Proteste
Striscia blu al posto della bianca
di Manolo Morandini
S. Vincenzo, sosta a pagamento a Rimigliano: la segnaletica non corrisponde a quella dell’ordinanza
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SAN VINCENZO. Una lunga linea blu. Corre per chilometri sul lato monte di via della Principessa. A San Vincenzo, tra gli ingressi uno e cinque del parco costiero di Rimigliano è il colore dominante da quando la giunta comunale con la delibera numero 91 del 13 aprile di quest’anno ha deciso di estendere anche su quel lato della strada il regime di sosta a pagamento. Il cambio ha suscitato più di un mal di pancia e qualche schermaglia politica anche in casa Pd. Tutto archiviato. Chi sceglie quel tratto di costa mette in conto, al netto delle agevolazioni per residenti, che raggiungerla in auto ha un costo. Eppure tra la realtà e le carte dell’amministrazione comunale c’è uno scarto. Con regole che sulla strada non sembrano trovare la giusta corrispondenza. In pratica, la linea blu c’è anche dove non dovrebbe esserci. E l’effetto è che si è indotti a pagare anche dove non è previsto.
La regola dei buchi. Il buco più stretto è largo 240 metri. Il più grande 550. Lungo il viale della Principessa a San Vincenzo, stando all’ordinanza numero 94 del 9 giugno, di questi vuoti ce ne sono sei, tutti sul lato monte in corrispondenza del parco costiero di Rimigliano. Dovrebbero indicare le zone a sosta libera per mitigare l’impatto del nuovo regime che ha esteso il pagamento dall’1 giugno al 30 settembre anche la sosta su quel lato della strada su indicazione della delibera di giunta numero 91 del 13 aprile di quest’anno. Invece, è sufficiente percorrere la strada per constatare che la realtà è di tutt’altro genere.
Le strisce bianche sull’asfalto non si trovano dove dovrebbero essere. E neppure c’è una segnaletica verticale che individua i tratti in cui si può lasciare l’auto liberamente. Questo tra il cancello uno e il numero cinque del parco costiero. È in questi confini che sta l’inghippo.
L’incasso in più. A spanne la stima è che lungo quel tratto di parco, tra i cancelli 1 e 5, ci siano circa ottanta stalli per cui il Comune riscuote una tariffa non dovuta. Del resto, qualche polemica non è mancata neppure rispetto alla tempistica della messa a regime della sosta a pagamento. Dall’1 giugno i parcometri sono entrati in funzione, mentre l’ordinanza “Via della Principessa, istituzione di zone di sosta subordinate al pagamento di una tariffa sul lato monte del tratto extraurbano comunale” è del 9 giugno. C’è un buco di otto giorni in cui chi ha parcheggiato ha pagato comunque.
Qui Palazzo comunale. Provando a chiedere ragione di quel che dalle carte non sembra trovare riscontro nella realtà non si ottiene risposta. Anzi si replica indicando che dall’altezza del fosso di Botro ai Marmi per un chilometro in direzione sud la sosta è libera e così, sempre sul lato monte, superato l’ingresso 5. Un’immagine che trova conferma sul campo ma che salta a piè pari quei chilometri tra gli ingressi 1 e 5 in cui quello che dispone l’ordinanza non trova rispondenza. Il Comune incassa e un automobilista non ha strumenti per scoprire se nel tratto in cui parcheggia deve o meno pagare. Dal 9 giugno è questo il regime su strada a Rimigliano.
La regola dei buchi. Il buco più stretto è largo 240 metri. Il più grande 550. Lungo il viale della Principessa a San Vincenzo, stando all’ordinanza numero 94 del 9 giugno, di questi vuoti ce ne sono sei, tutti sul lato monte in corrispondenza del parco costiero di Rimigliano. Dovrebbero indicare le zone a sosta libera per mitigare l’impatto del nuovo regime che ha esteso il pagamento dall’1 giugno al 30 settembre anche la sosta su quel lato della strada su indicazione della delibera di giunta numero 91 del 13 aprile di quest’anno. Invece, è sufficiente percorrere la strada per constatare che la realtà è di tutt’altro genere.
Le strisce bianche sull’asfalto non si trovano dove dovrebbero essere. E neppure c’è una segnaletica verticale che individua i tratti in cui si può lasciare l’auto liberamente. Questo tra il cancello uno e il numero cinque del parco costiero. È in questi confini che sta l’inghippo.
L’incasso in più. A spanne la stima è che lungo quel tratto di parco, tra i cancelli 1 e 5, ci siano circa ottanta stalli per cui il Comune riscuote una tariffa non dovuta. Del resto, qualche polemica non è mancata neppure rispetto alla tempistica della messa a regime della sosta a pagamento. Dall’1 giugno i parcometri sono entrati in funzione, mentre l’ordinanza “Via della Principessa, istituzione di zone di sosta subordinate al pagamento di una tariffa sul lato monte del tratto extraurbano comunale” è del 9 giugno. C’è un buco di otto giorni in cui chi ha parcheggiato ha pagato comunque.
Qui Palazzo comunale. Provando a chiedere ragione di quel che dalle carte non sembra trovare riscontro nella realtà non si ottiene risposta. Anzi si replica indicando che dall’altezza del fosso di Botro ai Marmi per un chilometro in direzione sud la sosta è libera e così, sempre sul lato monte, superato l’ingresso 5. Un’immagine che trova conferma sul campo ma che salta a piè pari quei chilometri tra gli ingressi 1 e 5 in cui quello che dispone l’ordinanza non trova rispondenza. Il Comune incassa e un automobilista non ha strumenti per scoprire se nel tratto in cui parcheggia deve o meno pagare. Dal 9 giugno è questo il regime su strada a Rimigliano.
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