranti, devono garantire il libero accesso ai servizi igienici, che devono essere a disposizione non solo dei clienti».
Qualcosa potrebbe cambiare, ma è una prospettiva dai tempi lunghi. «Con il Piano della costa che è in fase di elaborazione c’è l’idea di installare alcune strutture, per garantire servizi igienici e docce sul territorio di Marina».
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