Sicurezza
Villaggio fantasma nella campagna aperta l’indagine
di Manolo Morandini
Castagneto, contestato l’esercizio abusivo di attività turistica Approfondimenti in corso di municipale e guardia di finanza
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CASTAGNETO CARDUCCI. Ospiti soddisfatti. Recensioni entusiaste. “C’è poco da dire, l’isola che non c’è esiste davvero, ed è qui.... Un posto davvero fuori dal comune”, si legge in un commento scritto alla fine del soggiorno sulla pagina Facebook del Village Thomas Club, nella campagna a ridosso di Donoratico. Un nome e un luogo per pochi. Tanto che nelle stanze del Comune di Castagneto Carducci l’attività turistico ricettiva è venuta alla luce solo per caso. Un uccellino ha invitato a sfogliare le proposte inserite su Airbnb, la piattaforma che permette a chi ha una o più camere disponibili nella propria abitazione di affittarle ai viaggiatori che vogliono conoscere quella determinata località. Fatto il controllo è scattato il sopralluogo che ha permesso di accertare l’esercizio abusivo di attività turistico ricettiva.
La struttura fiorita dal nulla nella campagna alle spalle dello stadio di Donoratico, in località Marconi, è in un’area defilata e nascosta alla vista da un muro ricoperto di edera. All’interno alcuni spazi sarebbero stati ricavati sfruttando alcune casette in legno all’interno del parco. Una prima stima dei tecnici comunali è di circa 16 posti letto. Il provvedimento di cessazione dell’attività, emesso sulla scorta del sopralluogo della polizia municipale del 6 settembre, è solo la prima delle contestazioni a carico di Marco Nardi, residente a Cascina, che oltre alla violazione della legge regionale sul turismo “poiché esercitava l’attività turistico ricettiva in assenza di titolo abilitativo”.
Il profilo Facebook del villaggio e l’offerta su Airbnb dal giorno del provvedimento non sono più accessibili. Ma qualche immagine nel mare del web è ancora visibile. E restituisce momenti di soggiorni e serate animate da musica con tanto di dj e cantante. L’attività stando al tenore dei commenti degli ospiti andava avanti da almeno due stagioni. E il prezzo del soggiorno poteva variare in base alle richieste e alle esigenze del cliente. Ammessi anche gli animali.
Il titolare del Village Thomas Club Marco Nardi è certo che in Comune sia stato preso un abbaglio. «Non c’è alcun business dietro – dice Nardi –. Ho fatto degli annunci per recuperare le spese per il mantenimento del parco che avrebbe rischiato di andare in malora se non me ne fossi preso cura direttamente alla morte del proprietario. Adesso tra gli eredi è in corso una contesa ed io ho avuto la possibilità di occuparmi di manutenere la proprietà lasciata dal mio carissimo amico». Che aggiunge: «Nella vita io faccio tutt’altro mestiere. Nessuna speculazione ma la richiesta di donazioni per contribuire al mantenimento del parco. È tutto nero su bianco. Le strutture contestate erano già sul posto».
Nelle stanze del municipio hanno provato a risalire a ritroso per verificare l’eventuale presentazione di una segnalazione certificata di inizio attività (Scia). “Allo sportello Suap non risulta pervenuta alcuna Scia”, si legge nel provvedimento di cessazione di attività. Le indagini però non si fermano. Su un fronte ci sono gli agenti della polizia municipale che stanno verificando ipotesi di reato penale in materia di urbanistica e di pubblica sicurezza. Su quello fiscale e dell’eventuale evasione si sono attivate le Fiamme gialle.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
La struttura fiorita dal nulla nella campagna alle spalle dello stadio di Donoratico, in località Marconi, è in un’area defilata e nascosta alla vista da un muro ricoperto di edera. All’interno alcuni spazi sarebbero stati ricavati sfruttando alcune casette in legno all’interno del parco. Una prima stima dei tecnici comunali è di circa 16 posti letto. Il provvedimento di cessazione dell’attività, emesso sulla scorta del sopralluogo della polizia municipale del 6 settembre, è solo la prima delle contestazioni a carico di Marco Nardi, residente a Cascina, che oltre alla violazione della legge regionale sul turismo “poiché esercitava l’attività turistico ricettiva in assenza di titolo abilitativo”.
Il profilo Facebook del villaggio e l’offerta su Airbnb dal giorno del provvedimento non sono più accessibili. Ma qualche immagine nel mare del web è ancora visibile. E restituisce momenti di soggiorni e serate animate da musica con tanto di dj e cantante. L’attività stando al tenore dei commenti degli ospiti andava avanti da almeno due stagioni. E il prezzo del soggiorno poteva variare in base alle richieste e alle esigenze del cliente. Ammessi anche gli animali.
Il titolare del Village Thomas Club Marco Nardi è certo che in Comune sia stato preso un abbaglio. «Non c’è alcun business dietro – dice Nardi –. Ho fatto degli annunci per recuperare le spese per il mantenimento del parco che avrebbe rischiato di andare in malora se non me ne fossi preso cura direttamente alla morte del proprietario. Adesso tra gli eredi è in corso una contesa ed io ho avuto la possibilità di occuparmi di manutenere la proprietà lasciata dal mio carissimo amico». Che aggiunge: «Nella vita io faccio tutt’altro mestiere. Nessuna speculazione ma la richiesta di donazioni per contribuire al mantenimento del parco. È tutto nero su bianco. Le strutture contestate erano già sul posto».
Nelle stanze del municipio hanno provato a risalire a ritroso per verificare l’eventuale presentazione di una segnalazione certificata di inizio attività (Scia). “Allo sportello Suap non risulta pervenuta alcuna Scia”, si legge nel provvedimento di cessazione di attività. Le indagini però non si fermano. Su un fronte ci sono gli agenti della polizia municipale che stanno verificando ipotesi di reato penale in materia di urbanistica e di pubblica sicurezza. Su quello fiscale e dell’eventuale evasione si sono attivate le Fiamme gialle.
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