Il Tirreno

artigiani: la storia 

Forno a cielo aperto, s’impara a lavorare l’argilla

Forno a cielo aperto, s’impara a lavorare l’argilla

Per un giorno le terrecotte Bitossi hanno aperto le porte per un laboratorio creativo

2 MINUTI DI LETTURA





CECINA. Per raccontare la giornata al laboratorio Bitossi Terrecotte, un’azienda storica di Cecina che ha superato gli 80 anni di vita, basta guardare la mensola che ospita i modelli in creta composti da quasi 50 bambini: sirenette e stelle marine, pesci e draghi. Un inno all’estro e alla creatività che i figli dei residenti e dei turisti hanno lasciato in attesa, a settembre, di ritirarli dopo che le fiamme ne avranno scolpito i contorni. Un salto indietro nel tempo, alla scoperta del lavoro manuale, senza il sostegno di calcolatori e programmi, ma solo della propria passione. Ad organizzare l’iniziativa, il gruppo culturale ricreativo “Il Mattone” di Pontedera, l’associazione Esart e la libera scuola per l’arte, lo spettacolo e la cultura Academy. Padrone di casa le sorelle Giovanna e Lucia Bitossi, che hanno accolto gli ospiti nel loro regno di artigianato artistico, famoso in tutta Europa.

Il forno a cielo aperto, costruito in fibra dalla mattina con l’aggiunta di quattro griglie in ferro, ha ospitato la riproduzione pressoché fedele di un’anfora etrusca ritrovata nella nostra zona. Alta 90 centimetri e realizzata dalla professoressa Beatrice De Laurentiis, ospita alla base le onde del mare ed è avvolta da un tralcio di vite: un riferimento esplicito agli elementi che caratterizzano il territorio. Una piccola opera d’arte piaciuta al sindaco Samuele Lippi e all’assessore alla cultura Giovanni Salvini, che l’hanno chiesta per esporla in Comune. L’idea di spiegare agli appassionati come la terracotta si possa modellare e trasformare in oggetti di pregio e gusto è piaciuta agli amministratori al punto di inserirla con una data fissa nel calendario 2018 degli appuntamenti estivi.

Non soltanto i ragazzini, affascinati da un mestiere slegato dalla tecnologia, hanno applicato i consigli dei maestri e scelto una figura mitologica e marina da riprodurre, mentre i vasai mostravano l’utilizzo del tornio, altro strumento tecnico e basilare. Un viaggio affascinante tra i segreti del laboratorio di via Carlo Ginori. Tutto questo riassunto poco dopo le dieci di sera, dall’apertura del forno e dalla scoperta dell’anfora, cotta a centinaia di gradi per ottenere profilo e robustezza. (m.f.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Toscana

Camaiore, addio a Giuseppe Vecoli: conosciuto commerciante con la passione per le moto

di Roy Lepore