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Villa Godilonda, l’ordinanza resta carta straccia - Foto

Villa Godilonda, l’ordinanza resta carta straccia - Foto

Castiglioncello: scritte, vetri rotti, recinzione inesistente. Ma dal 13 giugno non è stato fatto nulla

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CASTIGLIONCELLO. Bisogna chiudere gli occhi, godere del silenzio rotto solo dalla risacca del mare, per arrivare ad immaginarsi, oggi, Gabriele d’Annunzio affacciato ad uno degli speroni rocciosi che si aprono sulla baia della Cianciafera ad esclamare “godi l’onda”.

Da qui il nome di quella villa, costruita nel 1902 dall’ingegner Montel, che ospitò il Vate e che si affaccia sul golfo di Castiglioncello. Davanti, sull’altra estremità della baia, villa La Prora un tempo proprietà della della famiglia Mastroianni. Ci vuole immaginazione, oggi, per rivedere il fascino retrò di questa villa: la sua piscina riscaldata, il suo parco di 9000 metri quadrati ben curato.

Una villa di pregio storico, sfregiata, deturpata da scritte, vetri rotti, bottiglie di plastica, da pezzi di muro che cadono, da porte e finestre sfondate. Eppure il sindaco il 15 giugno scorso ha emesso un’ordinanza affinché i proprietari della villa circondassero, così come era fino ad alcuni anni fa, l’intero giardino.
Un’ordinanza emessa per motivi di sicurezza, proprio per impedire che balordi potessero entrare all’interno della struttura. Fantasmi che lasciano tracce indelebili non solo all’interno e all’esterno della villa, ma anche sui fabbricati utilizzati fino alla fine degli anni ’80 come beauty farm. Su piazza della Torre, a Castiglioncello, si apre un cancello che conduce ad uno stretto viottolo.

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Un passaggio pubblico che costeggia il parco che fino a circa un’anno fa era protetto percjé recintato da una rete metallica che segnava l’inizio della proprietà privata.

Oggi tutto è aperto ed è dunque facile accedere a quei vialini tra i lecci che conducono direttamente alla villa. E’ facile entrare e qualcuno lo ha fatto, deturpando e distruggendo un’immobile di prestigio posto tra il mare e il centro di Castiglioncello. Il silenzio, la mattina, avvolge il visitatore. Solo il profumo della macchia e del salmastro. Il viale degrada vero il mare e subito salta agli occhi ciò che rimane delle strutture utilizzate come beauty farm quando villa Godilonda era un albergo di lusso che ospitava attori, registi e cantanti di fama mondale. Scritte, muri scrostati, finestre rotte.

A destra ecco la villa: sul piazzale che fino a qualche anno fa ospitava auto di lusso, un cumulo di vetri rotti.
Anche la porta d’accesso è stata divelta così come le finestre: tutt’attorno scritte sui muri.
Da lontano le scritte appaiono chiare anche all’interno della villa dove un tempo si trovavano le camere o i mini appartamenti. Uno sfregio agli occhi per coloro che ricordano i fasti passati che può essere consolato solo guardando verso il basso.

Là dove l’onda ancora batte sugli scogli scuri, dove la Cianciafera, la piccola baia che porta il nome di una contessa, risplende nei bagliori di un’acqua ancora molto azzurra.

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