La manifestazione
san vincenzo
Acquapark, scontro sul progetto
La lista As contesta l’iter amministrativo seguito dalla giunta Bandini
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SAN VINCENZO. A saltare sui gonfiabili in mezzo al mare è la politica sanvincenzina. Dell’acquapark spostato a nord del porto turistico dalla giunta comunale, dopo averlo previsto a sud, non c’è traccia. E salvo colpi d’ala quest’estate passerà in scia alle procedure prima annunciate per assegnare una concessione nel tratto di costa di fronte a via Sicilia, salvo la scelta della giunta di annullare l’atto di indirizzo approvato il 30 maggio per traslare l’attrazione in corrispondenza della spiaggia libera di via del Faro.
«Il posizionamento iniziale della struttura è stato deciso da chi ha proposto l’iniziativa imprenditoriale – chiarisce una nota della giunta comunale –. La posizione al principio poteva sembrare quella più giusta ma, subito dopo il ripascimento effettuato in quel sito è venuta a mancare la profondità per garantire la sicurezza degli avventori del parco. Per questo motivo è stata dichiarata inopportuna la prima delibera autorizzativa». Che aggiunge: «L’assegnazione dell’area verrà fatta attraverso un bando a evidenza pubblica». E ancora: «Il vincitore dovrà garantire una postazione di salvataggio aggiuntiva su quel tratto di costa. Si occuperà della gestione dei bagni per disabili in via del Faro. E vi sarà un arricchimento dell’offerta ricreativa». Mentre su parcheggi «l’istituzione del divieto di sosta è dovuto alla sicurezza antincendio nella zona Fagianaia che è raggiungibile solo attraverso il cancello sul confine in via dell’Orata».
«L’amministrazione confessa pubblicamente la totale mancanza di pianificazione, lasciata fare al privato», sottolinea Assemblea Sanvincenzina. E a proposito del trasferimento a seguito del ripascimento: «Si vuole davvero prendere in giro cittadini e imprenditori? Già sei mesi prima era stata certificata un’insufficiente profondità nella delibera di giunta 12/2017 approvata il 31 gennaio, ben prima delle delibera 133 del 30 maggio, poi annullata. È sconcertante poi la sicurezza che percepiamo nell’imprenditore che pare muoversi con la sicurezza di chi sembra abbia già in tasca la concessione, tanto da richiedere, preventivamente alla delibera di giunta 133, il parere alla soprintendenza necessario invece solo dopo l’aggiudicazione del bando. Un vizio di forma non da poco che crediamo abbia contribuito al ritiro della prima delibera».
«Il posizionamento iniziale della struttura è stato deciso da chi ha proposto l’iniziativa imprenditoriale – chiarisce una nota della giunta comunale –. La posizione al principio poteva sembrare quella più giusta ma, subito dopo il ripascimento effettuato in quel sito è venuta a mancare la profondità per garantire la sicurezza degli avventori del parco. Per questo motivo è stata dichiarata inopportuna la prima delibera autorizzativa». Che aggiunge: «L’assegnazione dell’area verrà fatta attraverso un bando a evidenza pubblica». E ancora: «Il vincitore dovrà garantire una postazione di salvataggio aggiuntiva su quel tratto di costa. Si occuperà della gestione dei bagni per disabili in via del Faro. E vi sarà un arricchimento dell’offerta ricreativa». Mentre su parcheggi «l’istituzione del divieto di sosta è dovuto alla sicurezza antincendio nella zona Fagianaia che è raggiungibile solo attraverso il cancello sul confine in via dell’Orata».
«L’amministrazione confessa pubblicamente la totale mancanza di pianificazione, lasciata fare al privato», sottolinea Assemblea Sanvincenzina. E a proposito del trasferimento a seguito del ripascimento: «Si vuole davvero prendere in giro cittadini e imprenditori? Già sei mesi prima era stata certificata un’insufficiente profondità nella delibera di giunta 12/2017 approvata il 31 gennaio, ben prima delle delibera 133 del 30 maggio, poi annullata. È sconcertante poi la sicurezza che percepiamo nell’imprenditore che pare muoversi con la sicurezza di chi sembra abbia già in tasca la concessione, tanto da richiedere, preventivamente alla delibera di giunta 133, il parere alla soprintendenza necessario invece solo dopo l’aggiudicazione del bando. Un vizio di forma non da poco che crediamo abbia contribuito al ritiro della prima delibera».
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