Sicurezza
Metropolis all’asta, e siamo a 13
di Andrea Rocchi
Il 5 ottobre in Tribunale per 1,3 milioni: si potrà demolire e farci un albergo ma gli investitori latitano
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CECINA. E sono tredici. Sperando che il numero porti un po’ di fortuna.
Perché fino ad oggi, la vicenda Metropolis, è un susseguirsi di flop. Dodici tentativi di vendita andati a vuoto di una delle operazioni immobiliari – con l’ex Lido – che hanno inevitabilmente macchiato l’immagine turistica di Marina.
Dopo che il 4 aprile ed il 22 giugno scorso le precedenti aste sono andate deserte, il Tribunale di Livorno ci riprova il 5 ottobre.
I 9.400 metri quadrati del complesso di via Ferrucci, saranno allottati ad un prezzo sceso quasi al milione, 1.350.000 esattamente, ma con offerta minima 1.012.500 rispetto ad una cifra di partenza, il 13 dicembre 2010, di 3.464.235 euro.
Tre sale da ballo, un bar, un grande parcheggio: un involucro di cemento a due piani che potranno essere demoliti e riconvertiti nel nuovo regolamento urbanistico grazie ad un’apposita scheda che prevede spazio per un albergo o una rta e negozi fino a 250 metri quadrati, oltre naturalmente ad attività per lo spettacolo e, anche, servizi sportivi.
Nelle intenzioni dell’amministrazione comunale le nuove possibilità edilizie ed urbanistiche dell’area dovrebbero allettare investitori che fino ad oggi non si sono (quasi) mai affacciati mettendo il naso nella vicenda Metropolis, la discoteca popolare – nota anche come il supermarket del ballo - lanciata in un’atmosferea di grande entusiasmo nel 2007 da una cordata di imprenditori locali e poi affondata in un mare di debiti (quasi 6 milioni di euro) dichiarando il ko dopo le prime istanze creditizie.
Oggi l’imperativo per il Comune di Cecina ed il sindaco Samuele Lippi è voltare pagina e riqualificare l’area. Anche se gli ultimi due tentativi andati male (quello di aprile e quello di giugno quando peraltro le previsioni urbanistiche erano già state cambiate e si era redatta una nuova perizia) non lasciano grande spazio all’ottimismo.
Non è un caso che il valore dell’immobile con la nuova perizia era risalito a 1,8 milioni ed oggi, al tredicesimo tentativo di vendita, torna a poco più di un milione e 300mila euro.
La zona, eppure, è importante e diremmo quasi strategica: in prossimità del maneggio, a pochi passi dalla pineta del Tombolo sud e dal mare e, a nord, dall’Acquavillage.
Con una viabilità sicuramente da migliorare, ma presente.
L’amministrazione comunale immagina un futuro ben diverso da quello attuale in cui lo scheletro della struttura campeggia in bella mostra, portando con se i segni del tempo che passa, deteriorato e con una recinzione che nei mesi scorsi è stata in parte abbattuta. Ma gli investitori latitano
E le ultime grandi operazioni immobiliari nel turismo, a parte qualche rara eccezione, non hanno avuto gli esiti sperati.
Ora si riprova con l’asta numero 13. Magari appellandosi alla cabala.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Perché fino ad oggi, la vicenda Metropolis, è un susseguirsi di flop. Dodici tentativi di vendita andati a vuoto di una delle operazioni immobiliari – con l’ex Lido – che hanno inevitabilmente macchiato l’immagine turistica di Marina.
Dopo che il 4 aprile ed il 22 giugno scorso le precedenti aste sono andate deserte, il Tribunale di Livorno ci riprova il 5 ottobre.
I 9.400 metri quadrati del complesso di via Ferrucci, saranno allottati ad un prezzo sceso quasi al milione, 1.350.000 esattamente, ma con offerta minima 1.012.500 rispetto ad una cifra di partenza, il 13 dicembre 2010, di 3.464.235 euro.
Tre sale da ballo, un bar, un grande parcheggio: un involucro di cemento a due piani che potranno essere demoliti e riconvertiti nel nuovo regolamento urbanistico grazie ad un’apposita scheda che prevede spazio per un albergo o una rta e negozi fino a 250 metri quadrati, oltre naturalmente ad attività per lo spettacolo e, anche, servizi sportivi.
Nelle intenzioni dell’amministrazione comunale le nuove possibilità edilizie ed urbanistiche dell’area dovrebbero allettare investitori che fino ad oggi non si sono (quasi) mai affacciati mettendo il naso nella vicenda Metropolis, la discoteca popolare – nota anche come il supermarket del ballo - lanciata in un’atmosferea di grande entusiasmo nel 2007 da una cordata di imprenditori locali e poi affondata in un mare di debiti (quasi 6 milioni di euro) dichiarando il ko dopo le prime istanze creditizie.
Oggi l’imperativo per il Comune di Cecina ed il sindaco Samuele Lippi è voltare pagina e riqualificare l’area. Anche se gli ultimi due tentativi andati male (quello di aprile e quello di giugno quando peraltro le previsioni urbanistiche erano già state cambiate e si era redatta una nuova perizia) non lasciano grande spazio all’ottimismo.
Non è un caso che il valore dell’immobile con la nuova perizia era risalito a 1,8 milioni ed oggi, al tredicesimo tentativo di vendita, torna a poco più di un milione e 300mila euro.
La zona, eppure, è importante e diremmo quasi strategica: in prossimità del maneggio, a pochi passi dalla pineta del Tombolo sud e dal mare e, a nord, dall’Acquavillage.
Con una viabilità sicuramente da migliorare, ma presente.
L’amministrazione comunale immagina un futuro ben diverso da quello attuale in cui lo scheletro della struttura campeggia in bella mostra, portando con se i segni del tempo che passa, deteriorato e con una recinzione che nei mesi scorsi è stata in parte abbattuta. Ma gli investitori latitano
E le ultime grandi operazioni immobiliari nel turismo, a parte qualche rara eccezione, non hanno avuto gli esiti sperati.
Ora si riprova con l’asta numero 13. Magari appellandosi alla cabala.
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