Il Tirreno

Rigassificatore, il Comune ha presentato ricorso al Tar

di Alessandra Bernardeschi
Rigassificatore, il Comune ha presentato ricorso al Tar

Incontro a palazzo civico col sindaco Franchi e l’on. Silvia Velo, che “ricuce” lo strappo col Ministero: attenzione all’accordo Edison-Ineos per spostare l’etilene

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ROSIGNANO . È stato formalizzato ieri mattina dalla giunta comunale di Rosignano il ricorso al Tar contro il progetto Edison relativo al rigassificatore Gnl. Un atto che il sindaco Alessandro Franchi aveva già annunciato dopo che il ministero dell’Ambiente ha dato l’ok al piano escludendo la Variante del progetto dalla Via (valutazione d’impatto ambientale). Ad annunciarlo lo stesso sindaco durante un incontro con il sottosegretario all’Ambiente Silvia Velo arrivata a Rosignano Solvay per fare il punto della situazione. «Quest’ultima ipotesi progettuale è diversa da quella del 2010 - ha detto Franchi - non ha una effettiva integrazione industriale, ha solo una valenza commerciale, non risolve i problemi ambientali, aumenta il livello di rischio e sicurezza». E per essere chiari non convincono neppure i dati occupazionali snocciolati da Edison dello Studio di impatto economico. Dati che parlano di 2.665 addetti nei tre anni necessari per costruire l’opera e di 158 addetti nella fase di esercizio. «Il dato occupazionale - ha detto Franchi - non è elemento sul quale abbiamo dato una valutazione. E comunque bisogna considerare l’occupazione prodotta dall’impianto con quella che lo stesso impianto può togliere in altri settori economici». In parallelo l’amministrazione comunale è intenzionata ad aprire un confronto «per capire se Ineos, così come viene dichiarato leggendo le integrazioni volontarie di Edison depositate il 16 marzo scorso - ha dichiarato Franchi - è in condizioni di sostenere i costi dello spostamento del deposito di etilene per liberare la zona di San Gaetano». Uno spostamento dunque indipendente dalla realizzazione del terminal gas; un accordo tra Edison e Ineos «che siamo intenzionati - dice Franchi - a verificare, perché fino ad oggi Ineos aveva dichiarato di non essere in condizioni di sostenere questo investimento».

È ancora lungo l’iter relativo al Terminal gas: a ricordarlo il sottosegretario all’ambiente Silvia Velo. «Il progetto Edison - ha ricordato - aveva già un provvedimento di Via datato 2010. Il parere della commissione Via è di tipo tecnico e non politico». In poche parole «valuta la corrispondenza tra il progetto e le normative vigenti. Dunque non è una decisione politica. Edison, nel frattempo, ha presentato una variante al primo progetto stralciando alcune parti e in particolare lo spostamento del deposito di etilene. Mentre la commissione stava facendo le sue valutazioni, Edison ha comunicato un accordo con Ineos per lo spostamento dell’etilene. La Commissione ha preso atto della decisione ed ha deciso di non sottoporre la Variante a Via. Ha però dato prescrizioni e un cronoprogramma: spostare il deposito di etilene, rinaturalizzare l’area, redigere un progetto esecutivo del terminale».

Ma la Via «non è l’autorizzazione al progetto - ha ribadito l’onorevole -, è in esame nei due rami del Parlamento il piano di Strategia energetica nazionale».

Un piano che individua le principali scelte strategiche nel campo energetico. Dopodiché tutto passa al Ministero dello sviluppo economiche (il Mise) «che può rilasciare l’autorizzazione solo con il parere positivo della Regione Toscana». E il no della Regione Toscana al progetto Edison è stato chiaro. Alla richiesta se il terminal gas di Rosignano potesse diventare strategico e dunque essere realizzato senza il parere favorevole della Regione così come è accaduto per l’oleodotto di Bari, Franchi e Velo hanno risposto: «C’è anche l’esempio del rigassificatore di Trieste che con il no della Regione non è stato realizzato. Infine, non dimentichiamoci che in questa provincia c’è già il rigassificatore di Livorno, l’Olt».

Il sottosegretario Velo ha concluso con l’impegno che riferirà al presidente del consiglio Paolo Gentiloni e al ministro dello Sviluppo Carlo Calenda «la posizione del Comune di Rosignano e della Provincia di Livorno. Un no al rigassificatore che non è pregiudiziale: dopo il consolidamento di Solvay relativo all’abbassamento del costo dell’energia, devono essere sviluppati anche gli atri settori economici». Per quanto riguarda la sua posizione, l’onorevole Velo ha detto di «sostenere quella del Comune di Rosignano e quella del Pd regionale».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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