Sicurezza
In sella al simulatore per pedalare sicuri
di Manolo Morandini
Lo strumento acquistato dal Comune per l’attività didattica Salvini: «Oltre ai corsi nelle scuole lezioni anche ai profughi»
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CECINA. Sanno pedalare, ma non conoscono le regole della strada. Quelle del Codice, fondamentali per spostarsi in sicurezza e non essere un pericolo per gli altri. Dai bambini delle elementari ai ragazzi delle medie la platea di chi potrebbe montare in sella all’innovativo simulatore di guida acquistato dal Comune di Cecina si allarga ai richiedenti asilo ospiti nelle strutture del territorio. «Stiamo pensando di sviluppare una sorta di patentino simbolico per gli studenti delle elementari – dice l’assessore all’Istruzione Giovanni Salvini – Ma anche di coinvolgere le associazioni che accolgono i richiedenti asilo che spesso utilizzano la bicicletta come mezzo principale di trasporto. Un corso di educazione stradale di base all’interno di un loro più ampio percorso di integrazione sul nostro territorio».
C’è una bici con tutte le dotazioni. C’è un video che mostra il percorso urbano prescelto. E una serie di opzioni che vanno dalle condizioni meteo a quelle di luce, dal tipo di guida ai possibili imprevisti, per esempio un’auto che buca uno stop. Insomma, gli agenti della municipale contano di fare un salto di qualità nell’attività didattica che sono impegnati a fare nelle scuole. Meno teoria e più esperienza sul campo. «L’impostazione è quella di rendere giocabile l’apprendimento, traducendo il termine per addetti ai lavori gamification», dice l’amministratore delegato di Toccafondi Multimedia che realizza il simulatore, Paolo Toccafondi. Lo strumento è costato 9. 918 euro ed è stato acquistato dalla polizia municipale con il fondo alimentato da una quota delle sanzioni per violazione del codice della strada.
Tra gli obiettivi della polizia municipale c’è anche quello di portare il simulatore fuori dalle aule di elementari e medie, in contesti pubblici come manifestazioni di piazza o nei centri commerciali. «Il simulatore ci consente di far comprendere in modo più efficace ai ragazzi l’uso corretto della bici – dice l’agente della municipale Enzo Provenzano che seguirà l’intero progetto di educazione stradale –. Nelle prove, per esempio, in caso di incidente viene fornito il bollettino con le ferite riportate in base alle condizioni di guida». E conclude il comandante Armando Ore: «I conducenti delle bici che non conoscono neppure le sanzioni alle quali potrebbero andare incontro violando il codice della strada, finiscono per mettere in pericolo la propria e l’altrui sicurezza».
C’è una bici con tutte le dotazioni. C’è un video che mostra il percorso urbano prescelto. E una serie di opzioni che vanno dalle condizioni meteo a quelle di luce, dal tipo di guida ai possibili imprevisti, per esempio un’auto che buca uno stop. Insomma, gli agenti della municipale contano di fare un salto di qualità nell’attività didattica che sono impegnati a fare nelle scuole. Meno teoria e più esperienza sul campo. «L’impostazione è quella di rendere giocabile l’apprendimento, traducendo il termine per addetti ai lavori gamification», dice l’amministratore delegato di Toccafondi Multimedia che realizza il simulatore, Paolo Toccafondi. Lo strumento è costato 9. 918 euro ed è stato acquistato dalla polizia municipale con il fondo alimentato da una quota delle sanzioni per violazione del codice della strada.
Tra gli obiettivi della polizia municipale c’è anche quello di portare il simulatore fuori dalle aule di elementari e medie, in contesti pubblici come manifestazioni di piazza o nei centri commerciali. «Il simulatore ci consente di far comprendere in modo più efficace ai ragazzi l’uso corretto della bici – dice l’agente della municipale Enzo Provenzano che seguirà l’intero progetto di educazione stradale –. Nelle prove, per esempio, in caso di incidente viene fornito il bollettino con le ferite riportate in base alle condizioni di guida». E conclude il comandante Armando Ore: «I conducenti delle bici che non conoscono neppure le sanzioni alle quali potrebbero andare incontro violando il codice della strada, finiscono per mettere in pericolo la propria e l’altrui sicurezza».
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