Attenzione
Rigassificatore, Rossi chiude le porte
di Andrea Rocchi
Il presidente della Regione: «Diremo no anche al Mise». E accusa: «Sulla variante di Edison manca il parere dei vigili del fuoco»
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ROSIGNANO. «L'iter del procedimento non è concluso. C'è ancora un passaggio obbligato nel quale sarà possibile intervenire. In quella sede, appunto, negheremo l'intesa da parte della Regione». E’ il nodo cruciale di un’articolata nota stampa con cui Enrico Rossi interviene sul rigassificatore di Rosignano, dopo il via libera del Ministero dell’Ambiente, per pronunciare un altro netto no. Una bocciatura che appare definitiva. La sede a cui fa riferimento Rossi è quella del Mise, ministero dello Sviluppo Economico. E’ qui che si decide il futuro del progetto di Edison ed è qui - dice chiaramente il governatore - che la Regione Toscana negherà l’accordo. Ma Rossi entra anche nel merito del provvedimento di Via, quello del 2010, alla luce dell’ultimo decreto del ministero dell’Ambiente che esclude una nuova valutazione d’impatto ambientale». «Risulta infatti - afferma Rossi - che i Vigili del Fuoco - ai fini delle valutazioni sui pericoli di incidenti rilevanti - si siano espressi sul precedente progetto del 2009-2010 e non già sulla nuova variante improvvisamente introdotta da Edison, dopo anni di quiescenza, nel marzo 2017, per motivazioni su cui sorvolo, ma già ampiamente riportate dagli organi di stampa locali. Qualcuno dovrà assumersi la responsabilità innanzi ai cittadini di Rosignano e Vada».
«Di fatto quello escluso dalla Via è un nuovo progetto - spiega il presidente della Regione Enrico Rossi - e prevede cambiamenti con una valenza tale da richiedere una valutazione più approfondita. Per questo la Regione mantiene ferma la barra sul suo parere negativo e lo riproporrà, negando l'intesa (il parere positivo in termini tecnici, ndr) in sede di autorizzazione da parte del Ministero dello sviluppo economico. Per questo, anche in vista di quest'ultimo passaggio, che è oggi prematuro parlare di un eventuale ricorso al Tar da parte della Regione». Resta un giudizio “pesantemente negativo - prosegue il governatore-. - sia di merito che di metodo, con un'improvvisa accelerazione ministeriale, anche se a seguito dell'intervento della Regione, la Commissione Via ha introdotto nel parere del Ministero una specifica prescrizione, da attuarsi prima dell'avvio della progettazione esecutiva, segno che le nostre argomentazioni non erano infondate».
Quello che si chiede nella prescrizione è la presentazione da parte di Edison di un dcronoprogramma degli interventi di spostamento del terminale di etilene, che dovrà avvenire entro cinque anni dall'avvio dei lavori. E' una importante correzione perché la cancellazione dello spostamento del terminale di etilene rispetto al progetto iniziale è una delle maggiori criticità segnalate dal parere negativo della Regione. «Tuttavia non basta- prosegue Rossi - Anche con questo vincolo, le principali criticità di natura ambientale restano. Chi può garantire che nei cinque anni di tempo concessi per lo spostamento non si possano creare condizioni di aggravio ulteriore del rischio sul territorio, con una sorta di effetto domino, legato alla compresenza del deposito di etilene e del rigassificatore?». Rossi spiega infine che questo giudizio negativo non è un no all’industria, bensì ad un progetto puramente commerciale e senza ricadute sul territorio, se non quelle ambientali.
«Di fatto quello escluso dalla Via è un nuovo progetto - spiega il presidente della Regione Enrico Rossi - e prevede cambiamenti con una valenza tale da richiedere una valutazione più approfondita. Per questo la Regione mantiene ferma la barra sul suo parere negativo e lo riproporrà, negando l'intesa (il parere positivo in termini tecnici, ndr) in sede di autorizzazione da parte del Ministero dello sviluppo economico. Per questo, anche in vista di quest'ultimo passaggio, che è oggi prematuro parlare di un eventuale ricorso al Tar da parte della Regione». Resta un giudizio “pesantemente negativo - prosegue il governatore-. - sia di merito che di metodo, con un'improvvisa accelerazione ministeriale, anche se a seguito dell'intervento della Regione, la Commissione Via ha introdotto nel parere del Ministero una specifica prescrizione, da attuarsi prima dell'avvio della progettazione esecutiva, segno che le nostre argomentazioni non erano infondate».
Quello che si chiede nella prescrizione è la presentazione da parte di Edison di un dcronoprogramma degli interventi di spostamento del terminale di etilene, che dovrà avvenire entro cinque anni dall'avvio dei lavori. E' una importante correzione perché la cancellazione dello spostamento del terminale di etilene rispetto al progetto iniziale è una delle maggiori criticità segnalate dal parere negativo della Regione. «Tuttavia non basta- prosegue Rossi - Anche con questo vincolo, le principali criticità di natura ambientale restano. Chi può garantire che nei cinque anni di tempo concessi per lo spostamento non si possano creare condizioni di aggravio ulteriore del rischio sul territorio, con una sorta di effetto domino, legato alla compresenza del deposito di etilene e del rigassificatore?». Rossi spiega infine che questo giudizio negativo non è un no all’industria, bensì ad un progetto puramente commerciale e senza ricadute sul territorio, se non quelle ambientali.
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