Il Tirreno

Una piazza intera dice no al rigassificatore

di Alessandra Bernardeschi
Una piazza intera dice no al rigassificatore

Si allarga il fronte contrario all’impianto, oltre 250 persone all’assemblea Menconi: «Servono fondi per proseguire il ricorso contro il piano del 2010» 

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VADA. Parte da piazza Garibaldi, a Vada, la richiesta di sottoscrizione da parte del Comitato del No al rigassificatore per raccogliere fondi così da proseguire la battaglia legale iniziata nel 2011 contro la realizzazione di un terminal gas tra Rosignano Solvay e Vada. E i cittadini hanno risposto numerosi all’appello. Circa 250 le persone che si sono radunate nella centrale piazza Garibaldi; tra queste il sindaco Alessandro Franchi, l’assessore all’urbanistica Margherita Pia e Luca Agostini capogruppo in consiglio comunale del Pd. E proprio Franchi e Agostini hanno ribadito la volontà, confermata da atti pubblici, di presentare ricorso al Tar contro la non assoggettabilità a Via dell’ultimo progetto presentato da Edison.

Il nodo dei ricorsi. A spiegarlo Mario Baldeschi e Augusto Menconi del Comitato No al rigassificatore. In sintesi: «l’attuale ricorso al Tar presentato anche dal Comune è per chiedere l’assoggettabilità alla Valutazione di impatto ambientale dell’ultima Variante al progetto presentata da Edison. Se venisse perso il ricorso, automaticamente andrebbe bene il progetto che Edison ha presentato nel 2010; infatti quel progetto ha ottenuto la Via. Per questo è importante andare avanti con il primo ricorso al Tar presentato dal Comitato nel 2010 e che è ancora pendente al Tar del Lazio. Dobbiamo dimostrare continuità di interesse e solo il Comitato può farlo perché è stato il solo ad aver fatto ricorso al primo progetto».

Il nuovo progetto. Spetta a Augusto Menconi, ingegnere che ha ricevuto l’applauso della piazza perché da anni segue tutto l’iter relativo al rigassificatore, entrare nei particolari del nuovo progetto Edison: dall’allungamento del pontile, alla condotta criogenica, dalle metaniere che attraccheranno a Vada fino all’interdizione di un vasto tratto di mare che complicherebbe non poco la navigazione delle imbarcazioni da turismo. «Se con una barca da Castiglioncello vogliono arrivare a Vada - ha detto Mario Baldeschi - debbono passare dal Faro».

Coldiretti. Secco e duro il no della Coldiretti. A parlare il presidente dell’associazione Simone Ferri Graziani: «il progetto del rigassificatore è sbagliato - ha detto - ed è sbagliato il concetto di sviluppo multipolare. E’ un concetto vecchio rispetto alle possibilità di questo territorio. Si tratta di un impianto che avrebbe un impatto devastante per le nostre imprese e non solo per quelle turistiche ma anche per le imprese agricole. Come possiamo pensare che l’olio o il vino prodotto su questo territorio abbia più valore. L’origine di un prodotto ha valore se quel territorio ha valore».

Il fronte del no si allarga: a prenderne atto è il sindaco: «Siamo contrari a questo progetto anche politicamente perché non lo riteniamo assolutamente compatibile con il territorio dove esiste un’economia industriale ma anche agricola e turistica. Questo progetto disequilibria e peggiora la situazione sia a livello ambientale che di rischio. Lo abbiamo detto al ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti e alla Regione Toscana anch’essa contraria alla variante. Se fino a qualche anno fa i cittadini e le associazioni erano spaccate, oggi il fronte del no è comune e comprende le istituzioni, i sindacati del parco industriale, le associazioni degli operatori commerciali, gli artigiani, molte delle forze politiche presenti in consiglio comunale. Inoltre la maggior parte dei cittadini ha espresso in maniera inequivocabile la contrarietà al rigassificatore. Dobbiamo pretendere che ci ascoltino, il territorio deve crescere in maniera equilibrata. Il fronte adesso è largo e comune. Porteremo avanti il ricorso al Tar e con un fronte così compatto ci sentiamo più forti».

La raccolta fondi. Alla fine dell’assemblea una fila di persone ha lasciato il proprio contributo al Comitato per coprire le spese legali. «Le assemblee sono importanti - a ha detto Menconi - perché i cittadini devono essere informati di cosa prevede il progetto di rigassificazione presentato da Edison».

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