Sicurezza
BAGARRE IN CONSIGLIO
Armunia, salta la nomina dopo le dimissioni di Gesess
ROSIGNANO. Bagarre in consiglio comunale ieri mattina. Lo scontro tra maggioranza e opposizione si è tenuto sul punto nove all'ordine del giorno. Sulla delibera di giunta proposta dall'assessora...
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ROSIGNANO. Bagarre in consiglio comunale ieri mattina. Lo scontro tra maggioranza e opposizione si è tenuto sul punto nove all'ordine del giorno. Sulla delibera di giunta proposta dall'assessora Licia Montagnani per trovare una nuova figura dopo le dimissioni - rassegnate lo scorso 25 giugno - della consigliera Silvia Gesess (del gruppo misto) dalla carica di rappresentante del Comune di Rosignano nel consiglio di indirizzo della Fondazione Armunia. «Ho proposto che venisse ritirata la delibera – spiega il capogruppo Pd Luca Agostini – dal momento che l'opposizione non è stata in grado di indicare un nome condiviso». Di fatto, dopo minuti di discussioni, proposte respinte e due sospensioni chieste dall'opposizione la delibera è stata quindi ritirata. Ed il posto ricoperto fino a fine giugno da Silvia Gesess al momento rimane vacante.
«Un fatto simile – aggiungono dal Pd – si era già verificato in passato. Adesso aspettiamo di sapere se avranno voglia di discuterne nuovamente. Sono incarichi istituzionali previsti per le opposizioni. Noi siamo disponibili a ragionare, la volontà deve però partire da loro». Le dimissioni, come spiega Silvia Gesess, nel frattempo sono irrevocabili: «La goccia che ha fatto traboccare il vaso – sottolinea – è stata l'acquisizione, lo scorso 15 giugno, da parte della guardia di finanza dei documenti relativi ai bilanci dell'associazione e della Fondazione Armunia. Non mi ha informata nessuno, ho appreso la notizia soltanto dalla stampa locale». Un fatto inaccettabile, secondo la consigliera del gruppo misto. «Di fatto - aggiunge - il consiglio di indirizzo di Armunia non indirizza assolutamente. É inutile, non ha un senso. L'ultima volta che si è riunito risale a febbraio 2016 e ancora attendo il verbale. Impossibile lavorare al suo interno dal momento che la Fondazione è gestita, in pratica, dal sindaco Alessandro Franchi e dal commercialista Sergio Volterrani, amministratore unico della fondazione. Dimissioni come le mie sono già avvenute anche in passato, segno che manca trasparenza, che le persone serie se ne vanno e che è impossibile applicare lo statuto». Motivazioni condivise anche dal M5S che durante il consiglio comunale ha quindi deciso di non esprimere un nome condiviso. «Si tratta di un consiglio di indirizzo poco utile – commenta Francesco Serretti – una presa di giro per cui non abbiamo voluto metterci nessuno».
Di parere diverso invece Niccolò Gherarducci di Sul, che spiega: «La mia proposta è stata quella di individuare una persona esterna al consiglio comunale. Occorre dare operatività al consiglio di Armunia, trovare presto una soluzione condivisa al problema. Fare un ragionamento più ampio. Noi siamo perciò disponibili a discutere».
«Un fatto simile – aggiungono dal Pd – si era già verificato in passato. Adesso aspettiamo di sapere se avranno voglia di discuterne nuovamente. Sono incarichi istituzionali previsti per le opposizioni. Noi siamo disponibili a ragionare, la volontà deve però partire da loro». Le dimissioni, come spiega Silvia Gesess, nel frattempo sono irrevocabili: «La goccia che ha fatto traboccare il vaso – sottolinea – è stata l'acquisizione, lo scorso 15 giugno, da parte della guardia di finanza dei documenti relativi ai bilanci dell'associazione e della Fondazione Armunia. Non mi ha informata nessuno, ho appreso la notizia soltanto dalla stampa locale». Un fatto inaccettabile, secondo la consigliera del gruppo misto. «Di fatto - aggiunge - il consiglio di indirizzo di Armunia non indirizza assolutamente. É inutile, non ha un senso. L'ultima volta che si è riunito risale a febbraio 2016 e ancora attendo il verbale. Impossibile lavorare al suo interno dal momento che la Fondazione è gestita, in pratica, dal sindaco Alessandro Franchi e dal commercialista Sergio Volterrani, amministratore unico della fondazione. Dimissioni come le mie sono già avvenute anche in passato, segno che manca trasparenza, che le persone serie se ne vanno e che è impossibile applicare lo statuto». Motivazioni condivise anche dal M5S che durante il consiglio comunale ha quindi deciso di non esprimere un nome condiviso. «Si tratta di un consiglio di indirizzo poco utile – commenta Francesco Serretti – una presa di giro per cui non abbiamo voluto metterci nessuno».
Di parere diverso invece Niccolò Gherarducci di Sul, che spiega: «La mia proposta è stata quella di individuare una persona esterna al consiglio comunale. Occorre dare operatività al consiglio di Armunia, trovare presto una soluzione condivisa al problema. Fare un ragionamento più ampio. Noi siamo perciò disponibili a discutere».
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