Il lutto
Ammoniaca in mare M5S: «Franchi doveva vietare la balneazione»
Rosignano, il Movimento 5 Stelle chiede al Comune e alla dirigenza Solvay chiarezza dopo lo sversamento di ammoniaca e la moria di pesci
ROSIGNANO. «Immobilismo e paralisi nella gestione dell'accaduto, sindaco e dirigenza Solvay chiariscano quanto successo davanti ai cittadini». Lo sostiene il Movimento 5 Stelle dopo lo sversamento di ammoniaca in mare e la moria di pesci. «Un aspetto da evidenziare, per la gravità, è il fatto che il sindaco non abbia fatto altro che “aspettare”, prima i due rapporti Arpat e poi i risultati dell'esito degli esami sui pesci morti da parte dell'istituto di zooprofilassi, senza nel frattempo considerare di intraprendere alcuna azione motivata dal principio precauzionale, cioè quella condotta cautelativa indispensabile a fronte di emergenze non circoscritte e definite, ma pericolose per l'ambiente e la salute umana. Sarebbe stato necessario - spiega Francessco Serretti - impedire immediatamente la balneazione, ma non è stato fatto. Ringraziamo i cittadini che immediatamente hanno allertato Arpat, ancora prima che lo facesse l'azienda. Sindaco e Assessore all’Ambiente hanno palesato un immobilismo preoccupante nel gestire l'accaduto, una paralisi incomprensibile quando è chiamato in causa l’interesse primario della salute pubblica e della tutela del nostro territorio. Solamente nel tardo pomeriggio di sabato, dopo 4 giorni di attese, apprendiamo della conferenza stampa del Sindaco con qualche dichiarazione concreta sull'accaduto».
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«Finalmente il Comune chiede a Solvay una spiegazione, pubblica e dettagliata, sull'incidente che il 29 agosto - dice Elisa Becherini - Valutiamo come positive le dichiarazioni rilasciate in conferenza stampa dal Sindaco, in particolare la determinatezza nel chiedere una modifica dell'Autorizzazione Integrata Ambientale al Ministero affinchè siano resi obbligatori gli investimenti per aumentare i livelli di sicurezza, come anche la richiesta da inoltrare al Comitato Tecnico Regionale, con competenza sulla sicurezza industriale, di rivedere il Piano di emergenza esterno maggiormente restrittivo. Ma queste richieste vanno ribadite in un' assemblea pubblica». Conclude Mario Settino: “Un impegno esplicitato davanti alla cittadinanza, sia dell'amministrazione comunale sia della dirigenza Solvay, è doveroso. Un'occasione utile anche a fare chiarezza una volta per tutte sull'esito del patteggiamento accordato a Solvay dal Tribunale di Livorno, avente come conseguenza l'imposizione che l'Azienda ha ricevuto di effettuare bonifiche, entro il 2015, per un valore di 7 milioni di euro, sul quale è calata una cappa di omertà intollerabile».
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