Sicurezza
Chiazza oleosa in mare vietata la balneazione
Avvistata nelle acque davanti alla marina di Vada, a sud del fosso Circolare Arpat ha effettuato i prelievi, ordinanza del sindaco che interdice anche l’arenile
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VADA. Vietata la balneazione nelle acque davanti alla marina di Vada, nel tratto a sud del fosso Circolare. L’ordinanza del sindaco è arrivata nella tarda mattina di ieri, dopo che nei pressi del porticciolo di Vada è stata avvistata una chiazza d’olio in mare. Turisti e pescatori che frequentano la zona hanno allertato il Comune della presenza della chiazza, temendo tra l’altro che potesse in qualche modo nuocere non solo all’ambiente ma anche alla salute dei bagnanti.
Il sopralluogo effettuato dal personale tecnico del Comune di Rosignano e dell’Ufficio locale marittimo di Vada, si legge in una nota dell’amministrazione, «ha confermato la presenza di uno sversamento di idrocarburi provenienti dal mare, nello specchio d’acqua antistante il fosso Circolare e la relativa battigia, per una estensione di circa metri 70 a sud del suddetto fosso». Il fosso in questione è quello lungo la marina di Vada, a ridosso delle casette dei pescatori.
Gli uffici comunali hanno contattato l’Arpat e e una ditta specializzata per l’intervento di ripristino, in modo da eliminare in breve tempo, con appositi strumentazioni, l’idrocarburo disperso in mare. Inoltre, a scopo cautelativo, per la tutela della salute pubblica il primo cittadino ha deciso di interdire l’utilizzo dello specchio d’acqua e della battigia.
E con ordinanza sindacale n. 394/2017 si è provveduto all’interdizione temporanea del tratto di mare e del relativo primo metro di arenile a sud del fosso Circolare, per una lunghezza pari a settanta metri.
I tecnici Arpat sono andati a verificare lo sversamento davanti alla marina di Vada ed hanno prelevato alcuni campioni di acqua e di sabbia per effettuare sia l’analisi chimica, per capire di che tipo di idrocarburo si tratti, che le analisi microbiologiche, utili invece ai fini della balneazione. Il divieto si protrarrà almeno due giorni, dato che - come conferma l’Agenzia regionale per l’ambiente - i risultati delle analisi microbiologiche saranno pronti entro 48 ore,. Più lunghi i tempi di attesa per avere l’esito delle analisi chimiche (in genere sono necessari oltre dieci giorni).
Arpat fa però sapere che è abbastanza evidente che sembra evidente che la chiazza fosse un idrocarburo, ma probabilmente carburante perso da una delle tante imbarcazioni di passaggio davanti alla costa vadese o di quelle attraccate al porticciolo davanti alla marina.
Il sopralluogo effettuato dal personale tecnico del Comune di Rosignano e dell’Ufficio locale marittimo di Vada, si legge in una nota dell’amministrazione, «ha confermato la presenza di uno sversamento di idrocarburi provenienti dal mare, nello specchio d’acqua antistante il fosso Circolare e la relativa battigia, per una estensione di circa metri 70 a sud del suddetto fosso». Il fosso in questione è quello lungo la marina di Vada, a ridosso delle casette dei pescatori.
Gli uffici comunali hanno contattato l’Arpat e e una ditta specializzata per l’intervento di ripristino, in modo da eliminare in breve tempo, con appositi strumentazioni, l’idrocarburo disperso in mare. Inoltre, a scopo cautelativo, per la tutela della salute pubblica il primo cittadino ha deciso di interdire l’utilizzo dello specchio d’acqua e della battigia.
E con ordinanza sindacale n. 394/2017 si è provveduto all’interdizione temporanea del tratto di mare e del relativo primo metro di arenile a sud del fosso Circolare, per una lunghezza pari a settanta metri.
I tecnici Arpat sono andati a verificare lo sversamento davanti alla marina di Vada ed hanno prelevato alcuni campioni di acqua e di sabbia per effettuare sia l’analisi chimica, per capire di che tipo di idrocarburo si tratti, che le analisi microbiologiche, utili invece ai fini della balneazione. Il divieto si protrarrà almeno due giorni, dato che - come conferma l’Agenzia regionale per l’ambiente - i risultati delle analisi microbiologiche saranno pronti entro 48 ore,. Più lunghi i tempi di attesa per avere l’esito delle analisi chimiche (in genere sono necessari oltre dieci giorni).
Arpat fa però sapere che è abbastanza evidente che sembra evidente che la chiazza fosse un idrocarburo, ma probabilmente carburante perso da una delle tante imbarcazioni di passaggio davanti alla costa vadese o di quelle attraccate al porticciolo davanti alla marina.
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