Il Tirreno

Una città cardioprotetta il progetto a quota venti

di Maria Meini
Una città cardioprotetta il progetto a quota venti

È stato installato il 20° defibrillatore nella zona di piazza XX Settembre  col contributo di tanti privati e commercianti. Pacchini: «Traguardo importante»

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CECINA. Il progetto si chiama “Cecina cuore” ed è partito l’anno scorso, nel 2016, con l’acquisto, grazie al contributo di privati e fondazioni, dei primi defibrillatori. L’obiettivo è quello di rendere la città più sicura, “cardioprotetta”, con la creazione di una rete di strumenti salvavita pubblici, posizionati all’esterno - su strade e piazze - e l’addestramento di personale all’uso dei macchinari e alle manovre rianimatorie. La rete salvavita si espande: è stata inaugurata in questi giorni, infatti, la ventesima postazione pubblica Dae, installata in piazza XX Settembre 7 e donata da numerosi commercianti e professionisti che lavorano nella zona. Sono stati loro stessi - spiegano a Palazzo civico - a contattare Andrea Santini, promotore del progetto Cecina cardioprotetta e formatore per l’utilizzo degli apparecchi salvavita, per donare il defibrillatore. «Festeggiamo la 20ª postazione Dae - dice la consigliera comunale Meris Pacchini, delegata al progetto cuore -: la rete si espande grazie alla sensibilità e al sostegno dei commercianti e dei professionisti che vivono e lavorano nella zona del ponte. Grazie a loro e grazie alle associazioni di volontariato e culturali, per le altre postazioni già presenti nel nostro comune. Tutti insieme si vince la sfida è si raggiunge il traguardo perché l'unione fa la sicurezza di Cecina». Pacchini, che lavora come infermiera nel reparto di cardiologia dell’ospedale di zona, ricorda che Cecina ha scelto di diventare città cardioprotetta ed ha tracciato una mappa della postazioni necessarie per la sicurezza-cuore, che viene stabilita in base al numero dei residenti. E registrata dal 118. «Ci stiamo avvicinando al numero indicato - dice -: in tutto sono circa 25 le postazioni pubbliche che dovremmo avere, e in nemmeno un anno siamo molto prossimi a raggiungere l’obiettivo, grazie alla sensibilità di molti cittadini e operatori commerciali». Il prossimo obiettivo? Dotare tutte le scuole di defibrillatore, così come gli stabilimenti balneari e la pineta (che già è coperta per due chilometri e mezzo) in collaborazione con il Comune di Bibbona. Pacchini ricorda ancora che in Italia le morti improvvise sono 70mila l’anno e la percentuale di sopravvivenza è del 26%, contro il 50% e oltre dei paesi nord europei, dove la cardioprotezione è diffusa in modo capillare e fino dall’età scolastica si insegna ai ragazzi la pratica delle manovre salvavita.

L’importanza del progetto cuore a Cecina ha avuto un involontario testimonial: il signor Giorgio Podda, che nel marzo scorso fu salvato grazie all’uso di un defibrillatore pubblico. E volle ringraziare tutti i suoi “angeli” (tre cittadini generosi e preparati: Enrico Bertini, assistente capo della polizia di stato, Barbara Ceppatelli, insegnante elementare, e Alessandro Gaglio) incontrandoli a Palazzo civico.



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