Sicurezza
Meno uve in cantina la siccità si fa sentire
di Divina Vitale
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La raccolta delle uve biancheCastagneto: grappoli più asciutti, la qualità delle produzioni non è a rischio
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CASTAGNETO CARDUCCI. La vendemmia 2017 è partita, almeno per quanto riguarda i bianchi e alcuni rossi, nel bolgherese, a Riparbella e Castiglioncello. Davanti a un grande punto interrogativo, visto la siccità che ha accompagnato questa torrida estate. Di certo c’è la maturazione un po’ precoce di alcune varietà e di conseguenza l’anticipazione sulla raccolta di almeno un paio di settimane. Fa però ben sperare per le varietà bordolesi che caratterizzano le maggior parte dei super rossi bolgheresi l’abbassamento delle temperature e l’avanzamento dell’escursione termica tra il giorno e la notte. Grappoli magari un po’ asciutti, perché non hanno ricevuto la giusta quantità di acqua, però non pare a rischio la qualità mentre la quantità si attesta su un 20% meno, in generale e su alcune varietà anche a meno 50%.
Si è iniziato con lo chardonnay alle Macchiole, sauvignon blanc e viogner a Ornellaia, ancora bianco da Meletti Cavallari e sangiovese per la base spumante da Michele Satta e con il syrah a Tenuta di Biserno di Bibbona. Dalla prossima settimana partiranno tutti, anche coi rossi.
«Vendemmia difficile – spiega Giacomo Satta – anticipata e con una complicata maturazione fenolica. In alcuni casi 50% in meno di resa. Speriamo per le varietà tardive che faccia della pioggia ai primi di settembre».
«Un’annata precoce – dice Ranieri Orsini di Biserno – si parla di almeno dieci giorni di anticipo sui tempi di raccolta canonici. Noi raccogliamo le uve che daranno vita al rosè che per adesso garantisce ottimi profumi e una buona acidità».
«In Ornellaia, nell’area di Bolgheri – ha spiegato l’enologo Axel Heinz – la siccità ha sempre coinciso con grandi annate, vedi la 1998, 2006, 2011 e 2012, in quanto i nostri terreni alluvionali hanno una profondità atta a conservare l’acqua necessaria ai vigneti donandogli la qualità necessaria per arrivare alla vendemmia in perfette condizioni. Questa settimana abbiamo iniziato la vendemmia con i sauvignon blanc e i viogner, dopo l’ondata di caldo, arrivata nell’ultimo periodo, anche nella nostra area, adesso abbiamo temperature fresche con una perfetta escursione termica tra giorno e notte e avremo un’ottima vendemmia».
Anche a Podere La Regola di Riparbella è partita la vendemmia dei bianchi. «Siamo partiti con il gros manseng e chardonnay – afferma Flavio Nuti –. Uve che utilizziamo per il nostro spumante metodo classico. Poi andremo con vermentino e viogner e dalla prossima settimana merlot e syrah. I chicchi si presentano piccoli ma succosi si tratta di un annata di qualità ma non di quantità».
Sempre a Riparbella a Caiarossa vendemmia anticipata di una settimana. «Dal primo di marzo – dice l’enologo Julian Reneaud – abbiamo avuto soltanto 110 millimetri di pioggia contro i normali 300. Questa siccità molto precoce ci ha fatto prendere delle misure eccezionali sulla gestione della riserva idrica da fine aprile, eliminazione del cover crop, lavorazione del suolo, apporto di tralci sbriciolati per mantenere l’umidità, limitazione della lunghezza dei tralci tramite cimatura, di solito agivamo verso metà giugno». Che aggiunge: «Così siamo riusciti a mantenere un bel equilibrio e le piante non hanno sofferto. Ovviamente con queste condizioni climatiche, la pressione di malattie come l’oidio e la peronospora era bassissima. Siamo riusciti a smettere con i trattamenti da inizio luglio. Questo è molto positivo perché ha permesso lo sviluppo della popolazione di lieviti indigeni sui grappoli. Mi aspetto quindi delle belle fermentazioni con lieviti che esprimeranno la complessità del terroir in alta definizione».
