Gioco
Dal liceo al ristorante un giovane cecinese nei 5 stelle di Dubai
Mattia Sepulcri, 26 anni, dopo il diploma al Fermi ha scelto di lavorare nel settore alberghiero: al top con Maccioni
CECINA. Nato 26 anni fa a Cecina, ma residente a Dubai per lavoro, Mattia Sepulcri è un altro coraggioso concittadino da esportazione. Gli Emirati arabi uniti sono l’ultima frontiera per chi vola a caccia di un’opportunità. Mattia l’ha colta nel mondo dei ristoranti, complice il lavoro a “Le Cirque” con la qualifica di Restaurant supervisor. Il biglietto da visita del locale dice tutto, perché il toscano Sirio Maccioni, il suo fondatore, aprì a New York il primo nel 1974 ospitando personalità e presidenti americani. Esportando così nella città dei grattacieli un’eccellenza italiana. Sepulcri è cresciuto a Donoratico e si è diplomato al liceo Enrico Fermi ramo scienze sociali, trasferendosi subito a Firenze nel 2011, dove ha lavorato quattro anni. Per sbarcare in Medio Oriente ha acquisito conoscenze e competenze. Nel capoluogo toscano lavorando alle Giubbe Rosse e da Sabatini, dove è cresciuto dal punto di vista professionale ed ha approfondito i vari aspetti dell’attività conoscendone i molteplici lati.
Da novembre 2015, la telefonata e la proposta dell’hotel cinque stelle “Palazzo Versace Dubai”, dove ha servito clienti conosciuti a livello mondiale come l’attore Robert De Niro e miss Russia 2015, grazie ai piatti preparati dagli chef stellati Quique Dacosta e lo svedese Bjorn Frantzen, grandi nomi della cucina. E’ la svolta. Perché da gennaio 2017, con la qualifica di Restaurant Supervisor, Sepulcri partecipa all’apertura di “Le Cirque” a Dubai, che la famiglia Maccioni ha aperto al prestigioso “Ritz Carlton hotel” nel distretto finanziario. «Ho il piacere di conoscere – racconta Mattia –il proprietario di tutti i “Le Cirque” nel mondo, Mauro Maccioni, e di aver condiviso con lui diversi aspetti e considerazioni non soltanto a livello professionale».
Un’esperienza, che gli ha garantito un altro passo avanti nel percorso personale, grazie alla possibilità di frequentare ambienti non comuni e ricchi da ogni punto di vista. Ai tavoli si sono seduti anche Diego Armando Maradona e molti sceicchi, tra cui il primo ministro Mohammed bin Rashid Al Maktoum. «Sono stati giorni intensi, ma servirli – prosegue – è stato un onore. Un’esperienza che non dimenticherò mai». Come tutti, Mattia ha un sogno da realizzare. «Crescere ancora dal lato professionale a Dubai nei 5 stelle, in quanto nel 2020 la città ospiterà l’Expo. Non a caso, sono in costruzione palazzi enormi e strutture uniche. Allo stesso tempo, però, seguo la situazione in Asia, dove il mondo della ristorazione cresce a ritmi vertiginosi. I Paesi ai quali mi riferisco sono il Giappone e la Cina, Hong Kong e Singapore. Dubai mi ha accolto, gli devo tanto. Nel mio cuore e nei miei pensieri in ogni caso rimane sempre e solo Donoratico e tutta la provincia di Livorno. Quando avrò un po’ di tempo libero tornerò a trovare i miei amici e i miei parenti, che mi hanno sostenuto in questa mia esperienza negli Emirati. Mi ritengo un livornese espatriato e, quando parlo con gli italiani, non faccio niente per nascondere il mio accento toscano, anzi tante volte aggiungo un bel ‘boia deh’ alla fine. Lavoro al momento con altri colleghi italiani e usciamo spesso in città per conoscere persone provenienti da altre parti del mondo».
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