Il dolore
Cancellato l’hotel scatta la protesta
di Divina Vitale
Marina di Castagneto, variante alla lottizzazione Leon d’oro Petizione al Comune di 50 proprietari nel vicino residence
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CASTAGNETO CARDUCCI. Una raccolta di firme da parte dei cinquanta proprietari delle abitazioni del Residence Riva di Bolgheri, sul viale delle Palme a Marina di Castagneto con cui dicono no alla variante al piano di lottizzazione convenzionata richiesta dalla società costruttrice e venditrice Leon d’oro Srl di Roma che vorrebbe destinare a uso residenziale l’area adiacente alle loro abitazioni in cui sarebbe dovuto sorgere un hotel.
«Circa dieci anni fa – scrivono i proprietari in una lettera indirizzata al Comune di Castagneto Carducci – una estesa lottizzazione convenzionata prevedeva in quell’area la costruzione di un residence con abitazioni e di un hotel per un presidio stanziale, oltre a impianti sportivi con piscina, un ristorante, e altro. Oggi le cose sono cambiate e senza che noi ne fossimo informati. Perciò vorremmo impugnare le clausole inserite nei rogiti di compravendita perché siamo contrari ai nuovi sviluppi. Abbiamo pagato caramente le unità immobiliari, rispetto ai prezzi dell’epoca di mercato per beni simili, e ne sono prova i rogiti del periodo, anche per il contesto in cui dovevano essere inserite».
La missiva prosegue sottolineando che passano gli anni «ma le aree verdi non sono state realizzate, i terreni intorno alle abitazioni, in cui dovevano essere realizzate le strutture interne ed esterne al complesso immobiliare, sono un coacervo di materiali da cantiere, discarica a cielo aperto e area in totale abbandono. In teoria però esistono scadenze entro le quali tutto può essere realizzato, soprattutto visto che si tratta di una edilizia convenzionata che presuppone la costruzione di abbellimenti o altro proprio secondo convenzione». I proprietari si chiedono «se un’impresa o un imprenditore hanno come fine il massimo profitto, siamo perplessi sulle motivazioni che possono aver indotto il Comune a modificare l’iniziale programmazione urbanistica, pur facendo salvi i diritti di terzi, che nella nuova veste sembra favorire un attore a discapito dei privati che hanno acquistato cespiti nel residence, nonché della collettività che non poteva che vedere con favore la rivitalizzazione dell’area. Nessuno vuol mettere in dubbio che tutto sia stato fatto nel pieno rispetto delle regole, non sta ai condomini giudicarlo, ma resta l’amaro in bocca anche in virtù dell’atteggiamento del Comune che il 10 maggio è stato formalmente interessato e che non si è neppure degnato di dare un cenno di riscontro».
«Circa dieci anni fa – scrivono i proprietari in una lettera indirizzata al Comune di Castagneto Carducci – una estesa lottizzazione convenzionata prevedeva in quell’area la costruzione di un residence con abitazioni e di un hotel per un presidio stanziale, oltre a impianti sportivi con piscina, un ristorante, e altro. Oggi le cose sono cambiate e senza che noi ne fossimo informati. Perciò vorremmo impugnare le clausole inserite nei rogiti di compravendita perché siamo contrari ai nuovi sviluppi. Abbiamo pagato caramente le unità immobiliari, rispetto ai prezzi dell’epoca di mercato per beni simili, e ne sono prova i rogiti del periodo, anche per il contesto in cui dovevano essere inserite».
La missiva prosegue sottolineando che passano gli anni «ma le aree verdi non sono state realizzate, i terreni intorno alle abitazioni, in cui dovevano essere realizzate le strutture interne ed esterne al complesso immobiliare, sono un coacervo di materiali da cantiere, discarica a cielo aperto e area in totale abbandono. In teoria però esistono scadenze entro le quali tutto può essere realizzato, soprattutto visto che si tratta di una edilizia convenzionata che presuppone la costruzione di abbellimenti o altro proprio secondo convenzione». I proprietari si chiedono «se un’impresa o un imprenditore hanno come fine il massimo profitto, siamo perplessi sulle motivazioni che possono aver indotto il Comune a modificare l’iniziale programmazione urbanistica, pur facendo salvi i diritti di terzi, che nella nuova veste sembra favorire un attore a discapito dei privati che hanno acquistato cespiti nel residence, nonché della collettività che non poteva che vedere con favore la rivitalizzazione dell’area. Nessuno vuol mettere in dubbio che tutto sia stato fatto nel pieno rispetto delle regole, non sta ai condomini giudicarlo, ma resta l’amaro in bocca anche in virtù dell’atteggiamento del Comune che il 10 maggio è stato formalmente interessato e che non si è neppure degnato di dare un cenno di riscontro».
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