Si soffre la mancanza di acqua anche all’azienda Fortulla a Castiglioncello. «È una vendemmia difficile – spiega Laura Marzari – troppo caldo e poca acqua. Gli invasi quest’inverno non si sono riempiti e quindi il vigneto ha sofferto la mancanza d’acqua».
Si è iniziato con lo chardonnay alle Macchiole, sauvignon blanc e viogner a Ornellaia, ancora bianco da Meletti Cavallari e sangiovese per la base spumante da Michele Satta e con il syrah a Tenuta di Biserno di Bibbona. Dalla prossima settimana partiranno tutti, anche coi rossi.
«Vendemmia difficile – spiega Giacomo Satta – anticipata e con una complicata maturazione fenolica. In alcuni casi 50% in meno di resa. Speriamo per le varietà tardive che faccia della pioggia ai primi di settembre».
«Un’annata precoce – dice Ranieri Orsini di Biserno – si parla di almeno dieci giorni di anticipo sui tempi di raccolta canonici. Noi raccogliamo le uve che daranno vita al rosè che per adesso garantisce ottimi profumi e una buona acidità».
«In Ornellaia, nell’area di Bolgheri – ha spiegato l’enologo Axel Heinz – la siccità ha sempre coinciso con grandi annate, vedi la 1998, 2006, 2011 e 2012, in quanto i nostri terreni alluvionali hanno una profondità atta a conservare l’acqua necessaria ai vigneti donandogli la qualità necessaria per arrivare alla vendemmia in perfette condizioni. Questa settimana abbiamo iniziato la vendemmia con i sauvignon blanc e i viogner, dopo l’ondata di caldo, arrivata nell’ultimo periodo, anche nella nostra area, adesso abbiamo temperature fresche con una perfetta escursione termica tra giorno e notte e avremo un’ottima vendemmia».
Anche a Podere La Regola di Riparbella è partita la vendemmia dei bianchi. «Siamo partiti con il gros manseng e chardonnay – afferma Flavio Nuti –. Uve che utilizziamo per il nostro spumante metodo classico. Poi andremo con vermentino e viogner e dalla prossima settimana merlot e syrah. I chicchi si presentano piccoli ma succosi si tratta di un annata di qualità ma non di quantità».
Sempre a Riparbella a Caiarossa vendemmia anticipata di una settimana. «Dal primo di marzo – dice l’enologo Julian Reneaud – abbiamo avuto soltanto 110 millimetri di pioggia contro i normali 300. Questa siccità molto precoce ci ha fatto prendere delle misure eccezionali sulla gestione della riserva idrica da fine aprile, eliminazione del cover crop, lavorazione del suolo, apporto di tralci sbriciolati per mantenere l’umidità, limitazione della lunghezza dei tralci tramite cimatura, di solito agivamo verso metà giugno». Che aggiunge: «Così siamo riusciti a mantenere un bel equilibrio e le piante non hanno sofferto. Ovviamente con queste condizioni climatiche, la pressione di malattie come l’oidio e la peronospora era bassissima. Siamo riusciti a smettere con i trattamenti da inizio luglio. Questo è molto positivo perché ha permesso lo sviluppo della popolazione di lieviti indigeni sui grappoli. Mi aspetto quindi delle belle fermentazioni con lieviti che esprimeranno la complessità del terroir in alta definizione».
Si soffre la mancanza di acqua anche all’azienda Fortulla a Castiglioncello. «È una vendemmia difficile – spiega Laura Marzari – troppo caldo e poca acqua. Gli invasi quest’inverno non si sono riempiti e quindi il vigneto ha sofferto la mancanza d’acqua».
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