Sicurezza
monteverdi: l’opposizione
Alla guerra dell’acqua «Ora Asa deve chiarire»
MONTEVERDI . «Per fare chiarezza sulla questione idrica l’opposizione va alla fonte»: comincia così una nota del gruppo di minoranza “Popolo libero” rappresentato dai consiglieri Alessio Anselmi,...
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MONTEVERDI . «Per fare chiarezza sulla questione idrica l’opposizione va alla fonte»: comincia così una nota del gruppo di minoranza “Popolo libero” rappresentato dai consiglieri Alessio Anselmi, Matteo Di Bello e Nevio Venturi (capogruppo), nota che prende spunto dalle recenti vicende dell’acqua rurale e della gestione dell’acquedotto. Secondo i tre consiglieri «in questi giorni a Monteverdi i rubinetti erogano, almeno all’apparenza, un’acqua di dubbia qualità», ma subito precisano che non è loro intenzione «fare querelle sulla questione idrica», bensì «fare chiarezza ed informare con precisione sull'argomento i cittadini. Significando che proprio la tematica acqua/acquedotti è stata la prima azione messa in atto dai consiglieri di opposizione appena nominati. Infatti già in data 12 giugno 2014 con lettera R/R chiedevamo al presidente ASA notizie sulla condotta dei pozzi del Cornia, sulle utenze servite, sulle manutenzioni ed in particolar modo sui consumi di energia elettrica».
La nota così prosegue: «I rapporti epistolari - sempre con lettere raccomandate - del gruppo consiliare di opposizione con Asa si sono succeduti in varie date. Detti dialoghi hanno coinvolto a più riprese anche l'amministrazione comunale ma ad onor del vero, sia la medesima che l'ente gestore sono apparsi più propensi a lasciar cadere in una latente complicità dette comunicazioni, forse ambedue mirati più a tutelare l'immagine della loro forza politica (PD) anzichè il benessere dei cittadini».
A fronte delle ripetute mancate risposte i tre consiglieri chiedono «a gran voce, anche a nome dei cittadini che fine hanno fatto 800 milioni incassati dal comune di Monteverdi Marittimo per il problema acquedotto? È sotto gli occhi di tutti che nel nostro territorio si è costruito molto e si continua a costruire, ma edificare significa incassare oneri di urbanizzazione e quindi è indispensabile che ad ogni metro quadrato edificato corrisponda un investimento proprio sulla risorsa idrica».
«Ed ancora – conclude la nota - si chiede all'amministrazione di spiegare ai nostri paesani perchè si è dato sempre una priorità ai lavori di immagine ed abbellimento del borgo anzichè mettere al primo posto la questione acqua potabile. Forse i muri faccia a vista, i passamano e quant'altro giovano all'immagine ed intronizzano la vanità molto più delle tubature idriche sotterranee? Insomma il comune ha fatto un pò come la madre di famiglia, che con i soldi destinati a soddisfare il fabbisogno alimentare della famiglia ha preferito comprare il vestito di seta lasciando i figli senza cena».
La nota così prosegue: «I rapporti epistolari - sempre con lettere raccomandate - del gruppo consiliare di opposizione con Asa si sono succeduti in varie date. Detti dialoghi hanno coinvolto a più riprese anche l'amministrazione comunale ma ad onor del vero, sia la medesima che l'ente gestore sono apparsi più propensi a lasciar cadere in una latente complicità dette comunicazioni, forse ambedue mirati più a tutelare l'immagine della loro forza politica (PD) anzichè il benessere dei cittadini».
A fronte delle ripetute mancate risposte i tre consiglieri chiedono «a gran voce, anche a nome dei cittadini che fine hanno fatto 800 milioni incassati dal comune di Monteverdi Marittimo per il problema acquedotto? È sotto gli occhi di tutti che nel nostro territorio si è costruito molto e si continua a costruire, ma edificare significa incassare oneri di urbanizzazione e quindi è indispensabile che ad ogni metro quadrato edificato corrisponda un investimento proprio sulla risorsa idrica».
«Ed ancora – conclude la nota - si chiede all'amministrazione di spiegare ai nostri paesani perchè si è dato sempre una priorità ai lavori di immagine ed abbellimento del borgo anzichè mettere al primo posto la questione acqua potabile. Forse i muri faccia a vista, i passamano e quant'altro giovano all'immagine ed intronizzano la vanità molto più delle tubature idriche sotterranee? Insomma il comune ha fatto un pò come la madre di famiglia, che con i soldi destinati a soddisfare il fabbisogno alimentare della famiglia ha preferito comprare il vestito di seta lasciando i figli senza cena».
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