La manifestazione
Nudisti multati: caso in Parlamento
Sull’episodio successo tra Bibbona e Castagneto l’interrogazione di due deputati
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CASTAGNETO. Approda in Parlamento il caso dei nudisti multati dalla polizia tra Marina di Bibbona e Donoratico. In seguito a una segnalazione fatta da Anita (acronimo per Associazione dei naturisti italiani) all’on. Gessica Rostellato dei 5 Stelle, la deputata ha presentato una interrogazione parlamentare insieme al collega del Partito democratico Luigi Lacquaniti. I deputati Rostellato e Lacquaniti interrogano il ministro Orlando sulle multe comminate a cinque turisti naturisti, tra cui una coppia di marito e moglie, che si trovavano sulla spiaggia tra Marina di Bibbona e Marina di Castagneto-Donoratico.
«Sul quotidiano on line Il Tirreno, edizione Cecina-Rosignano del 22 luglio - ricordano - è apparsa la notizia dell'erogazione di una sanzione di 3.333 euro a testa per cinque turisti naturisti perché facevano il bagno completamente nudi. Si legge infatti che cinque turisti del nord Italia (quattro uomini e una donna) sono stati sanzionati dalla polizia con un verbale di 3.333 euro ciascuno. Facevano i nudisti nella zona della Fossa Camilla, nel comune di Castagneto Carducci, una spiaggia tradizionalmente frequentata dagli appassionati di naturismo, il cui via libera dall'amministrazione comunale, però, non è mai arrivato. I 5 turisti, tutti italiani, sono stati invitati a rivestirsi immediatamente ed è stata contestata loro la violazione all’articolo 726 del Codice penale (Atti contrari alla pubblica decenza) con una multa totale di 16.666 euro (3.333 per ogni multa)».
Già da tempo i due deputati si sono interessati alla questione naturismo, «penalizzato ancora di più - ricorda l’associazione Anita in un comunicato - a causa delle costose multe a carico dei naturisti, da quando l'articolo 726 del Codice penale "Atti contrari alla pubblica decenza" non é più ritenuto un reato penale ma depenalizzato in sanzione amministrativa. Nonostante i vari atti parlamentari presentati dai due deputati - prosegue Anita - al fine di tutelare e salvaguardare tale pratica, nonché le numerose sentenze che più volte hanno sottolineato come il naturismo non sia da ritenere un atto contrario alla pubblica decenza, ancora una volta a pagare sono i naturisti».
I due deputati hanno chiesto pertanto al ministero della Giustizia «se intende, una volta per tutte, escludedere la pratica del naturismo da quelle sanzionabili ai sensi dell'art. 726 del codice penale, alla luce anche della sentenza della Corte di Cassazione (n.3557 del 2000), la quale ha affermato che il naturismo non sia assolutamente da considerare indecente, se praticato in luoghi adatti».
«Sul quotidiano on line Il Tirreno, edizione Cecina-Rosignano del 22 luglio - ricordano - è apparsa la notizia dell'erogazione di una sanzione di 3.333 euro a testa per cinque turisti naturisti perché facevano il bagno completamente nudi. Si legge infatti che cinque turisti del nord Italia (quattro uomini e una donna) sono stati sanzionati dalla polizia con un verbale di 3.333 euro ciascuno. Facevano i nudisti nella zona della Fossa Camilla, nel comune di Castagneto Carducci, una spiaggia tradizionalmente frequentata dagli appassionati di naturismo, il cui via libera dall'amministrazione comunale, però, non è mai arrivato. I 5 turisti, tutti italiani, sono stati invitati a rivestirsi immediatamente ed è stata contestata loro la violazione all’articolo 726 del Codice penale (Atti contrari alla pubblica decenza) con una multa totale di 16.666 euro (3.333 per ogni multa)».
Già da tempo i due deputati si sono interessati alla questione naturismo, «penalizzato ancora di più - ricorda l’associazione Anita in un comunicato - a causa delle costose multe a carico dei naturisti, da quando l'articolo 726 del Codice penale "Atti contrari alla pubblica decenza" non é più ritenuto un reato penale ma depenalizzato in sanzione amministrativa. Nonostante i vari atti parlamentari presentati dai due deputati - prosegue Anita - al fine di tutelare e salvaguardare tale pratica, nonché le numerose sentenze che più volte hanno sottolineato come il naturismo non sia da ritenere un atto contrario alla pubblica decenza, ancora una volta a pagare sono i naturisti».
I due deputati hanno chiesto pertanto al ministero della Giustizia «se intende, una volta per tutte, escludedere la pratica del naturismo da quelle sanzionabili ai sensi dell'art. 726 del codice penale, alla luce anche della sentenza della Corte di Cassazione (n.3557 del 2000), la quale ha affermato che il naturismo non sia assolutamente da considerare indecente, se praticato in luoghi adatti».
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