Sicurezza
Biciclette, è sosta selvaggia poche rastrelliere a Marina di Cecina
Cecina, la sfida alla mobilità urbana sostenibile passa anche dall'attenzine per i ciclisti. Il caso del viale della Vittoria a Marina di Cecina invaso dalle biciclette lasciate in sosta dove non è consentito
CECINA. Viale della Vittoria a Marina di Cecina invaso dalle biciclette. La stagione estiva e l’esigenza più generale di realizzare una mobilità urbana sostenibile vanno di pari passo con l’utilizzo delle due ruote negli spostamenti quotidiani, tra cui quello di raggiungere la spiaggia o lo stabilimento senza dover girare per le strade di Marina alla ricerca di un parcheggio, che non sempre c’è. Raggiungere la spiaggia comodamente con la bicicletta può diventare, però, un problema nel momento in cui a mancare sono proprio i posti dove lasciare in sosta le due ruote. E così, in assenza di un numero sufficiente di rastrelliere o di spazi dedicati alla sosta delle biciclette, capita di vederle legate, o semplicemente, appoggiate, ovunque.
I pali dedicati all’illuminazione pubblica sono la soluzione più comoda e immediata, e una volta esauriti quelli a disposizione sul viale della Vittoria è possibile vederle legate ai cancelli e alle reti di recinzione delle abitazioni private, ai lati delle panchine o semplicemente appoggiate sui muri delle case. Completamente invasi i vialetti che portano in spiaggia, dove le biciclette sono una sull’altra e legate tra loro. Il numero di rastrelliere posizionate a Marina di Cecina è del tutto insufficiente a contenere la richiesta estiva di residenti e turisti che raggiungono la spiaggia o semplicemente il lungomare sulle due ruote, costretti a ingegnarsi per lasciarle in sicurezza ed evitarne il furto. Questo, probabilmente, spiega il motivo per cui l’ordinanza del sindaco, Samuele Lippi, la numero 40 del 2015, è rimasta sostanzialmente inapplicata.
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Un’ordinanza con la quale si dichiarava guerra agli indisciplinati della sosta delle due ruote e che prevede la rimozione delle biciclette depositate al di fuori delle rastrelliere, fissate agli arredi pubblici o ai monumenti. Queste, stando all’ordinanza, dovrebbero essere rimosse e portate nel deposito all’interno dei magazzini comunali, dove restano custodite per trenta giorni. Nel caso in cui il proprietario non reclama la restituzione vengono rottamate altrimenti è necessario dimostrare la proprietà della bici con la chiave del lucchetto o la combinazione per l’apertura della chiusura, salvo pagare per la rimozione e la sosta in divieto. Un’ordinanza con la quale, inizialmente, si è riusciti a togliere dalle strade le biciclette fuori posto e palesemente abbandonate.
Diverso è il caso delle biciclette che girano per Marina dove, in mancanza di rastrelliere qualsiasi arredo urbano viene trasformato in parcheggio. Non viene risparmiata neanche la struttura in bianco recentemente realizzata all’altezza dei bagni Bisori, una sorta di porta sul mare dove capita spesso di vedere biciclette legate ai pali laterali.
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