Finanza
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Diffusi dati di un dipendente il garante multa il Comune
SAN VINCENZO. Passa un anno e il garante per la protezione dei dati personali chiede delucidazioni. Sulla discussione avvenuta in consiglio comunale il 2 ottobre del 2015 vuole vederci chiaro. E...
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SAN VINCENZO. Passa un anno e il garante per la protezione dei dati personali chiede delucidazioni. Sulla discussione avvenuta in consiglio comunale il 2 ottobre del 2015 vuole vederci chiaro. E promette di risarcire la persona che si ritiene lesa con un ammenda a carico del Comune di San Vincenzo. Al centro della querelle la segnalazione sul caso di un’agente della locale polizia municipale e il suo referto di prognosi di 5 giorni rilasciato dal pronto soccorso di Piombino a seguito delle lesioni riportate in un intervento di contrasto al commercio abusivo. Quanto accaduto con nome e cognome finisce al centro di un’interrogazione a firma del capogruppo di Siamo San Vincenzo Luca Cosimi discussa in quella seduta consiliare. Il dibattito pubblico entra nello specifico dello stato di salute e da qui nasce la richiesta di intervento al garante della privacy Antonello Soro.
«Al momento di discutere l’interrogazione posi il problema di farlo a porte chiuse». Così il sindaco di San Vincenzo Alessandro Bandini che è anche presidente del consiglio comunale. «Venne fatta una riunione dei capi gruppo e poiché il fatto era noto essendo stato trattato anche sulla stampa locale fu deciso di proseguire la seduta pubblica. Nella lettera di contestazione si fa riferimento specifico all’aver trattato dello stato di salute del dipendente». A quanto ammonti l’ammenda non è dato sapere, ma in questi casi la cifra è di qualche decina di migliaia di euro. «Faremo opposizione perché a quanto pare i chiarimenti richiesti forniti nel febbraio del 2017 non sono stati ritenuti sufficienti dal garante».
Il 16 agosto scorso il garante per la protezione dei dati personali ha sollevato una contestazione amministrativa ritenendo violata la norma che vieta la diffusione dei dati sullo stato di salute. E a ruota la giunta sanvincenzina ha provveduto ad affidare l’incarico di difesa all’avvocato Massimo Novi di Perignano. Nella delibera numero 214 del 29 agosto si mette in luce la linea di difesa dell’ente. «I rilevi mossi risultano pienamente contestabili - si legge nel documento -, sia perché la vicenda oggetto della contestazione è divenuta di dominio pubblico a seguito di articoli sulla stampa sia perché l’esposizione dei dati è avvenuta nel rispetto di un preciso obbligo di legge, cioè l’articolo 43 , comma 2 e 3 del D.Lgs n. 267 del 18 agosto 2000, per cui ogni consigliere ha diritto di ottenere tutte le notizie e le informazioni in possesso del Comune, utili all'espletamento del proprio mandato e il sindaco, o suo delegato, è tenuto a rispondere».
«Al momento di discutere l’interrogazione posi il problema di farlo a porte chiuse». Così il sindaco di San Vincenzo Alessandro Bandini che è anche presidente del consiglio comunale. «Venne fatta una riunione dei capi gruppo e poiché il fatto era noto essendo stato trattato anche sulla stampa locale fu deciso di proseguire la seduta pubblica. Nella lettera di contestazione si fa riferimento specifico all’aver trattato dello stato di salute del dipendente». A quanto ammonti l’ammenda non è dato sapere, ma in questi casi la cifra è di qualche decina di migliaia di euro. «Faremo opposizione perché a quanto pare i chiarimenti richiesti forniti nel febbraio del 2017 non sono stati ritenuti sufficienti dal garante».
Il 16 agosto scorso il garante per la protezione dei dati personali ha sollevato una contestazione amministrativa ritenendo violata la norma che vieta la diffusione dei dati sullo stato di salute. E a ruota la giunta sanvincenzina ha provveduto ad affidare l’incarico di difesa all’avvocato Massimo Novi di Perignano. Nella delibera numero 214 del 29 agosto si mette in luce la linea di difesa dell’ente. «I rilevi mossi risultano pienamente contestabili - si legge nel documento -, sia perché la vicenda oggetto della contestazione è divenuta di dominio pubblico a seguito di articoli sulla stampa sia perché l’esposizione dei dati è avvenuta nel rispetto di un preciso obbligo di legge, cioè l’articolo 43 , comma 2 e 3 del D.Lgs n. 267 del 18 agosto 2000, per cui ogni consigliere ha diritto di ottenere tutte le notizie e le informazioni in possesso del Comune, utili all'espletamento del proprio mandato e il sindaco, o suo delegato, è tenuto a rispondere».
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