Finanza
A fuoco rifiuti dentro la discarica
Incendio devasta un capannone a Scapigliato, Rea Impianti: «Dai video delle telecamere risulta autocombustione»
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ROSIGNANO. Fiamme all’interno del polo impiantistico di Scapigliato. L’incendio è divampato durante la notte fra martedì 1 agosto e ieri, e ha distrutto un capannone dove vengono temporaneamente lasciati cumuli di rifiuti in attesa di essere sottoposti a controlli a campione. Si tratta, come si legge in una nota della Rea Impianti, di «alcuni rifiuti in quarantena, depositati all’interno dell’apposito fabbricato in attesa dei risultati delle analisi chimiche. L’evento ha interessato una porzione dei rifiuti stoccati all’interno del fabbricato, mentre solo in parte le fiamme si sono propagate sui cumuli adiacenti».
Un’ora per domare le fiamme. L’incendio è divampato intorno alle 03.15, e a rendersi conto delle fiamme è stato un dipendente del servizio sorveglianza, che ha avvisato i vigili del fuoco, intervenuti con un mezzo dal distaccamento di Cecina e con una autobotte dalla centrale di Livorno. Per domare le fiamme è stata necessaria circa un'ora. Praticamente distrutti dal fuoco i materiali all’interno, ossia rifiuti speciali non pericolosi (scarti di edilizia e di lavorazioni industriali) che vengono lasciati nel capannone e analizzati prima di essere trasferiti sul fronte di discarica. «Già verso le ore0 4.30 - fa sapere la Rea - con l’intervento dei vigili del fuoco immediatamente allertati, l’incendio è stato ridotto a limitati focolai, definitivamente spenti nell’ora successiva. I vigili del fuoco hanno abbandonato l’area alle 7 dopo verifica della totale messa in sicurezza dell’area».
Rea: autocombustione. La Rea fa sapere che «tutto il materiale depositato nel fabbricato è stato allontanato e debitamente inumidito, ed è stato collocato in area di discarica, coperto con argilla in zona sicura attualmente non interessata dalla coltivazione. Rimarrà qui per un adeguato periodo di osservazione». L’evento è stato inoltre subito segnalato agli enti di competenza (Regione Toscana, Arpat Toscana, Asl 6 Zona Bassa Val di Cecina, Comune di Rosignano). Arpat, dal canto suo, fa sapere di aver ricevuto dettagliata spiegazione dell’accaduto da parte di Rea Impianti, e di valutare se effettuare o meno campionamenti sui materiali bruciati. Rea fa sapere che l’incendio ha causato danni alla struttura del fabbricato (di circa 360 mq), in particolare al tetto ed ai portoni. Gli altri impianti dell’area non hanno riportato alcun danno e, in particolare, l’adiacente cabina elettrica dell’impianto di biostabilizzazione ha proseguito la normale attività anche durante l’evento. Quanto alle cause delle fiamme «visionando le immagini delle telecamere dell’impianto, è stato possibile verificare che l’incendio è stato causato, a nostro giudizio, da un fenomeno di autocombustione dei rifiuti all’interno del fabbricato. Vista la limitata durata dell’evento e l’immediato contenimento della fase più critica, non si rilevano problematiche ambientali, né sono pervenute specifiche segnalazioni».
Ona: maggiore attenzione. Intanto l’Osservatorio nazionale amianto interviene sottolineando come «questa vicenda impone una maggiore attenzione per il rischio incendio, anche perché risulta essere la più grande della Toscana e quindi a maggior ragione le misure di sicurezza debbono essere implementate, con verifica dei tipi di materiali che hanno preso fuoco, al fine di verificare che effettivamente non ci siano rischi per le popolazioni legate alla contaminazione di terra, acqua e aria». (a.c.)
Un’ora per domare le fiamme. L’incendio è divampato intorno alle 03.15, e a rendersi conto delle fiamme è stato un dipendente del servizio sorveglianza, che ha avvisato i vigili del fuoco, intervenuti con un mezzo dal distaccamento di Cecina e con una autobotte dalla centrale di Livorno. Per domare le fiamme è stata necessaria circa un'ora. Praticamente distrutti dal fuoco i materiali all’interno, ossia rifiuti speciali non pericolosi (scarti di edilizia e di lavorazioni industriali) che vengono lasciati nel capannone e analizzati prima di essere trasferiti sul fronte di discarica. «Già verso le ore0 4.30 - fa sapere la Rea - con l’intervento dei vigili del fuoco immediatamente allertati, l’incendio è stato ridotto a limitati focolai, definitivamente spenti nell’ora successiva. I vigili del fuoco hanno abbandonato l’area alle 7 dopo verifica della totale messa in sicurezza dell’area».
Rea: autocombustione. La Rea fa sapere che «tutto il materiale depositato nel fabbricato è stato allontanato e debitamente inumidito, ed è stato collocato in area di discarica, coperto con argilla in zona sicura attualmente non interessata dalla coltivazione. Rimarrà qui per un adeguato periodo di osservazione». L’evento è stato inoltre subito segnalato agli enti di competenza (Regione Toscana, Arpat Toscana, Asl 6 Zona Bassa Val di Cecina, Comune di Rosignano). Arpat, dal canto suo, fa sapere di aver ricevuto dettagliata spiegazione dell’accaduto da parte di Rea Impianti, e di valutare se effettuare o meno campionamenti sui materiali bruciati. Rea fa sapere che l’incendio ha causato danni alla struttura del fabbricato (di circa 360 mq), in particolare al tetto ed ai portoni. Gli altri impianti dell’area non hanno riportato alcun danno e, in particolare, l’adiacente cabina elettrica dell’impianto di biostabilizzazione ha proseguito la normale attività anche durante l’evento. Quanto alle cause delle fiamme «visionando le immagini delle telecamere dell’impianto, è stato possibile verificare che l’incendio è stato causato, a nostro giudizio, da un fenomeno di autocombustione dei rifiuti all’interno del fabbricato. Vista la limitata durata dell’evento e l’immediato contenimento della fase più critica, non si rilevano problematiche ambientali, né sono pervenute specifiche segnalazioni».
Ona: maggiore attenzione. Intanto l’Osservatorio nazionale amianto interviene sottolineando come «questa vicenda impone una maggiore attenzione per il rischio incendio, anche perché risulta essere la più grande della Toscana e quindi a maggior ragione le misure di sicurezza debbono essere implementate, con verifica dei tipi di materiali che hanno preso fuoco, al fine di verificare che effettivamente non ci siano rischi per le popolazioni legate alla contaminazione di terra, acqua e aria». (a.c.)
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