Il Tirreno

Emodinamica, nuova sollecitazione sui dati della Bassa Val di Cecina

Un'assemblea pubblica del Coordinamento sull'ospedale di Cecina
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Un'assemblea pubblica del Coordinamento sull'ospedale di Cecina

Cecina, il Coordinamento per la difesa dell’ospedale di Cecina torna ad incalzare Azienda sanitaria Toscana Nord ovest e il sindaco Samuele Lippi

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CECINA. «Mettete i dati sul tavolo». Il Coordinamento cittadino per la difesa dell’ospedale chiede i dati in possesso dell’Azienda sanitaria e finalizzati allo «studio di fattività della localizzazione di una sala di emodinamica non solo nell’ospedale di Piombino, ma in tutta l’area compresa tra Livorno e Grosseto, territorio non coperto dal servizio di rete tempo dipendente dell’infarto. Oltre a ciò chiede lo studio redatto dal dottor Testa per poter comparare i dati che sosterranno la proposta di collocamento della sala di emodinamica».

Il coordinamento cittadino vuole vederci chiaro nelle scelte dell’Asl e della Regione Toscana, non solo vuole che il sindaco di Cecina Samuele Lippi si assuma le proprie responsabilità e mantenga le promesse fatte. «È sufficiente la copertura salvavita che hanno oggi gli infartuati di Cecina e dei paesi collinari? ». La domanda fa leva su quanto affermato dal cardiologo dell’ospedale Claudio Marabotti: «Non ho i numeri e una casistica, ma posso ragionevolmente ipotizzare per la mia esperienza che non più del 20% dei pazienti rientrino nei tempi stabiliti», cioè i tempi standard utili per poter curare l’infarto. «E cosa succede al rimanente 80%? ».

Il Coordinamento chiede di conoscere quei numeri e quella casistica dei pazienti infartuati trattati entro e fuori le linee guida internazionali. «Abbiamo in mano solo la promessa di Lippi di fare uno studio preliminare di fattibilità. Però, dalla Regione non vi è stato alcun riscontro e, dallo stato dei fatti, al di là delle parole del sindaco e della direttrice generale dell’Asl Toscana Nordovest Maria Teresa De Lauretis, la Regione ha solo stabilito che lo studio di fattibilità riguardi solo l’ospedale di Piombino». Il Coordinamento chiede di poter conoscere la realtà alla base della scelte che verranno prese. «Nessuna analisi realizzata sulla copertura dei cittadini cardiopatici in termini di tempi di risposta salvavita a chi è colpito, oggi, da infarto. Nessuna risposta alla nostra domanda di chiarezza. Per la risoluzione del “buco nella rete” cardiologica, per la cura delle malattie cardiologiche tempo dipendenti, solo parole e rimpalli, quindi, tra Lippi, Gianni Anselmi e Stefania Saccardi che hanno pubblicato sulla stampa versioni completamente diverse. Eppure in Bassa Val di Cecina si continua a morire soprattutto per patologie cronico-degenerative come malattie cardio-vascolari, arteriosclerotiche, ictus in modo superiore rispetto al resto della Toscana».

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