Il Tirreno

E ora il mare si mangia tutto

di Manolo Morandini
E ora il mare si mangia tutto

Si aggrava la situazione della spiaggia a sud di Marina di Cecina e alle Gorette

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CECINA. Bruciati dal sale e scalzati al piede. Piegati dal vento. Quel che resta delle chiome dei pini ha il riporto verso terra. I rami che cercano un appoggio sull’albero vicino. Quasi un abbracciarsi. Un farsi forza. Un gesto estremo che umanizza ciò che non è. Qui dell’uomo ci sono solo gli effetti di scelte sbagliate o sottovalutate. L’erosione morde. Lo ha fatto anche nei giorni scorsi. E serviranno tempo e molti soldi per salvare questo polmone verde. Un patrimonio paesaggistico che tra Andalù e la spiaggia per i cani mostra il culmine dell’emergenza. Ma i segni ci sono anche a nord. Zona Gorette. Qui il mare sta entrando nella pineta. Della spiaggia in corrispondenza dell’ex Villaggio Francese non c’è più traccia.

«I lavori di protezione della costa e di ripascimento eseguiti nel 2014 hanno funzionato – dice Stefano Paperini, presidente provinciale Fiba Confesercenti e titolare dello stabilimento Il Delfino –. Ma dopo tre anni a ogni mareggiata si vedono i segni sulla spiaggia dell’avanzare del mare. L’arenile sta di nuovo arretrando. Le scogliere rompono le onde e contengono i danni ma visti i tempi necessari per un ripascimento sarebbe l’ora di mettere in cantiere un nuovo progetto. Tra tre anni rischiamo di aver perso tutto il lavoro che è stato fatto». E per dare un riferimento geografico indica la strada che corre tra la pineta e la spiaggia: «L’ultima mareggiata si è spinta fino a lambire la strada».

Il mare quando è gonfio non conosce ostacoli. Non si cura di sconvolgere il paesaggio disegnato dall’uomo. Si prende gli spazi che vuole. S’incunea tra i pini marittimi. Si nutre della sabbia. Ne inghiotte grandi quantità ad ogni mareggiata. E denuda le radici di quegli alberi. Il vento fa il resto. I tronchi perdono la presa. Muoiono, divorati dall’acqua e dalla salsedine. Siamo in piena riserva biogenetica: 6 chilometri di pineta fragile e indifesa. Con gli alberi a ridosso della spiaggia che un po’alla volta si arrendono all’erosione. Mentre alle Gorette la minaccia più immediata è per la spiaggia. «Tra l’Ippocampo e l’ex Villaggio dei francesi il mare sta entrando nella pineta – dice Alberto Nencetti, vicepresidente provinciale Sib Confcommercio e titolare dello stabilimento Ippocampo –. Si sono perse le dune. Il mare alimentato dal vento di ponente ha abbattuto anche alcuni tratti della rete di protezione».

Dopo ogni mareggiata l’album fotografico è una replica di scene già viste. Cambia solo la misura. Una scogliera. Un albero più in vista di altri. Qualunque elemento preso a riferimento restituisce la misura di ciò che non c’è più. A tratti è ridotta a poco più di un budello, la spiaggia.

La condizione per mettere al sicuro i tomboli e la spiaggia del Tombolo sud sono ripascimenti e scogliere per smorzare l’azione del mare. L’intervento per contrastare l’erosione dei tomboli, auspicato da tempo, dovrebbe arrivare nell’arco di due anni. Ci sono le risorse di Regione Toscana e Ministero dell’Ambiente, circa 4 milioni di euro derivanti risparmiati dal progetto di protezione della costa e dell’abitato di Marina che si è concluso con il collaudo delle opere nei mesi scorsi. «Ho avuto conferma presso l’assessorato regionale all’Ambiente che la progettazione dell’intervento è in corso presso il Genio civile», dice il sindaco di Cecina Samuele Lippi, che nei prossimi giorni ha in agenda un incontro a Firenze per conoscere lo stato dell’arte. Più complesso l’iter per completare quanto previsto alle Gorette. Tre celle, ovvero i tratti di arenile compresi tra due pennelli, devono ancora ricevere il ripascimento previsto a carico della Porto di Cecina Spa. «Si tratta di poco meno di 60. 000 metri cubi di sabbia che avrebbe dovuto essere recuperata dal dragaggio per la realizzazione della darsena nuova – sostiene Nencetti –. E resta anche da adeguare una scogliera». Lavori in stallo così come il progetto di realizzazione del porto alla foce del Cecina, con la società Porto Spa ancora in contenzioso Sales Spa, ditta incaricata dei lavori con cui deve essere trovata un’intesa per far ripartire i cantieri. E dall’altra la prospettiva di dare ossigeno al progetto con l’intesa preliminare con una cordata di imprenditori russi e americani. Aspetto a cui si lega la situazione della linea di costa dell’ex Villaggio francese. Gli imprenditori sbarcati a Cecina si sono aggiudicati la gestione dell’area demaniale ma il contratto non è ancora stato perfezionato. Contratto che prevede la riqualificazione dell’area fronte mare con interventi di protezione, ripascimento e la realizzazione della fascia dunale asportata dall’erosione.

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