Il Tirreno

Semestre con il segno più per la Bcc di Castagneto

Semestre con il segno più per la Bcc di Castagneto

Utile di 2 milioni di euro, crescono impieghi, depositi e patrimonializzazione L’istituto si prepara ai passaggi legati alla riforma del credito cooperativo 

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CASTAGNETO CARDUCCI. Un semestre in crescita per la Banca di credito cooperativo di Castagneto Carducci. Approvato nella seduta del 9 agosto dal consiglio di amministrazione dell’istituto il bilancio al 30 giugno che conferma la crescita delle masse amministrate. Gli impieghi a clientela aumentano di 70 milioni rispetto a fine 2016 e di 87 milioni (+10%) rispetto a giugno 2016. Mentre la raccolta diretta da clientela registra una crescita di 45 milioni rispetto a dicembre 2016 e di 100 milioni (+12%) sullo stesso periodo dello scorso anno.

Il livello di patrimonializzazione ovvero il Cet 1 ratio, cioè il numero che esprime il rapporto tra il capitale ordinario versato (Tier1) e le attività ponderate per il rischio, si attesta a giugno oltre il 13% rispetto a un valore di riferimento minimo indicato per il sistema bancario del 10, 5%. «Il livello di Cet 1 – dice il direttore generale Fabrizio Mannari – è l’indicatore universalmente utilizzato per misurare il livello di patrimonializzazione delle banche, dovrebbe in realtà essere letto congiuntamente a quello della crescita degli impieghi e dell’attivo in generale. Ci sono infatti molte banche che sbandierano livelli di Cet 1 molto elevati ma che sono tali solo perché non investono, e quindi l’attivo di quegli intermediari cresce poco. La vera sfida è, come nel nostro caso, riuscire a coniugare la crescita degli impieghi con il mantenimento di livelli di patrimonio in grado di supportare la crescita della banca anche negli anni a venire».

L’utile del primo semestre supera i 2 milioni di euro, «a conferma della capacità ormai consolidata della banca di produrre reddito», sottolinea Mannari. È proseguita inoltre la politica, intrapresa negli ultimi anni, di svalutazione dei crediti deteriorati: anche nel primo semestre di quest’anno sono stati accantonati per tale finalità 2, 5 milioni di euro, grazie ai quali la copertura dei crediti problematici è salita a quota 43%. «È un dato già molto buono di per sé e che diventa straordinario se letto congiuntamente a quello dell’incidenza dei crediti deteriorati lordi sugli impieghi complessivi, che scende a giugno sotto l’11% – sottolinea il direttore generale –, circa la metà del livello medio del sistema bancario italiano».

La Bcc di Castagneto impiega 130 dipendenti dislocati in 22 filiali oltre alla sede centrale di Donoratico. Il dato dell’efficienza è evidenziato dalle masse amministrate pro-capite che si attesta a circa 14 milioni, ovvero il 25% in più della media regionale, e dall’andamento dei costi operativi, ridottisi in un anno di circa 200. 000 euro a fronte di una crescita della struttura. Il cost income, il principale indicatore di efficienza della gestione, si attesta a giugno al 64%, tre punti in meno del dato di fine 2016.

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